(riproduzione riservata)

“la flai cgil ha inviato il 28 aprile aiuti alimentari, impianti fotovoltaici e una delegazione di undici persone nell’ambito della mobilitazione ‘let cuba breathe’. per la flai cgil la missione e’ cominciata quando abbiamo incontrato, la scorsa settimana, il nuovo ambasciatore cubano che si e’ insediato a roma. con l’ambasciata cubana abbiamo rapporti da diversi anni e anche in quell’incontro ci e’ parsa chiara la necessita’ di essere presenti a cuba, perche’ il paese vive una condizione davvero drammatica”: lo ha detto il segretario generale della flai, giovanni MININNI, in un’intervista alla direttrice della rivista “left”, simona MAGGIORELLI, parlando della missione del sindacato arrivata a cuba, come parte del secondo “convoy” organizzato dall’agenzia italiana per l’interscambio culturale ed economica con cuba. nell’intervista MININNI rivendica un’idea di sindacato “che tocchi la carne viva della societa’”, da gaza alle campagne italiane. che cosa puo’ fare un sindacato davanti a guerre, bombe e minacce? risponde MININNI: “ce lo siamo chiesti anche noi. che cosa puo’ fare un sindacato davanti alle bombe, davanti a quello che accade in iran, in palestina, in libano, a cuba? un sindacato a mio avviso deve fare qualcosa di concreto. non puo’ limitarsi a sfilare con le bandiere della pace. noi abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni, ma oggi non basta piu’. le manifestazioni sono giuste, vanno fatte, ma bisogna anche agire. e agire non significa certo arruolarsi o fare i guerriglieri. significa pero’ chiedersi quale forma concreta puo’ prendere la solidarieta’. vale per cuba e per la palestina, come per altri luoghi di guerra”.