CONAF, LINEE GUIDA NAZIONALI PER VALUTAZIONE E GESTIONE RISCHIO ARBOREO IN AMBITO URBANO

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“una cornice unitaria, che consenta di rendere ogni scelta legata al verde urbano motivata, comprensibile e tracciabile. un documento a favore del cittadino e delle istituzioni, che potranno conoscere le motivazioni tecnico-scientifiche alla base delle scelte. questo lo scopo del documento ‘linee guida nazionali per la valutazione e la gestione del rischio arboreo in ambito urbano e periurbano’, che il conaf ha redatto che e presto sara’ oggetto di discussione all’interno del comitato per lo sviluppo del verde pubblico e con il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica”. lo rende noto un comunicato del conaf che cosi’ prosegue: “il punto di partenza di questo documento e’ che, nella gestione del verde urbano, il rischio zero non esiste. pertanto, va superata l’idea statica della ‘stabilita’ dell’albero’ per adottare l’approccio della gestione del rischio, in coerenza con i principi della norma uni iso 31000:2018 (le linee guida per la gestione del rischio nelle organizzazioni, supportando decisioni e miglioramenti delle prestazioni). un approccio che riconosce la natura stessa dell’albero, ossia quella di un organismo vivente inserito nello spazio urbano e nel paesaggio”. barbara NEGRONI, consigliere nazionale, afferma: “con queste linee guida non proponiamo semplicemente uno strumento operativo, ma affermiamo un modo di interpretare la gestione del patrimonio arboreo fondato sulle competenze tecniche e sulla responsabilita’ professionale dei dottori agronomi e forestali. grazie al coordinamento del gruppo di lavoro del collega vincenzo BLOTTA siamo riusciti a redigere un documento che definisce i criteri minimi condivisi per la valutazione del rischio arboreo. il quadro metodologico che ne deriva consente maggiore uniformita’ nelle valutazioni professionali e maggiore chiarezza nei processi decisionali. dopodiche’, all’interno di questa cornice, sara’ compito del professionista valutare ogni situazione e governare il rischio attraverso un processo tecnico strutturato capace di rendere ogni scelta motivata, comprensibile e tracciabile”. “la valutazione del rischio arboreo – continua il comunicato – deve fondarsi su un’analisi integrata dei parametri agronomici, forestali, morfo-fisiologici, fitosanitari, biomeccanici, economici, eco sistemici e di contesto, che devono essere valutati nel loro insieme. sono stati individuati 5 criteri: analisi morfo-fisiologica e fitoiatrica (stato dei tessuti, patologie, capacita’ di compartimentazione e vitalita’ residua); valutazione biomeccanica e strutturale (difetti strutturali, morfologia e resistenza meccanica dei tessuti legnosi dell’albero); analisi del contesto e dei bersagli (devono essere esplicitati l’area di potenziale caduta (apc), i bersagli, la frequenza di utilizzo e il livello di rischio risultante); valutazione economica ed ecosistemica (stima del valore dell’esemplare mediante criteri estimativi riconosciuti e parametri agro-ecologici minimi definiti); condizioni del sito di radicazione (stato delle condizioni del suolo nell’area della zona di protezione dell’albero-zpa). definendo un processo tecnico chiaro, motivato e documentabile si rafforzano l’autorevolezza delle valutazioni e sara’ piu’ solido il rapporto tra competenza professionale e decisione amministrativa”. mauro UNFORMI, presidente conaf, afferma: “la gestione del rischio arboreo e’ un ambito nel quale si intrecciano la tutela del patrimonio vegetale, le responsabilita’ dei proprietari e le decisioni delle amministrazioni pubbliche. non entriamo nel merito dei diversi metodi applicativi sviluppati dalla comunita’ professionale, ma stabiliamo un riferimento comune che riconosca e valorizzi questi strumenti all’interno di un impianto condiviso, da questo quadro di riferimento metodologico, poi, nasceranno e si concretizzeranno le valutazioni dei singoli professionisti”. “nella gestione del rischio arboreo – riprende il comunicato – devono essere adottati criteri di proporzionalita’ e gradualita’ degli interventi, privilegiando, ove tecnicamente possibile, misure di mitigazione e interventi volti a contenere il rischio. l’abbattimento e’ giustificato solo quando il rischio superi i livelli di tollerabilita’, le misure di mitigazione risultino inefficaci o la compromissione non consenta una gestione sostenibile. ne consegue che l’abbattimento di una o piu’ piante e’ accettato, ma costituisce misura eccezionale quale extrema ratio”. “e’ un passaggio culturale e istituzionale. significa – conclude UNIFORMI – affermare con chiarezza che la gestione del patrimonio arboreo richiede competenze tecniche multidisciplinari e specifiche, che le scelte possono essere motivate con trasparenza, riducendo le conflittualita’ e ridando valore alla professionalita’”.