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e’ stato presentato questa mattina, nella sala refettorio della camera, il progetto di cia-agricoltori italiani dal titolo “rinnovabile e’ agricoltura”. in questa occasione agra press ha realizzato una videointervista del presidente dell’organizzazione, cristiano FINI (qui il video https://youtu.be/1uNgewKD9Mo), che ha sottolineato l’importanza di lanciare un preciso messaggio: “l’agricoltura puo’ dare un grande contributo per la transizione energetica e dal punto di vista della produzione di energia rinnovabile in maniera sostenibile”; e al sottosegretario masaf, patrizio giacomo LA PIETRA ( qui il video https://youtu.be/qvw772hra5I), che ha definito ‘rinnovabile e’ agricoltura’ un progetto interessante che segue la linea tracciata dal ministro LOLLOBRIGIDA e dal ministero dell’agricoltura con il bando agrisolare che “consente di compensare il 30% dell’energia necessaria al sistema agricolo”. il sottosegretario ha ricordato, inoltre, che non saranno tollerate speculazioni da parte di chi vuole “trasformare il suolo agricolo in suolo per produrre energia”. alla presentazione sono intervenuti, inoltre, il ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA che ha sottolineato l’importanza della programmazione di produzione sostenibile senza consumo di suolo proposta da cia; e il ministro dell’ambiente gilberto PICHETTO FRATIN che, in un video messaggio, ha evidenziato come l’idea di transizione sulle rinnovabili passa dalla spinta del settore agricolo con agrivoltaico da installare su edifici senza utilizzare il suolo utilizzabile per la produzione del settore primario.

IL PROGETTO CIA “RINNOVABILE E’ AGRICOLTURA” PER
TRANSIZIONE ENERGETICA A MISURA AGRICOLTORI

“di fronte alla crescente preoccupazione per la diffusione di grandi impianti fotovoltaici spesso estranei al tessuto produttivo dei territori, cia-agricoltori italiani ha messo a punto un modello, alternativo e innovativo, una transizione energetica costruita a misura degli agricoltori e delle pmi del comparto, capace di coniugare produzione di energia rinnovabile, tutela del suolo coltivato e centralita’ dell’impresa agricola”. lo rende noto un comunicato di cia, che cosi’ prosegue: “e’ da questa impostazione che nasce ‘rinnovabile e’ agricoltura’, il progetto cia basato su una strategia integrata che accompagna le aziende del settore attraverso iniziative imprenditoriali sostenibili capaci di combinare i vantaggi dell’agrivoltaico e delle comunita’ energetiche rinnovabili, al coinvolgimento dei territori e del tessuto sociale, nei benefici generati. la presentazione del progetto, oggi a roma, alla camera dei deputati con esperti e tecnici, l’intervento di masaf e mase. tre i pilastri chiave che fanno dell’iniziativa un unicum. il primo, rappresentato dalla fondazione enercia, comunita’ energetica rinnovabile di livello nazionale, pensata per offrire a produttori e consumatori di energia rinnovabile una struttura organizzativa e gestionale capace di rendere piu’ semplice l’accesso ai vantaggi delle cer, superando ostacoli burocratici, amministrativi e operativi. accanto a enercia, il progetto mette a disposizione un sistema di supporto tecnico, progettuale e gestionale – con riferimento sia alla parte impiantistica che al buon funzionamento della cer nelle sue diramazioni territoriali – attraverso esco agroenergetica, societa’ di servizi energetici costituita da cia nel 2013 e specializzata nel settore agricolo e agroindustriale. a completare il percorso c’e’ heliogea100, la soluzione agrivoltaica pensata per gli imprenditori agricoli, progettata per integrare produzione energetica e produzione agricola, senza sottrarre terreno coltivato. l’esempio, illustrato nell’ambito del progetto cia, mostra con chiarezza la sostenibilita’ economica dell’intero modello: con un investimento complessivo di circa 120 mila euro, un impianto agrivoltaico da 183 kwp puo’ garantire all’agricoltore una nuova fonte di reddito pari a circa 2 mila euro al mese. ma non e’ tutto, il beneficio economico deriva dal risparmio dovuto all’autoconsumo dell’energia elettrica aziendale, intorno ai 6 mila euro l’anno; dalla vendita dell’energia prodotta, per 19 mila euro l’anno; e dalla condivisione di circa 100.000 kwh l’anno all’interno della comunita’ energetica rinnovabile, per un valore di circa 5 mila euro annui. ai vantaggi per l’agricoltore si aggiungono quelli per i consumatori membri della cer, che possono contare complessivamente su altri 5 mila euro l’anno, pari in media a una mensilita’ di bolletta elettrica risparmiata, oltre alla possibilita’ di sostenere eventuali progetti sociali sui territori. ‘un passo concreto verso la promozione di modelli innovativi di produzione e condivisione di energia rinnovabile in ambito agricolo e rurale – ha dichiarato il presidente nazionale di cia, cristiano FINI -. un sistema di strumenti, servizi e competenze integrate, a lavoro per una migliore resa produttiva e difesa del suolo, perche’ cibo ed energia non sono in competizione, ma parte di una sfida comune che porti valore alle piccole e medie imprese, ma anche alla governance complessiva dei territori’.”.

VACCARI (PD), AGRICOLTURA PROTAGONISTA DELLA TRANSIZIONE
ENERGETICA, SERVONO REGOLE CERTE E STABILI

“‘l’agricoltura puo’ e deve essere protagonista della transizione energetica, contribuendo alla produzione di energia rinnovabile senza rinunciare alla sua funzione primaria: produrre cibo, tutelare il territorio e creare valore per le comunita’. e’ quanto ha dichiarato stefano VACCARI, deputato del partito democratico e segretario di presidenza della camera, intervenendo al convegno ‘rinnovabile e’ agricoltura’, promosso da cia-agricoltori italiani alla camera dei deputati”. lo rende noto un comunicato del pd. “le comunita’ energetiche rinnovabili, l’agrivoltaico sostenibile e gli investimenti nell’innovazione rappresentano un’opportunita’ concreta per rafforzare la competitivita’ delle imprese agricole e accelerare la decarbonizzazione – ha affermato VACCARI. perche’ questo potenziale si traduca in sviluppo, pero’, servono regole certe, misure conseguenti e un quadro normativo stabile, capace di dare fiducia a imprese e territori”. “e’ esattamente cio’ che oggi manca – ha proseguito VACCARI -. a differenza dell’approccio del governo e della destra, che modificano impostazioni e strumenti ad ogni stormir di fronda, occorre garantire continuita’, coerenza e una visione di lungo periodo. le imprese agricole non possono programmare investimenti pluriennali se il quadro cambia continuamente”. “accompagnare la transizione energetica significa mettere gli agricoltori nelle condizioni di esserne protagonisti, semplificando le procedure, favorendo gli investimenti e valorizzando il ruolo delle comunita’ locali – ha concluso VACCARI -. solo cosi’ sara’ possibile coniugare sostenibilita’ ambientale, sicurezza energetica e sviluppo economico dei territori”.