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la flai cgil ha presentato oggi, con una conferenza stampa, il calendario delle brigate del lavoro e i dati relativi al lavoro agricolo elaborati dal osservatorio placido rizzotto. nel commentare i recenti omicidi di braccianti immigrati il segretario generale giovanni MININNI (qui videointervista di agra press https://youtu.be/tijOiViy7mg) il segretario ha criticato il governo “per la blanda risposta dopo la strage di amendolara” ed ha sollecitato il ministro dell’agricoltura, francesco LOLLOBRIGIDA, affinche’ dica “che fine ha fatto il decreto sulla banca dati sull’agricoltura approvato dopo l’uccisione di satnam SINGH”. inoltre a LOLLOBRIGIDA e alla ministra del lavoro, elvira CALDERONE, ha chiesto di conoscere la sorte del tavolo sul caporalato che “da 2 anni non e’ convocato”. “il 19 giugno del 2024 moriva satnam SINGH. sono passati due anni. i piu’ lo chiamarono incidente, la flai ha sempre parlato di omicidio e speriamo che cosi’ venga riconosciuto dall’imminente sentenza del primo grado di giudizio del processo. un essere umano, un lavoratore, trattato alla stregua di un vecchio attrezzo agricolo rotto, da buttare via” ha ricordato MININNI. “oggi purtroppo poco e’ cambiato come ci testimonia la tragica recente vicenda di amendolara. satnam e tutti gli altri operai agricoli morti ci ricordano che le condizioni di lavoro non dignitose costano vite umane e che questo non e’ accettabile”. se per satnam la flai si costitui’ parte civile nei due procedimenti istituiti per omicidio e per reato di intermediazione illecita e forni’ il patrocinio legale per i lavoratori coinvolti vittime di sfruttamento, per l’eccidio di amendolara la flai ha fornito protezione assistenza e tutela legale e sindacale per taj mohammad ALAMYAR e hazrat helal ARMANI unici sopravvissuti all’incendio mortale. i due sopravvissuti – ha reso noto MININNI – sono ora in localita’ sconosciuta sotto massima protezione ma la flai continua a fornire loro assitenza legale. il sindacato agricolo della cgil sottolinea che “i dati provvisori dell’osservatorio placido rizzotto, presentati oggi restituiscono un quadro allarmante: sono piu’ di un milione i lavoratori e le lavoratrici dipendenti impiegati nei campi italiani, stagionali, di cui quasi il 25% esposti a sacche storiche di sommerso, sfruttamento e caporalato fino ad arrivare a forme di paraschiavismo”. MININNI ha sottolineato che a fronte degli innumerevoli episodi di dilagante sfruttamento del lavoro, testimoniato dall’intensa attivita’ delle forze dell’ordine, esistono aziende rispettose delle norme sul lavoro. la flai-cgil fa notare che “i dati analizzati confermano la natura strutturalmente stagionale del settore: nel 2024 l’agricoltura italiana ha registrato oltre 1 milione di lavoratori dipendenti occupati, l’89,5% di questi e’ assunto con contratto a tempo determinato. all’interno di questa platea, la componente straniera rappresenta un pilastro, con lavoratori stranieri della comunita’ europea pari a 21% e con il 27,6% di lavoratori provenienti da paesi non comunitari (oltre 280 mila persone) guidati dalle comunita’ del marocco, dell’albania, dell’india, del bangladesh e del pakistan. le donne rappresentano il 30,2% della forza lavoro (circa 310 mila), concentrandosi prevalentemente nel mezzogiorno (55%). la frammentazione territoriale vede la concentrazione di oltre la meta’ degli operai agricoli a tempo determinato nelle regioni del sud e delle isole (491.381 lavoratori, pari al 54,4% del totale). puglia (16,8%) e sicilia (14,9%) si confermano sul podio delle regioni per numerosita’ di lavoratori e lavoratrici stagionali, seguite a livello provinciale dai territori di foggia (4,5%), ragusa (3,7) e bari (3,6%)”. i dati elaborati – osserva la flai -“smentiscono definitivamente il vecchio stereotipo che vorrebbe il caporalato e lo sfruttamento come piaghe esclusivamente meridionali: il fenomeno e’ ormai radicato da nord a sud. “lo sfruttamento non ha confini geografici, ma risponde alle medesime logiche di compressione dei diritti lungo le filiere agroalimentari, tanto nelle pianure del settentrione quanto nei campi del mezzogiorno. sfruttamento che, ribadiamo, non riguarda unicamente i lavoratori e le lavoratrici di origine straniera, ma anche tantissimi italiani”, ha detto MININNI. ”per rispondere a questa emergenza nazionale, la flai lancia la nuova stagione delle ‘brigate del lavoro’. centinaia di attivisti e sindacalisti porteranno tutele, informazioni e diritti direttamente dove i lavoratori e le lavoratrici vivono e lavorano, senza distinzioni di territorio”, ha spiegato il segretario. la flai ha reso noto che “il calendario della campagna nazionale per il 2026 e’ articolato in sei appuntamenti che attraverseranno la penisola da nord a sud: si parte il 29 giugno da ravenna e ferrara, per proseguire a fine luglio con una tappa speciale a paestum, in campania, realizzata in sinergia con il mondo studentesco. il mese di luglio si chiudera’ in lombardia con la provincia di mantova. l’autunno vedra’ le brigate spostarsi in piemonte, nelle province di torino e cuneo seguite dal ritorno in campania per la tappa di caserta. a chiudere il percorso sara’ la calabria, dove il sindacato di strada attraversera’ i territori di amendolara e castrovillari. collateralmente tantissime le campagne promosse dalle strutture territoriali, decine gli appuntamenti a dimostrazione di come il sindacato di strada promosso dalla flai sia diventato una pratica strutturale che accompagna ogni campagna di raccolta. sei tappe, cinque regioni, un unico filo conduttore: portare la voce e i diritti dei lavoratori la’ dove le persone vivono e operano ogni giorno. le brigate del lavoro 2026 opereranno stabilmente fianco a fianco con le realta’ territoriali e nazionali impegnate nell’insegnamento della lingua italiana, nel supporto legale, nell’accompagnamento ai servizi socio-sanitari e nella collaborazione con i presidi sanitari della rete di solidarieta’”.