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“in occasione dell’assemblea generale tenutasi in data odierna, italmopa – associazione industriali mugnai d’italia (federprima/confindustria) ha reso noti i numeri concernenti l’andamento economico e produttivo del comparto molitorio nazionale nel corso del 2025”. lo rende noto un comunicato di italmopa, che cosi’ prosegue: “con particolare riferimento al comparto della macinazione del frumento tenero, lo scorso anno si sarebbe verificato un incremento complessivo dei volumi produttivi di farine stimato in misura del 2,6% rispetto al 2024 (da 4,302 a 4,414 milioni di tonnellate). la dinamica positiva ha riguardato, in particolare, il principale canale di commercializzazione – ovvero la panificazione e i prodotti sostitutivi che assorbe oltre il 58% del totale delle farine prodotte in italia – con un consolidamento del trend, ormai pluriennale, di crescita dei consumi dopo le preoccupanti e persistenti flessioni registrate in passato. la produzione di farine destinate al canale della panificazione e dei prodotti sostitutivi avrebbe, infatti, registrato un’ulteriore incoraggiante crescita del 3,3% trainata, in particolare, dalla richiesta proveniente dalla grande distribuzione, anche per via di un’offerta che continua a caratterizzarsi per una diversificazione crescente, in risposta alle sempre piu’ variegate esigenze dei consumatori. in leggera contrazione (0,9%) la produzione di farine destinate al comparto dolciario, dei grandi lievitati e della pasticceria nonostante la maggior domanda di farine destinate alla produzione di dolci da ricorrenza, in particolare, quelli natalizi. risultano ancora in flessione altresi’ le richieste di farine destinate ai prodotti per la prima colazione e per le merendine, penalizzati da nuove abitudini alimentari. si rafforzano invece i trend particolarmente positivi, e ormai duraturi, della richiesta proveniente dai canali pizza (superiore al 2,0%), fresca e soprattutto surgelata, e dall’export (+9,5%) per via di un sempre piu’ diffuso apprezzamento, all’estero, dell’alta qualita’ e della versatilita’ delle farine italiane. nuovo ma costante leggero incremento (+1,6%) anche per i volumi di farine destinate alla produzione di pasta fresca. infine, presenta una riduzione il volume di farine venduto sugli scaffali (-1,4%) a conferma di un ridimensionamento intervenuto a seguito degli eccezionali fenomeni di accaparramento che si erano verificati, da parte dei consumatori, nella prima fase dell’emergenza covid. il fatturato 2025 del comparto molitorio a frumento tenero – tenuto conto della riduzione media, rispetto al 2024, del prezzo delle farine (-4,1%) e dell’incremento delle quotazioni dei sottoprodotti della macinazione (+17,9%) – dovrebbe situarsi in circa 2,405 miliardi di euro con un incremento intorno all’1,9% rispetto al fatturato 2024, calcolato in 2,360 miliardi di euro. con riferimento invece al comparto del frumento duro e’ stato stimato, nel 2025 rispetto al 2024, un incremento complessivo dell’1,8% circa della produzione di semole. esso riflette la domanda in crescita (+1,7%) proveniente dall’industria pastaria, da sempre principale canale di sbocco (con il 91% dei volumi di semola prodotti) dell’industria molitoria a frumento duro: l’andamento positivo (+2%) delle export di pasta alimentare, che rappresentano oltre il 60% dei volumi produttivi, risulta tuttavia parzialmente controbilanciato da una nuova contrazione dei consumi interni che ha riguardato in primis la pasta secca di semola di grano duro. segno positivo invece per la domanda di semola destinata alla panificazione, agli usi domestici e all’export. il fatturato del comparto del frumento duro risulterebbe in marginale riduzione dello 0,9% a 2,326 miliardi di euro rispetto a 2,348 miliardi di euro nel 2024, nonostante l’apprezzamento dei sottoprodotti della macinazione (+21,1%), quale conseguenza della riduzione delle quotazioni medie delle semole (-8,5%). il fatturato complessivo del comparto molitorio nazionale, stimato sulla base degli indicatori relativi alla produzione e ai prezzi delle diverse tipologie di sfarinati e sottoprodotti della macinazione, si sarebbe complessivamente attestato in circa 4,731 miliardi di euro, con un leggero incremento (+0,5%) rispetto al 2024. ‘come si evince dai dati illustrati nel corso dell’odierna assemblea, nel 2025 si e’ registrato un andamento positivo dei volumi produttivi nel comparto della macinazione sia del frumento tenero, sia del frumento duro – evidenzia vincenzo MARTINELLI, presidente italmopa -. possiamo dunque affermare che il nostro settore e’ riuscito ad ottenere, complessivamente, risultati piuttosto significativi’. ‘in questo contesto – prosegue MARTINELLI -. italmopa ha continuato ad operare con l’impegno e il forte senso di responsabilita’ che la caratterizza, nell’intento di superare, auspicabilmente attraverso un piano di settore condiviso, le criticita’ strutturali che affliggono la filiera’. ‘allo stesso tempo, ricordiamo che l’industria molitoria non puo’ prescindere dall’utilizzo di materie prime di importazione, sempre accuratamente controllate sia dalle autorita’ preposte sia dalle singole aziende, per garantire un approvvigionamento di qualita’ e quantita’ costante alle industrie di seconda trasformazione e assicurare ai consumatori finali, specie in tempi difficili come quelli attuali, prodotti sicuri a prezzi accessibili’. ‘cogliamo quindi l’occasione – conclude MARTINELLI – per respingere con fermezza gli appellativi gravemente offensivi, spesso ripresi dagli organi di stampa, rivolti alla nostra categoria e ribadire ancora una volta la necessita’ di una collaborazione indispensabile tra tutti i soggetti coinvolti. da parte nostra non possiamo che confermare la piena disponibilita’ a fornire un fattivo contributo nell’interesse dell’intera filiera e degli stessi consumatori’.”. qui le tabelle relative all’utilizzazione degli sfarinati shorturl.at/dBNpY.
