(riproduzione riservata)
un comunicato stampa di confcooperative agroalimentare e pesca rende noto che: “‘le accuse rivolte alla cooperazione sono del tutto infondate: confcooperative opera legittimamente all’interno della commissione unica nazionale grano duro esclusivamente nell’interesse dei propri soci produttori e degli agricoltori italiani. tutti i componenti della cun sono tenuti a basare le proprie valutazioni su rilevazioni oggettive e su elementi di mercato verificabili: non risponde al vero che confcooperative abbia sostenuto quotazioni inferiori a quelle proposte dalla componente industriale. e’ noto a tutti che il mercato cerealicolo e’ un mercato libero governato da domanda e offerta: le quotazioni formulate dalla cun non riescono a incidere in maniera cosi’ determinante sull’andamento del mercato cerealicolo, che e’ invece influenzato da dinamiche produttive, commerciali e geopolitiche di scala globale. il componente espresso dalla cooperazione continuera’ a partecipare ai lavori della cun con senso di responsabilita’ e nel pieno rispetto delle regole’. cosi’ il presidente di confcooperative agroalimentare e pesca, raffaele DREI, interviene in merito alle quotazioni in forte ribasso dei prezzi del grano e alle difficolta’ che sta attraversando il comparto cerealicolo. ‘comprendiamo le preoccupazioni dei produttori – spiega – e siamo consapevoli della drammatica situazione economica del comparto. ribadiamo tuttavia che le tensioni non possono essere attribuite all’operato dei commissari o agli esiti delle riunioni della cun’. ‘per rafforzare il reddito degli agricoltori – conclude DREI – occorre lavorare su strumenti concreti di valorizzazione del grano duro italiano, come lo sviluppo dei contratti di filiera, la valorizzazione della qualita’ e la distintivita’ del prodotto italiano. auspichiamo pertanto che da oggi il confronto si svolga nel merito delle questioni di mercato e nel rispetto reciproco tra le organizzazioni rappresentative del settore, con l’unico obiettivo comune della tutela dei produttori. la difesa del reddito agricolo passa attraverso una corretta lettura delle dinamiche di mercato e non attraverso contrapposizioni tra sigle’.”.
