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“lo sfruttamento del lavoro non e’ un’emergenza episodica, ma un problema strutturale della filiera agroalimentare che va affrontato con strumenti piu’ incisivi rafforzando i controlli e rendendo pienamente efficaci le politiche migratorie. siamo convinti che solo attraverso un impegno forte e condiviso tra istituzioni, parti sociali e mondo produttivo sia possibile compiere nuovi e significativi passi in avanti nella lotta al caporalato e allo sfruttamento, per valorizzare pienamente il cibo buono e giusto, nel rispetto dei diritti di chi lavora e della stragrande maggioranza di imprese sane che producono e stanno sul mercato con comportamenti etici.” lo dichiara la uila in un comunicato in merito all’operazione che ieri ha portato all’esecuzione di dodici misure cautelari tra basilicata, campania, emilia-romagna e lombardia smantellando una rete di sfruttamento di lavoratori stagionali extracomunitari. “la uila esprime un sentito ringraziamento nei confronti della procura distrettuale antimafia di potenza e delle forze dell’ordine per l’operazione che rappresenta un risultato importante nella lotta contro il caporalato e le forme piu’ gravi di sfruttamento della manodopera. l’inchiesta se da un lato dimostra con chiarezza, come gli strumenti legislativi a disposizione, a partire dalla legge 199 del 2016, siano efficaci quando applicati con determinazione, dall’altro evidenzia la mancanza di una tutela piena e concreta alle vittime di sfruttamento, che restano troppo spesso esposte a condizioni di grave vulnerabilita’. in tal senso” precisa la nota “oltre a rafforzare il coordinamento tra le forze ispettive territoriali, rendere pienamente operativo il sistema unico dei controlli e verificare la coerenza dei comportamenti aziendali lungo tutta la filiera, anche attraverso strumenti innovativi come le ispezioni aeree di agea, occorre incrementare gli strumenti a tutela delle vittime. una volta accertato lo sfruttamento, e’ necessario restituire ai lavoratori quanto e’ stato loro sottratto recuperando il cosiddetto “furto salariale” attraverso il pieno utilizzo delle diffide accertative previste dal dlgs n. 124/2004 da parte del personale ispettivo inps. riteniamo, inoltre, prioritario istituire un fondo di tutela delle retribuzioni agricole, in grado di garantire una protezione concreta e immediata ai lavoratori vittime di abusi, in linea con le indicazioni dell’oil. per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori, la uila riconosce che, anche grazie all’impegno delle parti sociali, sono stati compiuti passi in avanti significativi. in particolare, il decreto 145 del 2024 ha consentito, nel solo 2025, la conversione di circa 24 mila permessi di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato in agricoltura, dimostrando l’esistenza di una diffusa responsabilita’ sociale da parte di molte imprese che intendono operare nella legalita’. questa vicenda pero’ conferma che il sistema di gestione dei flussi continua a presentare criticita’, mantenendo una struttura ancora farraginosa e inefficiente che consente a soggetti disonesti e alla criminalita’ organizzata di aggirare le regole e sfruttare le persone. nel 2025 oltre il 44% dei lavoratori iscritti negli elenchi anagrafici e’ risultato proveniente da altri paesi. la uila e’ convinta che sia necessario avere piu’ coraggio e meno pregiudizi ideologici, stabilizzando ed includendo nel mercato agricolo una manodopera indispensabile per il futuro del settore. per questo la uila chiede l’introduzione di un permesso di soggiorno per attesa occupazione per quei lavoratori che, entrati regolarmente in italia nei precedenti flussi, sono rimasti intrappolati in un sistema che li ha resi irregolari alla scadenza del contratto, esponendoli al rischio di sfruttamento. occorre inoltre dare piena e immediata attuazione alla parte propositiva e preventiva della legge 199 del 2016, affidando agli enti bilaterali agricoli un ruolo da protagonisti all’interno delle sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualita’, per sviluppare un sistema organizzato e trasparente per il collocamento e il trasporto dei lavoratori, sottraendolo definitivamente alle reti illegali. infine, uno strumento fondamentale per contrastare i fenomeni di intermediazione illecita e’ la banca dati degli appalti in agricoltura, prevista dal decreto agricoltura 2024, di cui chiediamo con forza la piena operativita’”.