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“legacoop agroalimentare accoglie con favore lo stanziamento di 3 milioni di euro per il fondo di solidarieta’ nazionale a sostegno delle imprese di pesca e acquacoltura colpite da calamita’ naturali, approvato dal consiglio dei ministri”, informa un comunicato di legacoop agroalimentare che cosi’ prosegue: “‘non possiamo che vedere positivamente questo fondo, dedicato esclusivamente al settore della pesca e dell’acquacoltura’, spiega elena GHEZZI, responsabile pesca e acquacoltura di legacoop agroalimentare. ‘si tratta di uno strumento il cui finanziamento si era di fatto azzerato. da tempo chiedevamo un rifinanziamento e finalmente le nostre richieste hanno trovato esito favorevole per questo non possiamo che essere soddisfatti. lo stanziamento arriva in un momento in cui le imprese ne hanno un bisogno crescente’. un bisogno, sottolinea GHEZZI, direttamente legato agli effetti sempre piu’ marcati del cambiamento climatico sul comparto ittico. ‘il riscaldamento delle acque sta generando una vera e propria reazione a catena: fioriture algali, morie di pesci e molluschi, eventi che si ripetono con frequenza crescente e che mettono a dura prova la tenuta economica delle imprese. il fondo arriva in un momento in cui le aziende lo stanno aspettando da tempo e ne beneficeranno in modo significativo’. inoltre, spiega GHEZZI, ‘c’e’ da dire che il fondo, fin dalla sua istituzione con dlgs 154/2004, ha rappresentato un ottimo strumento di sostegno al settore’. per legacoop agroalimentare, il tema climatico non puo’ piu’ essere considerato un’emergenza episodica, ma un fattore strutturale con cui il settore e’ chiamato a confrontarsi in modo permanente, tanto sul piano della prevenzione quanto su quello degli strumenti di ristoro economico. ‘accogliamo con favore questo rifinanziamento, che risponde a un’esigenza reale e non piu’ rinviabile delle nostre imprese’, dichiara cristian MARETTI, presidente di legacoop agroalimentare. ‘allo stesso tempo, l’intensificarsi delle calamita’ naturali legate ai cambiamenti climatici ci impone di guardare oltre l’intervento straordinario. serve una strategia di lungo periodo, capace di affiancare al sostegno economico investimenti in prevenzione, monitoraggio e innovazione, affinche’ le imprese della pesca e dell’acquacoltura possano continuare a rappresentare un presidio economico e occupazionale per i territori costieri del paese'”.

