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domani mattina e’ previsto in aula al parlamento europeo il voto finale sulla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle piante ottenute mediante alcune nuove tecniche genomiche, nonche’ agli alimenti e ai mangimi da esse derivati, e che modifica il regolamento (UE) 2017/625.
TEA: LOLLOBRIGIDA, GRANDE PASSO AVANTI IN UE
PER L’ITALIA E PER L’AGRICOLTURA EUROPEA
“la commissione ambiente e salute del parlamento europeo ha dato il via libera in seconda lettura al regolamento sulle tea, e’ un passo in avanti cruciale per sostenere l’innovazione, la ricerca e la competitivita’ della nostra agricoltura”. lo afferma in un comunicato il ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, francesco LOLLOBRIGIDA, che cosi’ prosegue: “l’italia ha fatto da apripista in europa perche’ i nostri agricoltori potessero contare su varieta’ piu’ resistenti alle fitopatie, meno idroesigenti e rendere piu’ stabili i nostri raccolti. con questo via libera, la ricerca sulle tea e le sue applicazioni dirette stanno per diventare realta’. cio’ vorra’ dire in un futuro ormai non cosi’ lontano piu’ cibo di qualita’ per i cittadini ad un minor costo di produzione per i nostri agricoltori. quando abbiamo detto di voler mettere al centro della politica nazionale e internazionale l’agricoltura intendevamo proprio questo, dare prospettiva di un futuro piu’ florido al settore primario e garantire la sovranita’ alimentare della nostra bella italia anche e soprattutto grazie alla ricerca e le sue applicazioni. mercoledi’ il parlamento europeo dira’ l’ultima parola. noi continueremo a lavorare perche’ questa opportunita’ diventi concreta per tutti”.
TEA: SLOW FOOD, 17/6 AL PARLAMENTO UE ULTIMO
APPELLO PER REGOLAMENTARE I NUOVI OGM
“domani, 17 giugno, il parlamento europeo riunito a strasburgo sara’ chiamato a votare una normativa che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui l’agricoltura interagisce con la natura. in base alle proposte sul tavolo del parlamento, molti semi e piante derivati dalle nuove tecniche genomiche (ngt, note anche come nuovi ogm) non sarebbero soggetti alla legislazione sugli ogm e quindi non sarebbero tenuti a sottoporsi a valutazioni di rischio complete, a soddisfare i requisiti di tracciabilita’, a rispettare le norme di responsabilita’ e le misure di protezione contro la contaminazione, ne’ avrebbero l’obbligo di etichettatura”, informa un comunicato di slow food italia che cosi’ prosegue: “le ngt sono anche uno dei principali motori dell’aumento del numero di brevetti sui semi, con la maggior parte delle domande di brevetto presentate nel 2025 che rivendicano la proprieta’ su varianti genetiche presenti in natura, considerate invenzioni tecniche. questo solleva serie preoccupazioni riguardo al controllo delle risorse genetiche vegetali e ai diritti dei produttori di sementi, degli agricoltori e dei consumatori. ‘continuiamo a cercare risposte nel modello vigente che ci ha portato a questo livello di collasso ambientale climatico e sociale. serve tutelare la fertilita’ del suolo, la biodiversita’, la complessita’ dei paesaggi agrari, e quindi le comunita’ e i territori. i nuovi ogm sono una forma di resistenza all’agroecologia che e’ invece la nostra risposta per il futuro’, dichiara barbara NAPPINI, presidente di slow food italia. ‘votare a favore della deregolamentazione significherebbe aprire la porta a monocolture su vasta scala, che portano a un uso sproporzionato di suolo e di acqua, a un’eccessiva dipendenza da sostanze chimiche sintetiche, alla conseguente distruzione ecologica. cio’ aggraverebbe ulteriormente l’erosione della biodiversita’ agricola e minerebbe la resilienza dei nostri sistemi alimentari’ aggiunge francesco SOTTILE, vicepresidente di slow food italia e agronomo. il principio di precauzione, pietra miliare della tutela dell’ambiente e della salute pubblica, impone alle istituzioni di agire in modo responsabile ogni volta che sussiste un rischio di danno, anche in assenza di piena certezza scientifica. eppure, oggi, questo principio viene sempre piu’ messo da parte: gli interessi economici e la corsa alle nuove tecnologie stanno prendendo il sopravvento sulla protezione degli ecosistemi e delle comunita’. ignorare la precauzione significa accettare consapevolmente il rischio di danni irreversibili. per slow food, la vera innovazione affonda le sue radici nelle comunita’ locali che abbracciano i principi dell’agroecologia per nutrire le comunita’ senza compromettere l’ecosistema. per mantenere una produzione alimentare di alta qualita’, ecocompatibile ed equa, slow food si oppone alla coltivazione di colture geneticamente modificate e promuove alimenti e mangimi privi di ogm. slow food invita tutti i membri del parlamento europeo a votare contro la deregolamentazione dei nuovi ogm, chiedendo norme di sicurezza rigorose, l’etichettatura obbligatoria degli ogm e la piena responsabilita’ delle aziende. un nuovo sondaggio commissionato dalla coalizione no patents on seeds! evidenzia che i cittadini europei sostengono ampiamente misure di salvaguardia rigorose nel settore della selezione vegetale e delle biotecnologie. il sondaggio e’ stato condotto in cinque stati membri dell’ue (francia, germania, italia, paesi bassi e polonia), con 1.000 partecipanti di eta’ superiore ai 18 anni in ciascun paese. agli intervistati sono state poste quattro domande chiave riguardanti la diversita’ nel settore della selezione vegetale, la brevettabilita’ degli organismi viventi, la brevettabilita’ dei tratti vegetali presenti in natura e la necessita’ di dare priorita’ alla tutela della salute umana e dell’ambiente nell’approvazione delle piante geneticamente modificate. i risultati non hanno bisogno di commento: oltre il 90% degli intervistati ha convenuto che la diversita’ nel miglioramento genetico delle piante e’ essenziale per l’agricoltura e l’approvvigionamento alimentare; l’83% ha convenuto che gli organismi viventi, quali piante e animali, non dovrebbero essere brevettati come invenzioni tecniche per ragioni etiche; il 75% ha sostenuto l’opinione secondo cui i tratti vegetali presenti in natura o che insorgono casualmente non dovrebbero essere brevettabili; il 75% concorda sul fatto che la tutela della salute umana e dell’ambiente debba essere una priorita’ nel rilascio dei brevetti e nell’approvazione delle piante geneticamente modificate. questi risultati rappresentano un messaggio chiaro e coerente da parte dei cittadini europei: la biodiversita’, i limiti etici alla brevettabilita’ e una forte tutela dell’ambiente e della salute devono rimanere al centro delle politiche dell’ue”.
TEA: DEMETER INTERNATIONAL, MANIFESTAZIONE A STRASBURGO DI
60 ORGANIZZAZIONI PER CHIEDERE TRACCIABILITA’ NUOVI OGM
“un appello chiaro e deciso agli europarlamentari affinche’ fermino la proposta legislativa di deregolamentazione dei nuovi ogm e difendano la liberta’ di scelta dei cittadini, la trasparenza alimentare, la protezione degli agricoltori dai brevetti e le produzioni biologiche e biodinamiche. a strasburgo, una rappresentanza di oltre 60 organizzazioni europee mobilitate a difesa dell’etichettatura obbligatoria dei nuovi ogm ha incontrato online i giornalisti da tutta europa per illustrare i rischi della proposta di deregolamentazione delle nuove tecniche genomiche (ngt) e fare il punto sulle iniziative intraprese. e stamattina, proprio in queste ore, e’ in corso la manifestazione organizzata da una vasta coalizione di agricoltori, selezionatori, trasformatori, apicoltori, organizzazioni ambientaliste e cittadini davanti al parlamento europeo per chiedere che domani 17 giugno lo stesso parlamento fermi la deregulation sugli alimenti geneticamente modificati nei nostri piatti e nei nostri campi”, informa un comunicato diffuso da demeter italia che cosi’ prosegue: ” la mobilitazione contro la deregolamentazione ha gia’ raccolto un ampio sostegno: oltre 600.000 cittadini europei hanno firmato petizioni a favore dell’etichettatura obbligatoria degli ngt, e piu’ di 208.000 e-mail sono state inviate ai membri del parlamento europeo tramite la piattaforma della campagna, chiedendo la salvaguardia delle garanzie esistenti in materia di trasparenza, tracciabilita’ e valutazione del rischio. in vista del voto in plenaria del parlamento europeo sulle nuove tecniche genomiche (ngt), le associazioni hanno affrontato, durante un briefing, le implicazioni della proposta legislativa, che eliminerebbe le garanzie attualmente in vigore per le piante ottenute tramite editing genetico, comprese l’etichettatura obbligatoria, la tracciabilita’ e la valutazione del rischio. rappresentanti di organizzazioni di consumatori, rivenditori, selezionatori vegetali, agricoltori e del settore biologico hanno preso la parola per chiedere ai membri del parlamento europeo di mantenere le normative vigenti, in particolare i requisiti di etichettatura e tracciabilita’. in base all’attuale legislazione ue, tutti gli organismi geneticamente modificati (ogm) sono soggetti a rigide garanzie, tra cui valutazioni obbligatorie del rischio, tracciabilita’ lungo l’intera filiera ed etichettatura in fase di confezionamento. secondo le stesse stime della commissione europea, circa il 94% delle piante ngt potrebbe entrare nel mercato ue senza etichettatura, tracciabilita’, ne’ valutazione del rischio, compromettendo gravemente la capacita’ dei consumatori di fare scelte informate e favorendo al contempo la concentrazione di brevetti e il controllo aziendale sui semi ngt nell’agricoltura europea. ‘per noi una cosa e’ chiara: le persone vogliono sapere cosa c’e’ nel loro cibo. lo hanno mostrato chiaramente aderendo alla campagna blacked-out ingredients. eliminare l’etichettatura ogm non e’ una semplificazione burocratica: e’ togliere ai cittadini la possibilita’ di scegliere cosa mettere nel piatto. se il parlamento rimuove i requisiti di etichettatura ogm, segnera’ una svolta storica e preoccupante: per la prima volta i legislatori ue ridurrebbero le informazioni disponibili per i consumatori invece di ampliarle. un passo indietro che non ha precedenti, e che apre la strada a una perdita progressiva di trasparenza lungo tutta la filiera alimentare. per questo e’ importante un impegno da parte dei nostri europarlamentari. i cittadini europei non si arrenderanno. se non potranno informarsi dalla confezione, dovranno trovare altri modi e noi saremo al loro fianco per aiutarli’, ha detto anne FLOHR, biodynamic federation demeter international (bfdi), tra i promotori della campagna europea blacked-out ingredients. la proposta legislativa era inizialmente considerata una formalita’, dopo il compromesso raggiunto tra commissione europea, parlamento e consiglio. tuttavia, la crescente consapevolezza pubblica e politica ha reso l’esito sempre piu’ controverso e incerto, in particolare su due questioni centrali: la rimozione dei requisiti di etichettatura e la possibilita’ di un’estensione della brevettabilita’ dei semi. se il parlamento adottera’ emendamenti, il processo legislativo dovra’ tornare in sede negoziale. il voto giunge nonostante una diffusa opposizione pubblica in tutta europa. in risposta, e’ nata la campagna internazionale ‘blacked-out ingredients – label gene-edited food!’, organizzata dalla federazione biodinamica demeter international. l’iniziativa riunisce oltre 60 organizzazioni di 18 paesi europei – gruppi di consumatori, rivenditori, agricoltori, selezionatori e organizzazioni ambientaliste – tutte unite nel chiedere etichettatura obbligatoria, tracciabilita’ e protezione dai brevetti su piante e semi. indipendentemente dall’esito del voto, le organizzazioni di tutta europa hanno annunciato che continueranno a battersi per la trasparenza, i diritti dei consumatori e garanzie rigorose sugli alimenti geneticamente modificati in europa”.
TEA: GUARDA (AVS), AFFOSSATA LA TRASPARENZA AGRICOLTORI
PIU’ OSTAGGIO DELLE MULTINAZIONALI
“i miei colleghi politici in europa stanno affossando le pratiche agricole sostenibili, rendendole poco remunerative e convenienti. al contempo, stanno blindando tecnologie che rafforzano solo chi detiene la proprieta’ dei semi – grandi multinazionali come bayer e monsanto – e rendono sempre piu’ deboli i nostri agricoltori. qui non e’ una questione di essere a favore o contro la ricerca. la vera domanda e’ una sola: vogliamo rendere gli agricoltori liberi o no?”. lo afferma in un comunicato l’eurodeputata di alleanza verdi e sinistra cristina GUARDA. “il testo uscito dal trilogo e blindato dai relatori del ppe e della destra e’ una fotocopia delle richieste delle lobby dell’agrochimica”, aggiunge GUARDA, chiedendo “il rigetto in blocco di questa deregolamentazione pericolosa” e affermando di volere il ripristino del divieto di brevetto per le ngt (nuove tecniche genomiche) e dell’etichettatura obbligatoria per garantire la liberta’ di scelta del consumatore, oltre a sistemi rigidi di monitoraggio ambientale.

