(riproduzione riservata)
“l’introduzione nel patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale, presentato il 28 luglio e che sara’ definitivamente firmato a settembre in regione emilia-romagna, di misure specifiche per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e’ un fatto di grande valore e di estrema importanza”, dichiara valerio BONDI, segretario generale flai emilia-romagna. ne da’ notizia un comunicato della flai cgil che cosi’ prosegue: “a dieci anni dall’approvazione della legge 199/2016 contro lo sfruttamento, l’impegno promosso dalla regione con il nuovo patto per il lavoro per la piena applicazione della norma a partire dall’istituzione e dalla promozione del funzionamento delle sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualita’, di strumenti per superare l’intermediazione illecita di manodopera e forme di lavoro nero e grigio che spesso celano forme di sfruttamento e alla promozione dell’introduzione degli indici di coerenza previsti nella legge 199/2016 per sostenere il rispetto delle norme giuslavoristiche e il contrasto alle pratiche sleali e’ strategico per ridare dignita’ al lavoro primario, ancora troppo spesso macchiato da forme di illegalita’ – sottolinea il segretario BONDI- che conclude evidenziando anche l’importanza di prevedere che il modello che si sta immaginando per il contrasto allo sfruttamento in agricoltura possa essere esportato anche in altri settori”. soddisfazione e’ stata espressa anche da silvia GUARALDI, segretaria nazionale della flai cgil: “l’emilia romagna segna un passo importante nell’impegno al contrasto allo sfruttamento, forte anche di alcune esperienze che riteniamo di portata eccezionale e che pensiamo possano e debbano diventare modello da esportare – da adattare alle specificita’ dei diversi territori – come il rafforzamento con supporto di mediatori culturali dei centri per l’impiego per superare l’intermediazione illecita di manodopera e l’istituzione di una rete di trasporto pubblico e legale per i lavoratori agricoli. con la promozione dell’introduzione degli indici di coerenza come elemento di rispetto della legalita’ e di contrasto a pratiche sleali e con l’impegno a rafforzare l’operativita’ delle sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualita’ quale luogo deputato a delineare soluzioni di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo concrete, partecipate e con un ruolo strategico delle istituzioni pubbliche e delle parti sociali si mette a terra quel modello integrato che sottende alla parte preventiva della legge 199/2016 che ancora non ha trovato piena applicazione”.

