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“il contesto internazionale e la peste suina africana (psa) stanno colpendo il settore suinicolo italiano ed europeo alle sue fondamenta, erodendo la redditivita’ delle aziende. confagricoltura fa luce sul comparto, a oltre quattro anni dalla diffusione nazionale della psa che tutt’oggi mina l’export extra ue di prodotti suinicoli causando blocchi sanitari e l’incremento delle tariffe doganali”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura, che cosi’ prosegue: “molti i mercati importanti per l’italia attualmente chiusi a causa della malattia. tra questi giappone, thailandia e cina, con cui confagricoltura chiede di intensificare gli sforzi diplomatici per accordi bilaterali che contemplino il principio di regionalizzazione gia’ sperimentato in altri paesi ue. il comparto suinicolo si trova anche ad affrontare gli effetti del conflitto mediorientale, in particolare l’incremento dei costi di produzione, soprattutto quelli legati a mangimi, energia, carburanti e servizi. preoccupano i contenuti della direttiva sulle emissioni industriali che, cosi’ come modificata, creera’ molte problematiche soprattutto alle aziende meno strutturate e di minore dimensione. oggi in italia ci sono circa 25mila allevamenti suinicoli, 5.200 in meno rispetto al 2021, con un calo del 17% (fonte: ismea, 2026). per confagricoltura e’ necessario quindi mettere al sicuro la continuita’ finanziaria delle aziende attive con sostegni agli investimenti avviati e ai costi di gestione. sul fronte della psa, la confederazione ritiene positiva la scelta del masaf di richiedere alla commissione europea di attingere al fondo ue di crisi per contribuire ai ristori da riconoscere alle aziende colpite indirettamente dalle restrizioni sanitarie con la forte riduzione dei prezzi di vendita. palazzo della valle auspica anche il miglioramento della gestione della popolazione dei cinghiali selvatici, principale vettore della peste suina africana e responsabile tra il 2015 e il 2023 di danni al settore primario per 171 milioni di euro. una gestione che deve comprendere piani di contenimento e il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti suinicoli da finanziare anche con i piani di sviluppo rurale”.
