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“e’ una situazione estremamente difficile quella che sta vivendo l’agricoltura abruzzese, con criticita’ diffuse su tutto il territorio ma con i danni maggiori concentrati nelle province di chieti e pescara, dove si registrano frane, smottamenti, allagamenti e campi completamente sommersi. e’ quanto emerge dal monitoraggio di coldiretti abruzzo dopo l’ondata di maltempo che ha colpito la regione negli ultimi giorni, con fiumi in piena e argini straripati che hanno portato anche all’apertura delle dighe per alleggerire la pressione dell’acqua”. lo rende noto un comunicato della federazione regionale che cosi’ prosegue: “il risultato e’ un quadro pesantissimo per le campagne: migliaia di ettari risultano allagati, con terreni agricoli da rilavorare e riseminare. particolarmente colpite le coltivazioni di cereali e le semine autunno-vernine, tra cui il grano e altri cereali, in molti casi compromesse in modo irreversibile. distrutti gli ultimi ortaggi invernali e danni rilevanti alle prime produzioni stagionali, come le fragole, mentre in diverse aree e’ stata azzerata la produzione di fave. problemi diffusi anche per vivai e serre, con coltivazioni sommerse e danni agli apparati radicali. preoccupazione anche per i vigneti, il cui stato dipendera’ dai tempi di ritiro delle acque”. “di fronte a una situazione cosi’ grave – sottolinea il presidente di coldiretti abruzzo pietropaolo MARTINELLI – abbiamo chiesto alla regione il riconoscimento dello stato di calamita’ naturale, indispensabile per garantire un sostegno immediato alle aziende agricole duramente colpite. siamo di fronte all’ennesimo evento estremo che mette in ginocchio interi territori, con danni ingenti alle produzioni e alle infrastrutture rurali. e’ necessario intervenire rapidamente per consentire alle imprese di ripartire e per mettere in sicurezza un comparto strategico per l’economia regionale”. “l’emergenza in abruzzo – continua il comunicato – si inserisce in un quadro nazionale sempre piu’ preoccupante: dall’inizio dell’anno si sono verificati circa trecento eventi estremi, con una maggiore concentrazione nel sud italia, a conferma di una tendenza climatica che sta mettendo a dura prova l’agricoltura e la programmazione delle imprese”.

