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un comunicato stampa unitario di fai cisl, flai cgil e uila uil informa che: “la commissione europea ha avviato l’iter di revisione della direttiva sui prodotti del tabacco (tpd) e della direttiva sulla pubblicita’ del tabacco (tad), lanciando una consultazione pubblica aperta a tutti gli stakeholder. a renderlo noto sono i sindacati di categoria fai-cisl, flai-cgil e uila-uil, che esprimono preoccupazione per un approccio che ignora del tutto l’impatto socioeconomico e occupazionale che le nuove restrizioni avranno sulle lavoratrici e i lavoratori del settore e di tutta la filiera tabacchicola. ‘le valutazioni preliminari della commissione – affermano fai, flai e uila – si concentrano sugli aspetti sanitari, violando i suoi stessi standard di ‘better regulation’, i quali impongono di valutare attentamente le ricadute su occupazione, condizioni di lavoro e protezione sociale. condividiamo pienamente l’obiettivo della tutela della salute pubblica, ma se perseguita insieme alla tenuta occupazionale di chi opera nel settore’. i sindacati sottolineano che l’industria del tabacco in europa garantisce occupazione stabile, buoni salari e contratti collettivi solidi a 47mila lavoratori diretti e supporta oltre 1,5 milioni di posti di lavoro lungo l’intera filiera agricola, manifatturiera e distributiva. ‘un inasprimento normativo che spinga fuori mercato i prodotti legali rischia di spostare i consumatori verso il commercio illecito, alimentando la criminalita’ organizzata e facilitando la distruzione di posti di lavoro sicuri e tutelati. chiediamo alla commissione europea di integrare la normativa introducendo meccanismi che difendano l’occupazione e garantiscano percorsi legali verso la transizione del settore’. i sindacati invitano pertanto le lavoratrici e i lavoratori del settore a organizzare assemblee nei luoghi di lavoro, a coinvolgere rappresentanti politici e istituzionali sia locali che nazionali ed europei, e a partecipare alla consultazione attraverso il sito della commissione europea, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare le istituzioni rispetto ai rischi di derive normative che non tengano conto della tenuta sociale e della salute pubblica”.

