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“l’audizione odierna del direttore di agea non ha fatto altro che confermare le preoccupazioni che abbiamo sollevato in queste settimane. dalle parole ascoltate emerge con chiarezza un cambio di impostazione: agea non e’ piu’ soltanto l’ente che eroga gli aiuti, ma una struttura che concentra dati, rafforza i controlli e amplia progressivamente il proprio raggio d’azione”. lo scrivono le deputate e i deputati pd della commissione agricoltura in un comunicato, che cosi’ prosegue: “si e’ parlato di integrazione delle banche dati, di sistemi di monitoraggio avanzati, di un’infrastruttura sempre piu’ capace di incrociare informazioni con altri soggetti pubblici e privati. tutti elementi che, presi singolarmente, possono migliorare l’efficienza. ma messi insieme delineano qualcosa di diverso. stiamo assistendo alla costruzione di una struttura che non si limita piu’ a gestire le politiche agricole, ma che tende a orientarle e condizionarle attraverso il controllo dei dati, delle procedure e dei flussi finanziari. il rischio e’ evidente: la nascita di una sorta di ‘ministero parallelo’, che accumula potere amministrativo senza un corrispondente rafforzamento del controllo democratico e parlamentare. e mentre si investe nella macchina, tra digitalizzazione, intelligenza artificiale e rafforzamento dei controlli, le imprese agricole continuano a fare i conti con l’aumento dei costi energetici, dei fertilizzanti e con margini sempre piu’ ridotti. su questo punto, dall’audizione non e’ arrivata alcuna risposta concreta: non una parola su risorse aggiuntive per il reddito degli agricoltori. restano inoltre aperte criticita’ rilevanti sul piano della trasparenza e della gestione del personale. il percorso che ha portato all’inglobamento di sin, le modifiche ai regolamenti interni e le modalita’ di selezione e assunzione continuano a sollevare dubbi che non possono essere ignorati”. “il punto, quindi non e’ essere contrari all’innovazione. il punto e’ la direzione che si sta prendendo”, evidenzia il comunicato, che conclude: “se agea si rafforza, deve farlo per semplificare la vita agli agricoltori, non per moltiplicare i livelli di controllo. se si investono risorse pubbliche, queste devono tradursi in pagamenti piu’ rapidi, meno burocrazia e maggiore certezza per le imprese. per questo chiediamo con forza: maggiore trasparenza nelle scelte organizzative e nelle procedure di selezione; un rafforzamento del controllo parlamentare su agea; un vincolo chiaro: ogni investimento sull’agenzia deve produrre benefici diretti e misurabili per le imprese agricole. altrimenti il rischio e’ chiaro: costruire una struttura sempre piu’ potente, ma sempre piu’ distante dai bisogni reali del settore. e a quel punto la domanda diventa inevitabile: a chi sta davvero servendo questo rafforzamento?”.

