DIGA A SECCO SENZA ACQUA ASCIUTTA ARIDA ARIDITA' SICCITA' BACINO SECCO GENERATE AI IA INVASO PROSCIUGATO ASCIUTTO

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“a livello globale, lo scorso mese di agosto e’ stato il piu’ caldo di sempre con un’anomalia positiva media di +0,85° rispetto alla media 1991-2020 (elaborazione anbi su dati copernicus); e’ dalla terza decade di giugno che le temperature medie degli oceani sono le piu’ alte mai registrate, raggiungendo il record assoluto, lunedi’ 24 agosto, con 21,11° (apice precedente: 21,09° tra febbraio e marzo 2024. fonte: copernicus); il mar mediterraneo ancora registra, in un’ampia zona fra tirreno centro-meridionale e costa meridionale della sicilia fino al nord africa, temperature superiori ai 32° e durante il mese appena trascorso, su gran parte delle coste occidentali dell’italia e della francia meridionale, le anomalie medie mensili di temperatura delle acque erano fino a 4° superiori alla norma con picchi fino a +6°. (fonte: consorzio lamma). sono questi i dati del clima torrido, che ci accompagna lungo la penisola dalla terza decade di maggio e che sembra destinato a continuare anche in questo avvio di autunno meteorologico (dal 1° settembre) ancora caratterizzato dalle immagini della crisi dei grandi fiumi, delle distese di campi rinsecchiti in mezza europa, dei danni per improvvisi e devastanti fenomeni meteorologici”. lo rende noto un comunicato dell’associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e della acque irrigue-anbi, che cosi’ prosegue: “‘questi dati, che confermano il nostro paese come hotspot della crisi climatica, evidenziano pero’ anche le carenze infrastrutturali e la generale impreparazione ad affrontare tali eventi’, commenta francesco VINCENZI, presidente di anbi. ‘siamo attrezzati ad immagazzinare uno stock sufficiente d’acqua, che ci permetta di affrontare 4 mesi di temperature record, considerando, ad esempio, che oltre il 10% delle campagne irrigue ha subito una condizione di siccita’ estrema nelle settimane estive? siamo in grado di contrastare i sempre piu’ numerosi incendi, che solo in questa estate hanno interessato circa 1.200.000 ettari nei paesi mediterranei? siamo in grado di far fronte agli eventi estremi, che gia’ ora stanno colpendo il nostro paese e che nei prossimi mesi si intensificheranno come conseguenza diretta del caldo eccezionale e del riscaldamento marino?’, si chiede pleonasticamente massimo GARGANO, direttore generale di anbi. senza citare il dramma nepalese o l’alluvione nel grand canyon, l’osservatorio anbi sulle risorse idriche sottolinea che, nella sola settimana scorsa, grandinate anomale hanno colpito oltre 300 comuni dell’area padana e delle alpi orientali con chicchi che hanno raggiunto una grandezza di oltre 7 centimetri (fonte: eswd -european severe weather database), cosi’ come le chiese cremonesi sono state sfregiate da un’improvvisa tempesta durata appena pochi minuti. tali eventi, unitamente ad altri fenomeni estremi registrati in questa estate, hanno tuttavia contribuito a rivitalizzare fiumi e bacini del nord italia, rappresentando pero’ anche il probabile preludio ad un autunno molto complesso per l’italia, il bacino mediterraneo e l’europa. i grandi laghi sono, infatti, tornati a riempirsi: il livello del verbano, in meno di un mese, e’ cresciuto di oltre 70 centimetri ed e’ ora ad oltre meta’ della propria capienza (52,7%), il lario si e’ alzato di oltre 95 centimetri ed e’ al 61,2% di riempimento, mentre il sebino e’ al 49,3%; in controtendenza c’e’ il benaco, che scende al 45%. il fiume po, che per lungo tempo ha subito un’ingressione marina di quasi 30 chilometri, e’ tornato a registrare maggiori flussi idrici, seppur inferiori ai valori medi di questo periodo (a pontelagoscuro, la portata e’ di quasi 647 metri cubi al secondo, circa il 30% meno del consueto). in valle d’aosta, la portata della dora baltea e’ indicativamente in linea con i valori medi storici. in piemonte, ancora scarsi sono i flussi nel fiume tanaro (il deficit di portata arriva a toccare -33% circa); recupera invece la stura di demonte, superando i valori tipici del periodo, mentre i flussi della toce sono il 25% piu’ scarsi della media. per quanto riguarda lo stato delle riserve idriche in lombardia, bisogna segnalare un netto miglioramento ed una riduzione del deficit idrico da -51% a -34% (fonte: arpa lombardia), fortemente influenzato dall’andamento positivo dei grandi laghi. tra i fiumi della liguria crescono soprattutto i livelli di vara ed argentina. in veneto, seppur dimezzato rispetto al consueto (-54%), il flusso del fiume adige torna al di sopra del livello critico fissato a mc/s 80 mc/s; ancora fortemente negative, invece, le performance di bacchiglione (-78% rispetto alla portata media storica), brenta (-40%), livenza (-40%). tra i fiumi dell’emilia-romagna e’ da segnalare l’andamento idrometrico negativo di taro e reno, i cui flussi sono ancora al di sotto dei valori minimi storici, mentre positiva e’ la portata dell’enza, maggiore della media storica. le dighe piacentine di molato e mignano trattengono complessivamente 780.000 metri cubi d’acqua ed i loro bacini sono pieni rispettivamente al 2,4% ed al 6%. caldo estremo e scarse piogge sono la causa dell’abbassamento repentino delle altezze idrometriche dei laghi naturali dell’italia centrale e della riduzione dei flussi in alveo. in toscana, le portate dei fiumi serchio ed arno sono piu’ scarse del normale (rispettivamente -24% e -35% rispetto alla media); addirittura ancora al di sotto del deflusso minimo vitale, invece, e’ il flusso nell’ombrone. nelle marche, e’ del fiume potenza il record negativo di portata, mentre i volumi idrici, trattenuti dalle dighe (mln. mc. 39,68), registrano valori nettamente inferiori al recente triennio. in umbria, il lago trasimeno vede scendere il proprio livello idrometrico, a polvese, al di sotto di -m.2 (precisamente -m.2,03) con un calo di 10 centimetri in meno di un mese; in riduzione anche la portata del fiume topino. nel lazio, prestazioni fortemente negative sono registrate dai laghi vulcanici, a cominciare da quelli dei castelli romani (albano e nemi), la cui altezza e’ calata di ben 17 centimetri in circa un mese. sempre nella provincia capitolina, il lago di bracciano registra una riduzione di livello pari a cm.12. nel viterbese, l’abbassamento del livello dello specchio lacustre di vico e’ quantificabile in 10 centimetri in 25 giorni, mentre quello di bolsena perde ‘solo’ 4 centimetri (fonte: aubac). i flussi del fiume tevere, nel centro di roma (mc/s 86,28) si mantengono su valori in linea con le medie degli ultimi 6 anni, ma superiori a quelli registrati lo scorso anno in questo periodo. questo, nonostante il caldo implacabile, che da oltre 100 giorni sta soffocando la capitale ed in cui sono stati registrati ben 93 giorni con massime superiori ai 30 gradi; di questi: 52 sono stati i giorni ‘torridi’, in cui la temperatura ha superato i 35° (nel 2025 era accaduto 48 volte) e, tra questi, per 40 volte si sono superati i 37°. simbolo della ‘tropicalizzazione’ romana sono le notti, in cui il caldo afoso non da’ tregua e la colonnina di mercurio non scende al di sotto dei 20°: finora, nel 2026, e’ accaduto 86 volte con ben 36 notti definibili ‘super tropicali’ con temperature mai inferiori ai 25°c. in campania sono negativi i valori di portata, registrati dal fiume garigliano. in abruzzo, nonostante il grande caldo estivo (a giugno, +3,10°; a luglio +2,69°) ed il marcato deficit pluviometrico (giugno, -57% di pioggia; luglio -21,6%), l’invaso di penne, cosi’ come altri bacini della regione, trattiene ancora 2,95 milioni di metri cubi d’acqua: per il mese di agosto si tratta del secondo valore maggiore, registrato nel decennio. in molise, il livello dell’invaso del liscione e’ circa 4 metri superiore al 2025 ed anche in questo caso si tratta di uno dei risultati piu’ significativi da una decina d’anni a questa parte. va evidenziato che questo dato positivo e’ pero’ il frutto di 2 giorni di nubifragi devastanti ad inizio aprile 2026 e che hanno sconvolto la costa adriatica meridionale, risolvendo tuttavia una crisi idrica, che perdurava da 2 anni. in puglia, tale crisi aveva fiaccato soprattutto le imprese agricole della capitanata, lasciando a secco i rubinetti dei foggiani che, grazie ai forti eventi meteo di quest’anno, hanno invece potuto affrontare questa estate da caldo record con maggiore serenita’, potendo disporre di acqua abbondante per tutti gli utilizzi e potendo contare tuttora su 127 milioni di metri cubi d’ acqua stoccata nei serbatoi. nei principali invasi della basilicata restano ancora quasi 230 milioni di metri cubi di riserve idriche, cioe’ oltre 107 milioni in piu’ rispetto allo scorso anno. in sicilia, infine, ad agosto i bacini contenevano oltre 500 milioni di metri cubi d’acqua, cioe’ +63% rispetto ad un anno fa; per risalire ad annate migliori di questa, bisogna tornare indietro di ben 7 anni. ‘i dati – conclude il presidente di anbi, VINCENZI – dimostrano ancora una volta la necessita’ di adattare il territorio, migliorando l’efficienza delle infrastrutture idrauliche e realizzandone di nuove per trasformare l’estremizzazione degli eventi meteo da rischio a risorsa’.”.