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“‘in un momento in cui i controlli – giustamente – si muovono con l’incipit della tolleranza zero, quello che chiediamo come agci agroittico e’ che il rigore resti giusto: severo con chi viola le regole, ma senza trasformarsi in una paralisi burocratica per le cooperative che operano nella piena legalita”: con queste parole il presidente del dipartimento agroalimentare di agci agroittico antonello CAPUA e’ intervenuto questa mattina alla riunione della cabina di regia dei controlli agroalimentari al masaf. l’incontro ha evidenziato un incremento del 93% dei controlli congiunti tra amministrazioni, grazie al coordinamento strutturato della cabina di regia e all’integrazione progressiva delle banche dati ispettive”, informa un comunicato di agci agroittico che cosi’ prosegue: ” agci agroittico ha avanzato alcune richieste specifiche: controlli su residui e fitofarmaci: sostegno pieno alla sicurezza alimentare, evitando pero’ una criminalizzazione preventiva delle cooperative. agci chiede reciprocita’ nelle importazioni e un dialogo operativo tra laboratori pubblici e sistemi di autocontrollo per scongiurare blocchi ingiustificati dei lotti; tutela del made in italy e controlli ai porti: le cooperative certificate non possono subire gli stessi rallentamenti dei soggetti ad alto rischio. proposta l’introduzione di ‘corsie verdi’ digitali per le filiere tracciate e maggiore trasparenza sulle miscelazioni di oli e farine; contrasto al caporalato e alle false cooperative il modello cooperativo autentico e’ l’antitesi dello sfruttamento. agci chiede controlli mirati sulle pseudo cooperative d’appalto e una rete del lavoro agricolo di qualita’ piu’ accessibile e incentivata; potenziamento del ruci: il registro unico dei controlli ispettivi deve diventare pienamente operativo: interoperabilita’ reale, principio del once only e introduzione di un certificato di regolarita’ ispettiva per ridurre le ispezioni ripetitive alle aziende virtuose. ‘le nostre cooperative sono alleate dello stato nella legalita’. per questo chiediamo controlli proporzionati e basati sul rischio, perche’ – conclude CAPUA – la severita’ e’ un dovere, ma l’equita’ e’ cio’ che permette alle imprese sane di continuare a produrre valore per il paese'”.