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“coldiretti lazio prende atto della firma dell’accordo regionale da parte della centrale del latte di roma ed esprime sconcerto per la latitanza di fattorialatte sano. ribadisce, inoltre, che il tavolo resta aperto e che permangono forti criticita’ sulla definizione dei prezzi”. lo rende noto un comunicato di coldiretti lazio, che cosi’ prosegue: “l’accordo promosso dalla regione lazio, prevede l’incentivo per gli allevatori di 2 centesimi e fissa per i trasformatori aderenti l’impegno a riconoscere agli allevatori un prezzo del latte alla stalla pari a 48 centesimi al litro, oltre ai premi qualita’ previsti dai singoli contratti e iva, con validita’ dal 1° maggio al 30 giugno 2026, seguendo l’indicazione ministeriale. ‘il punto non e’ solo firmare, ma garantire concreta applicazione agli impegni assunti – dichiara david GRANIERI, presidente di coldiretti lazio -. il tavolo non puo’ considerarsi chiuso fino a quando non saranno definite condizioni realmente sostenibili per gli allevatori e fino a quando non verra’ riconosciuto il giusto valore del latte prodotto nelle stalle del lazio. ci sembra assurdo che non si voglia tenere conto dell’indicazione ministeriale e del percorso avviato in regione. una posizione ancora piu’ incomprensibile alla luce della risalita del prezzo del latte spot, arrivato a 45 centesimi al litro, mentre agli allevatori continuano a non essere riconosciute condizioni adeguate’. coldiretti lazio ribadisce quindi la necessita’ di raggiungere una definizione urgente dei prezzi di maggio e giugno, nel rispetto dell’accordo masaf e dell’accordo regionale e dichiara sin da subito lo stato di agitazione. ‘la risalita del latte spot – conclude GRANIERI – arrivato a 45 centesimi al litro, impone una nuova valutazione delle condizioni contrattuali per il trimestre luglio, agosto e settembre. non vorremmo che questa latitanza fosse un modo per prendere tempo, scavalcare il periodo coperto dall’accordo regionale e rinviare ancora il riconoscimento di un prezzo giusto agli allevatori’.”.