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“in calabria, cosi’ come in sicilia, puglia, piemonte e tanti altri territori, il mese di luglio si chiude presentando un conto salatissimo per il nostro territorio, con centinaia di ettari bruciati a causa di incendi dolosi, speculazioni, incuria. stiamo assistendo all’ennesima emergenza con cui ogni anno siccita’ e roghi mettono in ginocchio intere comunita’ e parti molto importanti del nostro sistema produttivo agroalimentare. siamo vicini a tutti i lavoratori e le lavoratrici idraulico forestali e dei consorzi di bonifica che ancora una volta, in prima linea, stanno dimostrando grande professionalita’ e spirito di sacrificio per mettere in sicurezza il territorio”. lo scrive sui canali social della fai cisl nazionale il reggente antonio CASTELLUCCI, evidenziando – informa un comunicato della fai cisl – alcuni dati resi noti dall’ispra: “gia’ nel 2025 – ricorda il sindacalista – il 48% degli eventi incendiari ha interessato ecosistemi forestali e una superfice complessiva di ben 965 km² e’ stata interessata dai roghi, raddoppiando quasi le stime del 2024, inoltre quest’anno, dal primo gennaio al 9 giugno, risultano colpiti da incendi gia’ 60 km², di cui quasi 20 appartenenti a coperture forestali: sono record negativi che non possiamo piu’ tollerare”. “nelle sedi negoziali siamo riusciti ad ottenere, anche grazie al recente rinnovo del ccnl degli operai idraulico forestali, conquiste importanti su reddito, tutele e sicurezza, con aggiornamenti positivi nella bilateralita’ e nella previdenza, nelle competenze, nella stabilita’ occupazionale, ma tutto questo non basta, bisogna che masaf e amministrazioni regionali facciano la propria parte con investimenti strutturali, e non solo emergenziali, e con una programmazione puntuale della prevenzione degli incendi e della manutenzione del patrimonio boschivo e agroambientale, da realizzare con la necessaria continuita’ occupazionale, il ricambio generazionale, la qualificazione del lavoro come presidio umano delle aree interne e delle foreste”, afferma CASTELLUCCI, che conclude: “non e’ ammissibile rincorrere sempre l’emergenza: la cura del bosco, del sottobosco e dei viali parafuoco va pianificata molto prima dell’estate e puo’ essere realizzata soltanto valorizzando per dodici mesi l’anno una presenza produttiva degli operai idraulico forestali e dei servizi antincendio”.

