(riprduzione riservata)

“il decreto legislativo per ‘l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento ue sul ripristino della natura’ sara’ pubblicato in gazzetta ufficiale ed entrera’ in vigore da domenica 31 maggio prossimo”. lo rende noto un comunicato di anbi, che cosi’ prosegue: “l’associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (anbi) esprime soddisfazione per l’inserimento dei consorzi di bonifica fra gli enti attuatori, di cui potranno avvalersi le autorita’ di bacino distrettuali, gli enti gestori di aree naturali, le province di trento e bolzano nell’applicazione del piano nazionale di ripristino (da trasmettere alla commissione europea entro il prossimo 1 settembre) ‘per quanto attiene agli obblighi relativi al ripristino della connettivita’ naturale dei fiumi e delle funzioni naturali delle relative pianure alluvionali’. ‘e’ un importante successo della nostra azione a tutela del ruolo, che va riconosciuto ai consorzi di bonifica nella gestione degli ecosistemi territoriali’, commenta francesco VINCENZI, presidente di anbi. la richiesta era stata, infatti, avanzata in occasione dell’audizione del 18 febbraio scorso di fronte alla commissione ambiente del senato; in tale occasione si evidenzio’ come alcune azioni previste dal regolamento ue 2024/1991 destassero perplessita’ e preoccupazione. ‘oggi che gli obbiettivi europei diventano responsabilita’ nazionali e si traducono in scelte di attuazione – prosegue VINCENZI – occorre prestare la massima attenzione e coinvolgere tutte le competenze operative, affinche’ ogni intervento interessante il reticolo idraulico tenga insieme tutela ambientale e gestione delle acque sia per fini agricoli che di sicurezza territoriale’. a suscitare la preoccupazione di anbi sono soprattutto alcune azioni interessanti la gestione idraulica del territorio come il contrasto alle vasche di espansione ed alle aree di laminazione, la riforestazione da lasciare incolta, la promozione del ripristino delle zone umide e delle paludi. ‘le stesse finalita’ del regolamento sembrano mettere in discussione l’opera dell’uomo sul territorio italiano, fragilissimo idrogeologicamente, rischiando di compromettere quanto fatto dalla bonifica nel corso del tempo – precisa massimo GARGANO, direttore generale di anbi – tali attivita’ sono altresi’ alla base dello sviluppo locale, nonche’ della prevenzione da frane ed alluvioni’. in italia, nel 2025, il valore aggiunto dell’agricoltura ha raggiunto i 42,4 miliardi di euro: e’ un dato, che colloca il paese al primo posto nell’europa a 27 ed indica con chiarezza come la produzione primaria sia un pezzo della sicurezza economica nazionale. se si considera la filiera agroalimentare estesa (produzioni industriali, distribuzione, ristorazione, servizi collegati come logistica e trasporti), il contributo complessivo del settore raggiunge circa il 15% del prodotto interno lordo. ‘proteggere l’agricoltura irrigua e le funzioni svolte dagli enti consorziali significa salvaguardare il futuro non solo delle aree rurali ed interne, ma anche di quelle urbane, perche’ l’acqua e’ una gestione di sistema ed i territori hanno bisogno di regole realistiche, nonche’ di investimenti coerenti – aggiunge il dg di anbi – la governance dell’acqua sui territori non e’ infatti solo un aspetto produttivo: e’ una condizione di vita in aree altrimenti abbandonate, garantendo manutenzione del territorio e riducendo i rischi di inondazioni, siccita’, incendi boschivi. in questa logica vanno ricordati i 7,3 miliardi di euro di progetti presentati nella finestra pniissi, in cui gli invasi multifunzionali, proposti con coldiretti, hanno un ruolo decisivo per le funzioni energetiche, ambientali, irrigue e del potabile e che sono diventati un’opportunita’ concreta di sicurezza, competitivita’ ed occupazione per l’intero paese. tornando al decreto legislativo sul ripristino della natura, rappresentiamo con orgoglio il ruolo che i consorzi di bonifica svolgono ogni giorno nel paese e che ora trova riscontro esplicito nel testo normativo: si tratta di un’integrazione, che coinvolge chi garantisce operativita’, conoscenza dei reticoli idraulici, capacita’ d’intervento, responsabilita’ gestionale da utilizzare per svolgere con equilibrio gli interventi di rinaturalizzazione e su cui hanno gia’ esperienza specifica’.”.