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“la bassa, in particolare l’area di pernumia, e l’alta padovana si confermano le zone piu’ vocate della provincia relativamente alla coltivazione degli asparagi. stando all’ultimo report di cia padova, la stessa provincia e’ prima a livello regionale in quanto a superficie dedicata: 700 ettari, su un totale di 1.740 ettari complessivi. ovvero, oltre il 40% degli asparagi veneti sono di origine padovana”. lo rende noto un comunicato di cia padova che cosi’ prosegue: “una tradizione che si perde nei secoli. si tratta di una coltura ricercata, e che continua a dare soddisfazione tanto agli agricoltori quanto ai consumatori. sempre di piu’ gli asparagi vengono richiesti ai mercati agricoli”. peraltro l’annata e’ iniziata secondo i migliori auspici, come precisa il presidente di cia padova, luca BISARELLO: “siamo in linea col 2025. la resa e’ buona, mentre la qualita’ sfiora l’eccellenza”. “l’unica criticita’ e’ rappresentata dalle alte temperature di questi giorni, con punte di 24-25 gradi nel primo pomeriggio. in ogni caso – spiega – non dovrebbero compromettere l’andamento della stagione”. “piu’ in generale – continua il comunicato – gli sbalzi termici (tipici) primaverili rischiano di rallentare la produzione. per quanto riguarda la marginalita’ che rimane al singolo imprenditore agricolo, da due anni a questa parte si registra addirittura una decrescita. nel 2024 un kg di asparagi veniva pagato al produttore 4,5 euro, l’anno scorso 4 euro al kg; nell’anno in corso, invece, una cifra compresa tra i 2,5 e i 4 euro al kg”. “si tratta della legge del mercato al contrario – prosegue BISARELLO -. aumenta l’inflazione su base annua, ma all’imprenditore agricolo resta sempre di meno in termini di guadagno. e’ chiaro che si tratta di un sistema che, alla lunga, non puo’ tenere”. al mondo della politica, aggiunge, “chiediamo di farsi promotore nelle sedi opportune di una reale inversione di tendenza”. “fra impennate del costo del gasolio agricolo e dei fertilizzanti – continua il comunicato -, con un +30% negli ultimi due mesi, l’agricoltura sta attraversando una congiuntura particolarmente critica”. “serve un intervento forte delle istituzioni regionali, nazionali ed europee”, conclude BISARELLO.