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“anche quest’anno arriva la giornata della terra, nata per sensibilizzare i cittadini sul ruolo fondamentale della terra per la nostra vita e aumentare la consapevolezza ambientale. ma, da molti anni a questa parte, la ricorrenza si celebra in una situazione per la terra sempre piu’ disastrosa. sembra paradossale, ma nonostante studi scientifici e appelli invece di migliorare si peggiora: cementificazione, il massiccio uso di erbicidi e pesticidi, di cui il glifosato e’ solo uno degli esempi piu’ noti, eccessivo sfruttamento, inquinamento, e ora anche le guerre sempre piu’ diffusa. la giornata della terra 2026 (56esima edizione) e’ legata al concetto di “our power, our planet” per sottolineare che la transizione ecologica avviene anche tramite scelte quotidiane. scelte che sono sicuramente importanti, ma che da sole non bastano: ci vuole un intervento piu’ concreto e programmato della politica e dell’economia. la spesa quotidiana, a partire da quello che portiamo in tavola, e’ un atto su cui ogni persona puo’ incidere perche’ ogni scelta alimentare sostiene uno specifico modello agricolo e distributivo, difende la biodiversita’, la salute dell’ambiente e l’economia rurale”, informa un comunicato di slow food italia. “il cibo assume un ruolo centrale e decisivo. e’ attraverso modelli distorti di produzione alimentare che si sono consumate alcune delle ferite piu’ profonde inflitte al pianeta. le monocolture, l’agricoltura industrializzata, la logica dell’efficienza a ogni costo hanno spezzato equilibri antichi, cancellando un sapere fondamentale: il cibo non e’ solo nutrimento. e’ il punto di incontro tra l’uomo e la natura, il luogo in cui ambiente e societa’ si intrecciano, la chiave per leggere il nostro modo di abitare il mondo”, ha detto francesco SOTTILE, vicepresidente di slow food italia che ha aggiunto: “e’ da qui che affiora con forza il valore dell’agroecologia. non solo come disciplina scientifica, ma come visione culturale che nasce dal basso, dall’esperienza e dall’ascolto dei territori. l’agroecologia ci insegna a osservare i sistemi agricoli come ecosistemi complessi, fatti di relazioni, di equilibri sottili, di funzioni che si sostengono a vicenda. non si tratta semplicemente di produrre cibo, ma di farlo senza spezzare i cicli naturali, custodendo la fertilita’ dei suoli, rafforzando le interconnessioni tra le forme di vita, riconoscendo il valore della biodiversita’, delle comunita’ rurali e dei paesaggi costruiti da secoli di convivenza tra uomo e natura”.
