TAVOLETTA (ACLI TERRA), LA PIÙ IMPORTANTE ECCELLENZA ITALIANA E’ LA CAPACITÀ PROFESSIONALE DI CHI LAVORA NELL’AGROALIMENTARE

di Letizia Martirano

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Nicola TAVOLETTA, riconfermato da poco presidente di Acli Terra si definisce dirigente aclista, guelfo bianco, giornalista che si troverebbe in grande difficoltà in campeggio, anche se – parole sue – Secondo l’intelligenza artificiale e’ un amante del campeggio. Tavoletta ci tiene a precisare si essere nato a Formia, di essere cresciuto a Latina, di vivere a Roma, di essere un vero cittadino del Lazio ma – puntualizza – come Andreotti, di non essere laziale. In questa intervista TAVOLETTA riassume i temi e le proposte della sua organizzazione che – precisa – è in campo per tutelare le lavoratrici e i lavoratori, autonomi e dipendenti, come professionisti, persone e genitori tutelare il cibo naturale, continuando a proteggere la comunità dagli assalti speculativi delle multinazionali che vorrebbero introdurre il cibo sintetico.

Lei è stato eletto dal congresso di bologna di gennaio per guidare l’associazione per un secondo mandato. Qual’e’ il suo programma?

La più importante eccellenza italiana non è il prodotto, neanche la biodiversità. È la capacità professionale delle donne e degli uomini che lavorano nell’agroalimentare. Acli Terra è impegnata a tutelare le lavoratrici e i lavoratori, autonomi e dipendenti, con nuove misure di welfare, una formazione professionale adeguata e politiche familiari. Dobbiamo valorizzare i nostri talenti anche mettendo a reddito territori esteri. Sentirci europei ci permette di avere più beni e spazi da gestire. L’Italia è piccola nel contesto mondiale.

Quanto incidono i conflitti sull’agroalimentare italiano?

Lo scenario lo stiamo continuando a valutare secondo le categorie del secolo scorso, elaborando i calcoli economici con parametri limitati. L’Iran e la Russia sono colossi dell’agroalimentare oltre che dell’energia, secondo me ci danneggia più la loro esclusione come partner che l’aumento dei costi energetici. Russia ed Iran rappresentano una storia raffinata nella trasformazione agroalimentare e con loro avremmo dovuto fare sponda. L’Italia è l’avamposto di un Oriente raffinato e il primo baluardo di un Occidente pragmatico. Non stiamo svolgendo questo ambizioso doppio ruolo, svalutando la nostra produzione, portandola a ribasso nella competizione con Spagna e Portogallo.

Con la “vetrina Italia” e le Acli neocostituite lei ha rafforzato la presenza italiana nel Principato di Monaco

Il Principato di Monaco non è il paradiso dei ricchi senza morale. È una comunità molto articolata ove convivono 140 nazionalità, in pace e nel rispetto. La ricchezza aiuta, ma la cultura della pace e l’armonia deriva anche da un importante lavoro intellettuale e spirituale. La Chiesa Cattolica è religione di Stato.

Cosa e’ il progetto sull’astice di cui avete dato notizia?

Acli Terra sta per promuovere un grande progetto sperimentale dell’Università de “La Tuscia” che permetterebbe un formidabile rilancio della pesca. Un piano di ripopolamento faunistico utile all’ambiente e ai pescatori. Pensiamo al reddito dei pescatori e alla sostenibilità ambientale. Un lavoro frutto della migliore ricerca italiana. Non e’ promozione del lusso artificiale e’ lavoro e ambiente per migliorare la qualità della vita delle marinerie. Illustreremo tutto il progetto prestissimo.

Cosa dice della vostra campagna a sostegno del settore florovivaistico?

I fiori e le piante sono cultura, moda oltre che produzione agricola. Una dimensione distintiva che somma al valore materiale quello simbolico. Un mercato che stiamo proteggendo con la nuova normativa e sul quale possiamo investire di più, con piu’ attenzione alle patologie esotiche da controllare perche’ gli investimenti devono riguardare anche la sicurezza sanitaria.

Di quali altri aspetti sanitari che riguardano l’agroalimentare vi occupate?

Presenteremo una ricerca importantissima sui veterinari visto che si registra una importante diminuzione delle figure che si occupano dei grandi animali mentre crescono i professionisti che si occupano degli animali domestici. Un disastro per la zootecnia italiana. Abbiamo proposte per il settore.

Vi siete anche occupati del tema dell’acqua, perche’?

L’acqua è il tema dei temi e noi a Terni, città simbolo, abbiamo organizzato un incontro nazionale sulla gestione idrica. L’Italia è ricca di acque. La siccità è dovuta alla mancanza di un adeguato piano invasi. Noi e Coldiretti spingiamo le autorità pubbliche sulla necessità di aprire questa tipologia di cantieri, sia per ristrutturare i vecchi invasi, sia per aprire quelli incompiuti, che per farne nuovi.

Lei parla spesso anche del settore del vino…

Il vitivinicolo va benissimo, corriamo alla grande, ma attenzione a saper distribuire il prodotto. Abbiamo attirato l’attenzione sulla logistica italiana, piu’ lenta di quella francese.

Qual’e’ una produzione italiana particolare che merita attenzione secondo lei?

Le ciliegie e faremo un grande evento nazionale su questo frutto. Troppa speculazione. La Puglia ne soffre tanto. Emilia Romagna, Veneto e Trentino se la giocano, ma non va bene. Troppa speculazione.