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“il prezzo del grano duro biologico resta inchiodato alla borsa merci della camera di commercio di foggia, nonostante i segnali di ripresa del mercato e le condizioni per un adeguamento della quotazione di almeno 1 euro al quintale, ma nella seduta della commissione prezzi del 2 settembre una parte del mondo agricolo ha votato contro l’aumento, schierandosi di fatto con la componente industriale e contribuendo a mantenere invariata la quotazione, inchiodata a 31 euro al quintale”. lo rende noto un comunicato di coldiretti puglia, che cosi’ prosegue: “per coldiretti e’ una scelta grave e incomprensibile, perche’ arriva in un momento in cui e’ necessario dare un segnale concreto agli agricoltori e riconoscere, attraverso il prezzo, l’andamento effettivo del mercato. sulla formazione del prezzo – insiste coldiretti puglia – la rappresentanza si misura dalle scelte, chi siede al tavolo in nome degli agricoltori deve stare dalla parte di chi produce e difenderne il reddito, non contribuire a tenere il prezzo fermo a vantaggio di chi acquista. la cerealicoltura pugliese continua a fare i conti – denuncia coldiretti puglia – con costi elevati per sementi, carburanti, fertilizzanti, energia e lavorazioni, oltre ai rischi legati all’andamento climatico ed ogni compressione del prezzo all’origine incide direttamente sulla redditivita’ delle aziende agricole e sulla loro capacita’ di continuare a produrre. in questo quadro, coldiretti puglia ribadisce anche la necessita’ di rafforzare il sistema di formazione delle quotazioni, affinche’ i prezzi siano realmente rappresentativi delledinamiche del mercato e non finiscano per comprimere ulteriormente il reddito agricolo. ‘per questo sosteniamo con forza il percorso della commissione unica nazionale del grano duro – afferma mario DE MATTEO, presidente di coldiretti foggia – perche’ serve un sistema piu’ trasparente, capace di fotografare realmente il mercato e di rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori. la cun non e’ una questione burocratica: e’ una battaglia sindacale per dare piu’ forza a chi produce’. ‘non possiamo continuare con una filiera nella qualei costi vengono scaricati a monte e il valore viene distribuito a valle – aggiunge DE MATTEO – e l’agricoltore non puo’ essere l’anello debole della catena. deve essere messo nelle condizioni di ottenere un prezzo adeguato al valore della propria produzione. la difesa del reddito agricolo non puo’ restare una dichiarazione di principio, ma deve tradursi in scelte concrete’. ed e’ proprio sul terreno della trasparenza e della corretta informazione sul valore e sull’origine del prodotto che coldiretti puglia plaude anche alla campagna di comunicazione promossa dal ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste sulla pasta e sul grano italiano. gli spot del ministero rappresentano una importante operazione verita’ – sottolinea coldiretti puglia – perche’ aiutano il consumatore a leggere le etichette, a conoscere l’origine del grano e a scegliere consapevolmente, valorizzando anche la pasta realizzata con il 100% di grano italiano. e’ un’azione che va nella direzione giusta perche’ mette al centro contemporaneamente la salute e il diritto alla corretta informazione dei cittadini e il reddito degli agricoltori. per coldiretti puglia, infatti, non puo’ esistere una vera filiera italiana della pasta senza trasparenza sull’origine della materia prima. per anni la crescita della pasta italiana sui mercati nazionali e internazionali e’ stata accompagnata da una forte valorizzazione del concetto di “pasta italiana”, ma questo non sempre ha significato per il consumatore avere piena consapevolezza della provenienza del grano utilizzato. il consumatore deve poter scegliere – continua coldiretti puglia – e per scegliere deve sapere da dove arriva il grano con cui e’ stata prodotta la pasta che porta a tavola. e’ una questione di trasparenza, ma anche di rispetto verso il consumatore e verso gli agricoltori italiani, che producono secondo regole e standard rigorosi e devono poter competere sul mercato senza essere penalizzati da importazioni che comprimono il valore della produzione nazionale. la trasparenza sull’origine assume un valore ancora maggiore considerando che l’italia e’ un grande importatore di grano duro e che una parte rilevante delle importazioni proviene dal canada. coldiretti puglia ribadisce la necessita’ di garantire controlli rigorosi e informazioni chiare lungo tutta la filiera, affinche’ il consumatore possa conoscere l’origine della materia prima e le modalita’ con cui viene prodotta. da qui la necessita’ di fare sistema lungo tutta la filiera, creando condizioni per valorizzare il grano italiano e rafforzare il rapporto tra agricoltori, trasformatori, distributori e consumatori. coldiretti puglia rilancia quindi la proposta di favorire, anche nella grande distribuzione, spazi e percorsi di valorizzazione dedicati alle produzioni ottenute con grano 100% italiano, rendendo immediatamente riconoscibile il valore della materia prima nazionale. la battaglia per la trasparenza sull’origine si lega cosi’ direttamente a quella per il prezzo: se il consumatore viene informato e puo’ scegliere il prodotto italiano, anche l’agricoltore deve poter ottenere un riconoscimento economico adeguato per quella materia prima. servono piu’ controlli e servono anche le tecnologie gia’ disponibili per verificare rapidamente l’origine dei prodotti agroalimentari. la tracciabilita’ non puo’ essere soltanto uno slogan – conclude coldiretti puglia – deve diventare uno strumento concreto di tutela del consumatore e del produttore”.