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“le proposte avanzate dal governo rappresentano un primo importante segnale nell’interesse delle imprese per il raggiungimento degli obiettivi di transizione”. e’ la posizione espressa da confcooperative nell’incontro al mimit sul piano transizione 5.0 alla presenza di adolfo URSO, ministro delle imprese e del made in italy, tommaso FOTI, ministro per gli affari europei, il pnrr e le politiche di coesione, e maurizio LEO, viceministro dell’economia e delle finanze”. lo rende noto un comunicato di confcooperative che ha aggiunto: “e’ importante per le imprese che hanno avviato impianti, firmato contratti, pagato fornitori e che hanno agito nell’affidamento delle promesse del governo. non potrebbero sostenere un taglio del 65% su investimenti gia’ realizzati. si tratta di una necessita’ di certezza normativa soprattutto in un’epoca caratterizzata da grande instabilita’ e incertezze geopolitiche”. “la preoccupazione – prosegue il comunicato – era fortemente avvertita dalle imprese cosiddette ‘esodate’, ben 7.400, che avrebbero registrato tagli importanti rispetto al credito d’imposta originariamente riconosciuto. confcooperative ha avanzato alcune proposte: le imprese che hanno completato gli investimenti entro il 31 dicembre 2025, con macchinari installati, contratti pagati, processi avviati, devono ricevere il 100% del credito prenotato. i 763 milioni rimasti dal fondo da 1,3 miliardi devono essere destinati prioritariamente a coprire questo gap. l’esclusione di impianti fotovoltaici e sistemi di stoccaggio energetico e’ paradossale: erano il cuore della logica ‘5.0’. confcooperative chiede il pieno reintegro di questa componente almeno per le imprese con comunicazione di completamento gia’ trasmessa al gse entro febbraio 2026. oltre alle misure urgenti, confcooperative chiede al governo di stabilizzare gli incentivi all’innovazione evitando: rimodulazioni continue delle risorse; ritardi nei decreti attuativi; discontinuita’ tra misure successive adottate con effetto retroattivo che generano incertezza e scoraggiano gli investimenti. in particolare, confcooperative auspica stabilita’ pluriennale degli incentivi fuori dal pnrr, definizione di dotazione finanziaria adeguata prima dell’apertura delle domande, accesso semplificato per le pmi, ritorno al credito di imposta oltre il 2028 (vista le oggettive maggiori difficolta’ di accesso allo strumento dell’iperammortamento, che si adatta soprattutto ad alcuni specifici settori industriali), con dotazioni pluriennali certe, tempi rapidi per i decreti attuativi e semplificazione delle procedure e, infine, l’istituzione di un tavolo permanente governo-associazioni-gse”.

