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“‘lo sgombero completato oggi nella baraccopoli di san ferdinando, con il progressivo trasferimento dei braccianti immigrati nelle strutture mai utilizzate di rosarno, e’ positivo perche’ da sempre i ghetti rappresentano luoghi di sfruttamento, sofferenza e segregazione. e’ quanto afferma il reggente della fai cisl nazionale, antonio CASTELLUCCI, commentando lo sgombero dell’insediamento nel comune di san ferdinando”. lo rende noto un comunicato della fai cisl. “e’ fondamentale pero’ che ai quasi 200 lavoratori coinvolti, cosi’ come a tutte le centinaia di stagionali che tra qualche mese, quando ripartiranno la stagione agrumicola e quella olivicola, torneranno sul territorio, siano garantiti alloggi dignitosi e trasporti sicuri sul luogo di lavoro, evitando che simili realta’ possano risorgere nel giro di pochi anni, come del resto gia’ avvenuto dopo lo sgombero del 2019”, sottolinea CASTELLUCCI, che prosegue: “occorre proseguire su questa linea per evitare prossime sistemazioni non dignitose e quindi al contempo costruire da subito soluzioni strutturali, non temporanee, e per farlo e’ necessario anche valorizzare gli enti bilaterali agricoli territoriali”. “sul tema delle soluzioni abitative e del contrasto al caporalato comprendiamo la complessita’, ma serve al piu’ presto sia un incontro con il commissario straordinario per il superamento degli insediamenti abusivi che la ripresa del confronto al tavolo interministeriale, bisogna fare il punto sui progetti approvati tramite fondi del pnrr e sullo stato di attuazione delle misure intraprese dal governo, a cominciare dal sistema informativo silca per l’incrocio dei dati”, afferma CASTELLUCCI, che conclude: “garantire legalita’, salute e sicurezza, buona contrattazione, inclusione, ai lavoratori e lavoratrici impegnati ogni giorno nei nostri campi, di cui oltre il 40% di origine straniera, e’ un obbiettivo irrinunciabile che deve vedere uniti istituzioni, imprese e parti sociali. e’ anche in tal senso che vanno ricordati i tragici fatti di amendolara, sempre in calabria, neanche due mesi fa, quando fai e cisl hanno di nuovo denunciato il caporalato come emergenza nazionale e rinnovato l’appello al governo per un patto della responsabilita’, che metta al centro la persona e la qualita’ del lavoro”.

