INDUSTRIA ALIMENTARE LATTE LATTICINI E DERIVATI IMBOTTIGLIAMENTO IMPACCHETTAMENTO PRODUZIONE LATTE AD USO DOMESTICO BOTTIGLIE LATTE CONTENITORI LATTE GENERATE IA OPERAIO OPERAI

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“ieri al masaf le associazioni rappresentative della filiera lattiero-casearia hanno raggiunto un accordo sul prezzo del latte grazie all’intervento di mediazione del ministro francesco LOLLOBRIGIDA e alla responsabilita’ delle parti”. lo rende noto un comunicato del masaf, che cosi’ prosegue: “il masaf riconosce l’importanza della filiera e saluta con favore la sottoscrizione di un accordo con il prezzo al rialzo rispetto al trimestre precedente e valido per i prossimi sei mesi. questo lasso di tempo piu’ ampio, insieme alle condizioni economiche migliorative, si confida potra’ dare un orizzonte temporale congruo ad allevatori e trasformatori per compiere al meglio le proprie scelte economiche”.

TAVOLO LATTE: COLDIRETTI, ACCORDO SU PREZZO E’
PASSO IMPORTANTE PER STABILITA’ ALLEVAMENTI

“l’intesa raggiunta sul prezzo del latte rappresenta un passaggio importante per assicurare un periodo di stabilita’ agli allevamenti italiani in una fase resa particolarmente complessa anche in seguito ai continui aumenti del latte prodotto anche a livello europeo. e’ quanto afferma coldiretti al termine del tavolo convocato al ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste per affrontare la situazione del comparto lattiero-caseario, al quale ha partecipato il presidente ettore PRANDINI”. lo rende noto un comunicato della coldiretti, che cosi’ prosegue: “l’accordo, spiega coldiretti, definisce il prezzo base per il latte del nord italia con sistemi differenziati e introduce un meccanismo di equa correlazione per il grana padano, che sara’ applicato a fine anno. l’accordo nei 6 mesi prevede un prezzo di 48 centesimi per i primi due mesi di luglio e agosto, poi 49 centesimi a settembre e ottobre, fino a 50 centesimi a novembre e dicembre. in base all’intesa, verra’ corrisposto il 100% del prezzo ai produttori che rispettano i quantitativi prodotti nel 2025 – anno record per i volumi del settore. l’eventuale produzione eccedente rispetto a tale soglia sara’ oggetto di trattativa diretta tra il singolo produttore e l’industria acquirente, configurandosi come contrattazione privata al di fuori dei parametri stabiliti dall’accordo. un ulteriore elemento e’ la trasparenza sui controlli da parte di enti terzi. si interverra’ sull’analisi del dato produttivo 2026 rispetto al 2025 evitando qualsiasi forma distorsiva di mercato che deve fotografare esattamente le quantita’ prodotte. ci siamo impegnati, conclude coldiretti, per garantire stabilita’ agli allevatori per i prossimi 6 mesi, e contrastare le speculazioni sul prezzo del latte mettendo garanzie e paletti”.

TAVOLO LATTE: CIA, ACCORDO MIRA A GARANTIRE PIU’
CERTEZZE. PRIORITA’ A RISPETTO QUOTE E TUTELE

“l’intesa semestrale sul prezzo del latte alla stalla mira a garantire piu’ certezze agli allevatori, in una fase di incremento produttivo a livello europeo e che richiede stabilita’ al settore. positiva, dunque, la valutazione di cia-agricoltori italiani rispetto all’esito del tavolo lattiero-caseario riunito, ieri sera, al masaf”. lo rende noto un comunicato di cia, che cosi’ prosegue: “a chiusura della trattativa, il presidente nazionale di cia, cristiano FINI, commenta: ‘si introduce un equilibrio di mercato utile a frenare le speculazioni da qui a fine anno’. l’accordo per il nord italia, infatti, prevede un prezzo a scalare: 48 centesimi/litro a luglio-agosto, 49 centesimi a settembre-ottobre e 50 centesimi a novembre-dicembre, oltre a un meccanismo di correlazione per il grana padano. ‘l’intesa che abbiamo raggiunto da’ prospettiva alle stalle, ma manterremo alta la guardia – aggiunge FINI -. il prezzo pieno al 100% e’ vincolato ai volumi del 2025: l’eccedenza sara’ demandata alla trattativa privata con l’industria, un fronte delicato per la tenuta contrattuale dei produttori. importante – prosegue, infine – la trasparenza sui controlli terzi per i dati 2026, ma l’obiettivo resta la difesa strutturale del reddito agricolo. dunque, in un periodo di ulteriori criticita’ per il comparto, continuiamo a garantire collaborazione lungo tutta la filiera’.”.

TAVOLO LATTE: CONFAGRICOLTURA, INTESA SU PREZZO E’
PASSO IMPORTANTE MA NON E’ SOLUZIONE DEFINITIVA

“confagricoltura accoglie positivamente l’intesa sul prezzo del latte raggiunto ieri sera dopo un serrato confronto al tavolo convocato al masaf, alla presenza del ministro francesco LOLLOBRIGIDA”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura, che cosi’ prosegue: “l’accordo attesta un cambio di rotta rispetto agli ultimi sei mesi, in cui il prezzo stabilito aveva avuto un andamento decrescente. il tavolo di ieri ha infatti concordato una quotazione in aumento sui prossimi sei mesi: 48 centesimi per luglio e agosto, 49 centesimi per settembre e ottobre, e 50 centesimi per novembre e dicembre. le produzioni in esubero, invece, saranno oggetto di trattativa tra le singole aziende e gli acquirenti. per affrontare la crisi scaturita anche dalla sovrapproduzione, il tavolo ha concordato di mantenere per i prossimi sei mesi i quantitativi produttivi medi del 2025. ‘l’intesa non e’ una soluzione definitiva ai problemi del settore, ma e’ un passo avanti importante perche’ cerca di dare stabilita’ al comparto in un momento di forte fluttuazione del mercato europeo e mondiale – commenta alberto STATTI, componente di giunta di confagricoltura intervenuto al masaf -. l’export sta trainando bene il settore, ma i costi di produzione stanno superando i 50 centesimi, raggiungendo anche i 55 centesimi in alcune aree, creando forte preoccupazione tra gli operatori’.”.

TAVOLO LATTE: COPAGRI, NUOVA INTESA SU PREZZO DA’
OSSIGENO MA NON RISOLVE FORTI CRITICITA’ FILIERA

“il rinnovo semestrale dell’intesa sul prezzo del latte, frutto di lunghe trattative e del grande senso di responsabilita’ messo in campo dalle parti, restituisce un po’ di ossigeno agli allevamenti italiani, da tempo stretti nella morsa tra i costi di produzione in aumento e il calo dei prezzi dovuto agli eccessi produttivi del nord europa, anche se non risolve le forti criticita’ che continuano a pesare sulla filiera”. lo sottolinea il presidente della copagri tommaso BATTISTA a margine della riunione al masaf del tavolo latte – informa un comunicato della copagri – durante la quale le parti hanno identificato un percorso condiviso per il resto del 2026. “l’accordo, che fa seguito a quelli del medesimo tenore raggiunti a dicembre 2025 e a marzo 2026, prevede per le regioni del nord italia una remunerazione di 48 centesimi al litro per i mesi di luglio e agosto, per poi salire a 49 cent/l a settembre-ottobre e a 50 cent/l nel bimestre novembre-dicembre”, spiega BATTISTA, evidenziando che “l’intesa prevede un lieve aumento rispetto ai 47 cent/l precedentemente riconosciuti e, come di consueto, una remunerazione aggiuntiva che per il centro-sud vada a coprire i maggiori costi”. “il meccanismo per la definizione del prezzo vertera’, anche in questo caso, su una indicizzazione basata sulla media produttiva dell’anno 2025, mentre oltre tale soglia continueranno ad applicarsi le regole della contrattazione privata”, prosegue BATTISTA, ad avviso del quale “tutto cio’, se da una parte e’ certamente positivo, poiche’ va in un certo senso a ‘blindare’ i quantitativi produttivi nella scorsa annata, dall’altro lato rischia di non essere sufficiente a contenere i forti aumenti che gravano sui produttori”. “per questo, come gia’ fatto in occasione delle precedenti riunioni, torniamo a ribadire l’importanza di strutturare il confronto sul piano nazionale e continuare a lavorare sul versante comunitario, dove non e’ piu’ rinviabile l’avvio di un serio ragionamento sull’attivazione di un programma europeo per la riduzione volontaria della produzione, come previsto nel piano straordinario ue per la crisi del settore lattiero-caseario europeo, elaborato dal masaf e presentato a gennaio 2026 al consiglio agrifish”, afferma il presidente della copagri. “la mancanza di una simile iniziativa sul piano comunitario, infatti, unitamente all’assenza di una chiara strategia politica ue sul comparto lattiero-caseario, sta creando ulteriori difficolta’ alla produzione nazionale, con particolare riferimento a tutto il sistema esterno alle dop”, rimarca BATTISTA, osservando che “i produttori italiani si trovano a dover fare i conti con veri e propri fiumi di latte che arrivano in italia dall’estero a prezzi notevolmente piu’ bassi di quelli nazionali, contribuendo significativamente ad affossare il mercato”.

TAVOLO LATTE: AGCI AGROITTICO, ACCORDO UTILE
A STABILITA’ MA SERVONO TUTELE REALI

“l’intesa raggiunta ieri sera al tavolo latte rappresenta un passaggio significativo per garantire un orizzonte di stabilita’ al comparto in una fase segnata da forte volatilita’ dei mercati e da un incremento costante della produzione a livello europeo. e’ quanto afferma agci agroittico al termine del confronto convocato dal ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste”. lo rende noto un comunicato di agci agroittico, che cosi’ prosegue: “l’accordo definisce un percorso di prezzo articolato su sei mesi: 48 centesimi al litro per luglio e agosto, 49 centesimi per settembre e ottobre, 50 centesimi per novembre e dicembre. sul fronte dei volumi, le quantita’ in esubero verranno calcolate rispetto all’aumento medio registrato nell’intero 2025, ma esclusivamente sul secondo semestre 2026, con conguaglio previsto a dicembre. agci agroittico valuta positivamente l’obiettivo di dare un quadro di riferimento certo agli allevatori, ma richiama l’attenzione sulla necessita’ di garantire equita’, trasparenza e reale sostenibilita’ economica per le imprese cooperative, che operano con costi crescenti e margini sempre piu’ compressi. un elemento rilevante dell’intesa riguarda la trasparenza dei controlli, affidati a enti terzi, per assicurare una fotografia corretta e non distorsiva dei dati produttivi 2026 rispetto al 2025. ‘accogliamo l’accordo come un passo utile alla stabilita’, ma non possiamo ignorare che le nostre cooperative lavorano in un contesto di costi elevati e margini ridotti – ha dichiarato antonello CAPUA, presidente del dipartimento agroalimentare di agci agroittico – servono tutele effettive, non solo formali. la gestione degli esuberi deve essere chiara, equa e non trasformarsi in uno strumento punitivo per chi produce qualita’. bene il percorso sui prezzi, ma chiediamo che ogni meccanismo di controllo e verifica sia trasparente, terzo e realmente orientato a evitare distorsioni di mercato. la cooperazione garantisce lavoro, presidio territoriale e filiere sane – ha concluso CAPUA – per questo merita condizioni che le permettano di continuare a produrre valore per il paese’.”.