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“innovazione tecnologica, pianificazione territoriale, gestione delle emergenze in un’ottica di salvaguardia delle risorse, adattamento ai cambiamenti climatici: il futuro ci sbatte in faccia e la professione dei dottori agronomi e dottori forestali e’ quella che offre alcune delle piu’ interessanti prospettive occupazionali per i laureati”. lo afferma un comunicato del conaf, che cosi’ prosegue: “non un semplice appuntamento istituzionale, ma un passaggio strategico per il futuro della professione. e’ il salone del parlamento del castello di udine a ospitare, giovedi’ 11 giugno 2026, l’assemblea dei presidenti degli ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali. l’assemblea dei presidenti rappresenta un momento di confronto diretto tra gli ordini territoriali e il conaf, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento del sistema ordinistico e costruire una visione condivisa della professione, capace di trasformare le istanze dei territori in indirizzi strategici a livello nazionale. ‘siamo lieti di ospitare 80 presidenti e delegati, dottori agronomi e dottori forestali, provenienti da tutta italia nell’anno del 50° anniversario del terremoto – ha dichiarato alessandro QUATTRIN, presidente dell’ordine dottori agronomi e dei dottori forestali del friuli venezia giulia -. anche a livello regionale, l’ordine e’ in una fase di profondo rinnovamento, ma le prospettive sono decisamente incoraggianti: gli iscritti sono aumentati e la componente degli under 35 si e’ consolidata, anch’essa in crescita. anche per la componente femminile i dati sono molto positivi: le colleghe rappresentano oltre il 20% degli iscritti, mentre 10 anni fa si fermavano al 15%. i cambiamenti sono costanti, il che ci fa sperare che – nel prossimo futuro – si possa raggiungere una sostanziale parita’ di genere nelle professioni connesse al sistema agroalimentare’. mauro UNIFORMI, presidente conaf, ha detto: ‘l’intervento di massimiliano CATTOZZI, responsabile della direzione agribusiness di banca intesa sanpaolo, alla nostra assemblea evidenzia la trasformazione della professione e delle nuove opportunita’ che si stanno aprendo con il mondo bancario esiste da tempo una fitta interlocuzione per la gestione del rischio d’impresa collegato ai cambiamenti climatici e al rispetto dei criteri di sostenibilita’ ambientale ed economica. questo e’ solo un esempio che fa capire come il sistema delle professioni agrarie e forestali e’ molto piu’ ampio, differenziato e dinamico di quanto non restituiscano le rappresentazioni tradizionali. le professioni agrarie e forestali non possono piu’ essere considerate solo come sbocco specialistico di settore, ma devono diventare leva di interesse generale, in quanto sono – e lo saranno sempre piu’ – professioni gia’ immerse nei processi di trasformazione che segneranno il prossimo futuro del paese e dell’unione europea’. poche settimane fa e’ stata presentata l’indagine ‘una professione dai molti percorsi’, uno studio sulle caratteristiche della categoria e sulle prospettive professionali dei laureati in agraria, in scienze forestali e delle facolta’ affini, fino al mondo delle professioni. i dati dell’ordine in regione sono coerenti con la fotografia nazionale, in cui la componente femminile e’ in aumento, sia a livello ordinistico che tra le iscritte ai corsi universitari e altrettanto si puo’ dire della componente giovanile nella fascia under 35, che oggi supera il 14% degli iscritti all’ordine nazionale, in crescita rispetto al 2016. i futuri laureati scelgono percorsi di studio interdisciplinari che forniscono competenze solide e soddisfacenti, preparandoli ad affrontare un tracciato professionale che sara’ ibrido, mutevole, flessibile. una forte motivazione valoriale guida la scelta del corso di laurea e della professione, spinti precipuamente dalla passione per la natura e per l’ambiente, dalla consapevolezza dell’importanza della produzione di alimenti e dall’interesse per la sostenibilita’ ambientale, per la mitigazione del cambiamento climatico e per lo sviluppo sostenibile. dal punto di vista occupazionale, i giovani trovano rapidamente lavoro, lo mantengono con continuita’ e da esso ottengono una buona remunerazione, il che sottolinea come la richiesta delle competenze dei dottori agronomi e dei dottori forestali sia decisamente ampia rispetto all’offerta. UNIFORMI ha proseguito: ‘l’indagine registra un dato eclatante, in un periodo economicamente instabile e in un paese che segna spesso il passo negli indici occupazionali: oltre il 90% degli intervistati e’ occupato. a questo risultato – estremamente positivo – si associa il fatto che il 60% dei rispondenti trova occupazione entro sei mesi dal conseguimento del titolo di laurea e che questa occupazione e’ stabile nel tempo: il 70% dei dipendenti e l’80% dei liberi professionisti intervistati dichiara di svolgere lo stesso lavoro da oltre cinque anni. inoltre, nel periodo 2015-2023, arco temporale comprendente il biennio di covid, e’ stato registrato un aumento del reddito del 24,5%. e, anche se e’ un dato spesso trascurato nelle rilevazioni quantitative, fa piacere leggere la soddisfazione dello svolgere la professione: il 70,0% tra i liberi professionisti, il 64,9% tra i dipendenti e il 67,7% tra chi combina lavoro dipendente e attivita’ libero-professionale attribuiscono un punteggio pari a 4,5 su una scala di soddisfazione da 1 a 5′. ‘nel cinquantesimo anniversario del terremoto del friuli, il tema della prevenzione assume un significato particolare. oggi le emergenze climatiche richiedono competenze capaci di integrare ambiente, territorio e sicurezza. i dottori agronomi e i dottori forestali sono chiamati a contribuire alla gestione dei rischi e alla progettazione di citta’ e territori piu’ sicuri, vivibili e sostenibili’, chiosa la pordenonese monica CAIROLI, consigliera nazionale conaf”.
