(riproduzione riservata)
“la xylella fastidiosa ha rappresentato una piaga per il settore olivicolo pugliese”. lo afferma un comunicato di confagricoltura, che cosi’ prosegue: “tuttavia, e’ la prova che progetti di ricerca e sviluppo mirati possono trasformare un’emergenza fitosanitaria in un’opportunita’ di rinnovamento. per fare il punto sulla situazione, confagricoltura ha promosso e ospitato il convegno dal titolo ‘xylella fastidiosa. resilienza, ricerca e innovazione in agricoltura’, patrocinato dal conaf-consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali. rappresentanti delle istituzioni e della ricerca si sono riuniti oggi a palazzo della valle per fornire un aggiornamento qualificato sulla problematica della xylella fastidiosa nel settore dell’olio d’oliva, e hanno ascoltato la preziosa testimonianza delle imprese del territorio. ‘momenti di confronto come quello di oggi certificano l’impegno di confagricoltura nel mantenere costante il dialogo con il mondo della ricerca, alleato imprescindibile delle imprese agricole per far fronte alle crisi che interessano il comparto. per questo, proseguiamo la nostra battaglia affinche’ innovazione e trasferimento di competenze siano sempre piu’ accessibili e affinche’ l’agricoltura si affidi alle evidenze scientifiche. rivolgo un sincero plauso agli imprenditori che, pur colpiti dalla grave emergenza fitosanitaria provocata dalla xylella, hanno dimostrato una straordinaria capacita’ di reagire, rilanciando le proprie aziende con determinazione e resilienza’, ha dichiarato massimiliano GIANSANTI, presidente di confagricoltura. ‘l’emergenza xylella non ha riguardato solo l’agricoltura. territorio, paesaggio, indotto, famiglie: sono stati tutti travolti. questa vicenda ci insegna a portare nuove soluzioni, a guardare da dove possiamo ripartire, alla luce delle evidenze scientifiche. in questo il ruolo dei professionisti e’ stato determinante. proteggere le nostre piante significa salvaguardare tutti i soggetti coinvolti, comprese le generazioni future’, ha sottolineato gianluca BUEMI, consigliere segretario del conaf. ‘contro la xylella non esistono scorciatoie ne’ soluzioni miracolose. la risposta e’ un approccio multidisciplinare che unisce ricerca, innovazione e competenze scientifiche. e’ questa la direzione in cui il crea sta investendo, guardando al futuro con lo sviluppo di nuove cultivar piu’ resilienti e rafforzando la biodiversita’ con le opportunita’ offerte dalle tecniche di evoluzione assistita (tea), per costruire un’olivicoltura sempre piu’ forte, sostenibile e capace di affrontare le sfide di domani’,ha dichiarato il presidente del crea, andrea ROCCHI. fondamentali, ai fini dell’incontro, le relazioni sullo stato di avanzamento di alcuni progetti di ricerca e sperimentazione tra quelli finanziati nell’ambito del ‘piano straordinario per la rigenerazione olivicola della puglia’. elena SANTILLI, crea, responsabile del progetto ‘novixgen’; maria SAPONARI, cnr, responsabile del progetto ‘omibreed’, e giorgio BALESTRA, universita’ della tuscia, responsabile del progetto ‘ancosix’ hanno presentato risultati interessanti e cruciali per il confronto. altrettanto preziosa la testimonianza delle imprese: pantaleo GRECO, dell’azienda agraria greco (le), e lapo PIGNATELLI, dell’azienda la falca-taccaru (le). per le istituzioni sono intervenuti: patrizio giacomo LA PIETRA, sottosegretario del ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, e francesco PAOLICELLI, assessore all’agricoltura della regione puglia. insieme a GIANSANTI, hanno contribuito al dibattito gianluca BUEMI, consigliere segretario del conaf e andrea ROCCHI, presidente del crea. per la confederazione, dopo i saluti del componente della giunta nazionale, alberto STATTI, fondamentali le testimonianze di antonello BRUNO, presidente di confagricoltura puglia e walter PLACIDA, presidente della federazione nazionale prodotto ‘olivicoltura’ di confagricoltura”. qui le schede dei progetti shorturl.at/1DdCe.
XYLELLA: LE VIDEO INTERVISTE REALIZZATE DA AGRA PRESS CON LA PIETRA,
GIANSANTI, PLACIDA E BRUNO AL CONVEGNO DI CONFAGRICOLTURA
in occasione del convegno “xylella fastidiosa – resilienza, ricerca e innovazione in agricoltura”, organizzato a palazzo della valle da confagricoltura, agra press ha realizzato le video interviste con il sottosegretario masaf, giacomo patrizio LA PIETRA (qui il video https://youtu.be/4peh3MPu6co), che ha ricordato l’attenzione dimostrata dal ministrero al settore olivicolo come la “norma inserita nel coltiva italia che prevede la costituzione di una struttura commissariale nazionale”; con il presidente dell’organizzazione, massimiliano GIANSANTI (qui il video https://youtu.be/yszdnrxP_f8), che ha sottolineato la necessita’ di dare risposte alle imprese contro il problema della xylella che ormai da tredici anni sta distruggendo un comparto produttivo fondamentale per il sud italia. “plaudo all’iniziativa del ministro – ha dichiarato il presidente di confagricoltura – per quello che sta facendo nelle attivita’ di controllo per prevenire truffe in un settore importante che caratterizza il made in italy agroalimentare”; con walter PLACIDA (qui video https://youtu.be/V1p8Us–VSg), presidente FNP olivicoltura di confagricoltura, che ha evidenziato la necessita’ di trattare il problema della xylella a livello nazionale e non regionale; e con antonello BRUNO (qui video https://youtu.be/h5_o_hqGH_0), presidente di confagricoltura puglia, che ha definito il confronto di oggi “un giorno importante per l’agricoltura e per la puglia” e ha chiesto sostegno per un territorio che e’ stato “devastato dalla xylella”.
XYLELLA: LA PIETRA (MASAF), RICERCA FONDAMENTALE
PER INDIVIDUARE STRATEGIA DI CONVIVENZA
“dopo anni di amministrazione regionale che in puglia alla ricerca ha anteposto la demagogia e il calcolo politico, ora la scienza puo’ e deve dare un contributo per elaborare una strategia di convivenza con il problema xylella. il problema, un tempo circoscritto al territorio salentino, e’ arrivato alle porte di bari ed e’ diventata una criticita’ per l’intero sistema olivicolo nazionale”, ha detto il sottosegretario al masaf, patrizio LA PIETRA, intervenendo all’incontro “xylella fastidiosa: resilienza, ricerca e innovazione”, organizzato a roma da confagricoltura. “come masaf abbiamo riscontrato un netto cambio di passo nell’amministrazione regionale rispetto al passato e fin da subito abbiamo voluto stabilire un dialogo costruttivo con l’assessore regionale all’agricoltura PAOLICELLI, perche’ prima delle appartenenze politiche deve venire il bene comune. come governo abbiamo dedicato una sezione specifica del piano olivicolo nazionale, – ha proseguito LA PIETRA – dedicata alla xylella. un’attenzione per il problema che, insieme al ministro LOLLOBRIGIDA, abbiamo manifestato fin dal primo giorno di lavoro al masaf, dedicando risorse specifiche all’olivicoltura, con i 300 milioni stanziati dal governo meloni e contenuti nel coltivaitalia, oltre alla creazione di una struttura commissariale nazionale, perche’ il problema, lo ribadisco, non e’ piu’ legato al territorio pugliese, ma investe il sistema olivicolo nazionale. in questa strategia sara’ fondamentale il contributo scientifico e della ricerca, come nel caso del crea, tramite il quale individuare cultivar e metodologie di coltivazione in grado di contrastare la diffusione della xylella. dal 2020 abbiamo stanziato milioni per la ricerca e cosi’ come chiediamo alla scienza di portarci delle soluzioni per dare risposte agli olivicoltori e ai contribuenti che finanziano i progetti di ricerca, allo stesso modo mi aspetto che la procura, con le sue indagini, faccia chiarezza su come siano stati spesi i soldi stanziati in puglia per risolvere un problema che l’incuria decisionale ha contribuito a far espandere, martoriando il salento e un’eccellenza agroalimentare, qual e’ l’olivicoltura pugliese. il problema xylella e’ ormai evidente, a causa degli errori del passato, che non si risolvera’ con ristori e soldi a pioggia, ma con la fiducia nella ricerca, obiettivi chiari, stanziamenti strettamente finalizzati al raggiungimento degli obiettivi dichiarati e in quest’ottica sono fiducioso che l’apporto della struttura commissariale sapra’ dare un contributo fattivo”.
XYLELLA: ROCCHI (CREA), RICERCA CHIAVE PER CONTENERE
BATTERIO E COSTRUIRE OLIVICOLTURA DEL FUTURO
“‘la diffusione di xylella fastidiosa ha rappresentato una delle emergenze fitosanitarie piu’ gravi che abbiano interessato l’agricoltura italiana, con conseguenze profonde sul patrimonio olivicolo, sull’economia e sul paesaggio di interi territori. di fronte a questa sfida, la ricerca pubblica ha il compito non solo di ampliare le conoscenze scientifiche, ma di trasformarle in soluzioni concrete per il contenimento del batterio, il rilancio della biodiversita’, la rigenerazione delle aree colpite e la competitivita’ delle imprese agricole. e’ questo l’impegno che il crea porta avanti, mettendo a disposizione competenze multidisciplinari, infrastrutture di ricerca e una stretta collaborazione con istituzioni e mondo produttivo. ringrazio il sottosegretario LA PIETRA ed il presidente di confagricoltura GIANSANTI per l’attenzione dedicata a questi temi e per aver promosso un confronto qualificato sulle prospettive della ricerca, dell’innovazione e del futuro dell’olivicoltura italiana’: lo ha dichiarato il presidente del crea, andrea ROCCHI, intervenendo oggi all’incontro organizzato da confagricoltura ‘xylella fastidiosa. resilienza, ricerca e innovazione in agricoltura’, dedicato alle prospettive della ricerca e dell’innovazione per affrontare una delle principali emergenze fitosanitarie del mediterraneo”: ne da’ notizia un comunicato del crea che cosi’ prosegue: “da anni il crea e’ impegnato in un’intensa attivita’ di ricerca che integra genetica, miglioramento varietale, agronomia, microbiologia e valorizzazione della biodiversita’, con l’obiettivo di sviluppare strumenti sempre piu’ efficaci per la resilienza dell’olivicoltura italiana e il trasferimento dell’innovazione alle imprese. ‘guardando al futuro – continua ROCCHI – sara’ determinante accelerare lo sviluppo di nuove cultivar capaci di coniugare resistenza o tolleranza alle fitopatie, qualita’ delle produzioni e adattamento ai cambiamenti climatici. in questo percorso, le tecnologie di evoluzione assistita rappresentano una straordinaria opportunita’ per valorizzare il patrimonio genetico delle nostre varieta’, intervenendo in modo preciso e mirato sui caratteri di interesse, con l’obiettivo di rendere piu’ rapidi ed efficaci i processi di miglioramento genetico senza alterare l’identita’ delle varieta’ italiane. le tea possono contribuire a rafforzare la capacita’ dell’agricoltura di rispondere alle nuove sfide, dalla diffusione delle fitopatie agli effetti dei cambiamenti climatici, mettendo a disposizione strumenti innovativi per selezionare piante piu’ resilienti, efficienti e sostenibili’. la ricerca condotta dal crea ha permesso di approfondire la conoscenza delle risorse genetiche dell’olivo e delle risposte della pianta alle principali pressioni ambientali e fitosanitarie, fornendo basi scientifiche per il miglioramento varietale, la selezione di materiali piu’ adattabili e la definizione di strategie sostenibili per il futuro dell’olivicoltura. la valorizzazione della biodiversita’ rappresenta un elemento centrale di questo percorso: il patrimonio genetico delle varieta’ italiane costituisce una risorsa strategica da tutelare e rilanciare, perche’ racchiude caratteristiche di adattamento, qualita’ e resilienza fondamentali per affrontare le sfide future. la ricerca consente oggi di studiare e valorizzare questa ricchezza, trasformandola in opportunita’ concrete per gli agricoltori e per i territori. ‘la risposta alla xylella – conclude ROCCHI – richiede una visione di lungo periodo. investire in ricerca significa dare agli agricoltori strumenti sempre piu’ efficaci per affrontare le emergenze fitosanitarie, ma anche costruire un modello di sviluppo fondato su innovazione, sostenibilita’ e valorizzazione della biodiversita’. le nuove tecnologie, insieme alla conoscenza del patrimonio genetico delle nostre colture, rappresentano una leva fondamentale per rilanciare l’olivicoltura italiana e accompagnarla verso il futuro. e’ una sfida che il crea continuera’ a sostenere con convinzione, affinche’ la ricerca pubblica continui a essere un motore di crescita per il sistema agroalimentare italiano.’
