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“alla fine di giugno 2026, per l’insieme dei settori economici, i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica sono 50 e riguardano il 69,9% dei dipendenti (circa 9,1 milioni)”. lo rende noto un comunicato dell’istat, che cosi’ prosegue: “tale percentuale sale all’89,3% nel settore privato ed e’ pari a zero nella pubblica amministrazione, dove tutti i contratti sono scaduti. nel corso del secondo trimestre 2026 sono stati recepiti 6 contratti: 1 nel settore agricolo, 1 nel settore industriale e 4 nei servizi privati. a fine giugno 2026, i contratti in attesa di rinnovo sono 25 e coinvolgono circa 3,9 milioni di dipendenti: meno di un terzo (1,1 milioni) appartiene al settore privato e il resto (2,8 milioni) alla pubblica amministrazione. tra giugno 2025 e giugno 2026, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto e’ passato da 24,9 a 17,9 mesi; in lieve crescita per il settore privato (da 15,6 a 17,7 mesi) e in decisa riduzione per la pubblica amministrazione (da 34,4 a 18 mesi), grazie ai rinnovi del triennio 2022-2024. la retribuzione oraria media nel periodo gennaio-giugno 2026 e’ cresciuta del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, a giugno 2026, aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 2,4% rispetto a giugno 2025; l’aumento tendenziale e’ stato del 2,4% nel settore privato (3,2% nell’agricoltura, 2,7% nell’industria e 2,2% nei servizi privati) e del 2,3% per la pubblica amministrazione. i settori che presentano gli aumenti tendenziali piu’ elevati sono igiene ambientale (+5,7%), gas e acqua e chimiche (entrambi +5,2%). l’incremento e’ invece nullo per le farmacie private”. l’istat fa notare che “nel secondo trimestre 2026 la crescita tendenziale media delle retribuzioni contrattuali per il settore privato e’ del 2,3%, in lieve rallentamento rispetto al trimestre precedente. nella pubblica amministrazione, grazie agli effetti dei rinnovi al triennio 2022-2024, si e’ osservata la dinamica retributiva leggermente piu’ favorevole (+2,7%). alla fine di giugno 2026, nel settore privato la quota di dipendenti con il contratto scaduto e’ scesa a poco piu’ di uno su dieci. per il totale dell’economia, dopo dieci trimestri consecutivi in cui la crescita tendenziale delle retribuzioni e’ stata superiore a quella dell’inflazione, nel secondo trimestre 2026 si registra un’inversione di tendenza”. qui il testo integrale e la nota metodologica shorturl.at/UGDUQ.
