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“il sigaro antico toscano entra ufficialmente nel patrimonio nazionale: il ministero delle imprese e del made in italy l’ha riconosciuto come marchio storico, confermando l’eccellenza della nostra filiera del tabacco”. lo sottolinea in un comunicato cia agricoltori italiani della toscana, spiegando che, “con oltre due secoli di tradizione, e’ uno dei simboli tricolori apprezzati in tutto il mondo”. “piu’ in dettaglio, la filiera del tabacco kentucky comprende centinaia imprese agricole a conduzione familiare, che conferiscono la materia prima agli stabilimenti della manifattura sigaro toscano di lucca e cava dei tirreni”, precisa il comunicato, che cosi’ prosegue: “dalla valtiberina, in provincia di arezzo, arriva il 10 per cento della produzione nazionale: 1.700 ettari di terreni coltivati e 200 imprese produttrici, come evidenzia cia arezzo. ‘il riconoscimento del mimit conferma ulteriormente l’eccellenza delle filiere agricole del made in italy – sottolinea il presidente cia toscana, valentino BERNI -. complimenti a chi ha reso possibile questo risultato, dai vertici al management della manifattura sigaro toscano. questo traguardo e’ anche il frutto dell’impegno qualificato delle aziende agricole che coltivano con grande professionalita’ ettari di tabacco kentucky, con ricadute economiche e sociali significative anche nella nostra regione, in valtiberina in particolare’. la coltivazione del kentucky richiede agricoltori esperti e altamente specializzati: dalla cura foglia per foglia, all’essiccazione lenta, fino all’affumicatura di settimane con legni di quercia e noce, che conferisce al tabacco un aroma intenso, forte e leggermente torbato. ma questo le aziende aretine della cia lo sanno molto bene. ‘il riconoscimento di marchio storico e’ un risultato importante per tutta la filiera – sottolinea serena STEFANI, presidente di cia arezzo -. ora pero’ e’ fondamentale guardare al futuro: rinnovare i contratti, ridistribuire il valore lungo la filiera e valorizzare la qualita’ del lavoro dei nostri agricoltori devono essere obiettivi concreti per superare le incertezze e le difficolta’ economiche che il settore sta attraversando. allo stesso tempo e’ necessario che il rischio d’impresa non ricada esclusivamente sulla parte agricola, ma venga condiviso in modo piu’ equilibrato tra tutti gli attori della filiera, dall’industria alla distribuzione. solo cosi’ sara’ possibile rilanciare pienamente l’intero comparto tabacchicolo, tutelando le imprese agricole e una tradizione che rappresenta un patrimonio economico, sociale e culturale dei nostri territori’.”.

