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“‘ho interrogato il ministro dell’agricoltura sull’iter del disegno di legge coltivitalia, fermo da mesi nonostante gli annunci roboanti del governo. la risposta ricevuta e’ inconsistente e insoddisfacente: il ministro ha elencato cifre e misure gia’ note, senza entrare nel merito dei ritardi e senza fornire una data certa per la ripresa dell’esame parlamentare. una risposta evasiva, che non meritano ne’ il parlamento ne’, soprattutto, gli agricoltori italiani”. e’ quanto ha affermato la capogruppo pd in commissione agricoltura alla camera, antonella FORATTINI, al termine dell’interrogazione a risposta immediata in commissione alla quale ha risposto il sottosegretario luigi D’ERAMO. lo rende noto un comunicato. “il ddl coltivitalia era stato presentato dal governo come una svolta strategica per il settore primario: oltre un miliardo di euro per il triennio 2026-2028, sostegno strutturale alle filiere piu’ vulnerabili, dalla zootecnia all’olivicoltura, misure per il ricambio generazionale e per rafforzare la sovranita’ alimentare del paese”, ricorda FORATTINI, che cosi’ prosegue: “promesse altisonanti, seguite pero’ da mesi di immobilismo. da dicembre 2025 l’esame in sede referente si e’ arenato in commissione, e a marzo 2026 e’ stato lo stesso governo a chiedere un ulteriore rinvio, scaricando la responsabilita’ sulla complessita’ delle proposte emendative. nel frattempo, la realta’ delle aziende agricole e’ ben diversa dalle slide ministeriali: i costi di produzione continuano a salire, i mercati internazionali restano instabili e gli imprenditori agricoli non riescono a programmare investimenti perche’ non sanno su quali strumenti potranno contare. il governo MELONI ha costruito una narrazione che evidenzia attenzione al mondo agricolo, ma i fatti raccontano ben altra storia. il ministro ha difeso i ritardi parlando di necessita’ di pervenire a un testo ‘pienamente coerente’ e ‘adeguatamente calibrato’. ma se lo stesso governo ammette che di coltivitalia se ne riparlera’ forse nella prossima legge di bilancio, vuol dire che gli agricoltori dovranno aspettare ancora mesi, nel migliore dei casi. questo e’ inaccettabile, e il pd continuera’ a denunciarlo con forza. come partito democratico continueremo a vigilare, a fare pressione e a stare dalla parte di chi lavora la terra ogni giorno. le imprese agricole italiane meritano risposte concrete, non annunci e rinvii”.
