ALLEVAMENTO PESCI PESCE ACQUACOLTURA PESCICOLTURA ITTICOLTURA GENERATE AI IA

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“costruire una strategia per il futuro della pesca e dell’acquacoltura dell’emilia-romagna, partendo dai numeri e dall’ascolto di chi ogni giorno lavora in mare, negli allevamenti, nei mercati e lungo l’intera filiera. per sostenere le imprese e il lavoro, accompagnare l’innovazione e il ricambio generazionale e affrontare trasformazioni ambientali ed economiche sempre piu’ rapide. con un dialogo che dall’emilia-romagna arrivi fino a roma e bruxelles, mentre si apre il confronto sulla futura programmazione europea dopo il 2027. sono questi gli obiettivi della prima edizione degli stati generali della pesca e dell’acquacoltura dell’emilia-romagna, promossi da viale aldo moro nell’ambito del programma nazionale feampa 2021-2027 e presentati oggi a bologna dal presidente della regione, michele DE PASCALE, e dall’assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca, alessio MAMMI, insieme al professor giulio MALORGIO dell’universita’ di bologna e al direttore di art-er, roberto RIGHETTI”. lo rende noto un comunicato della regione emilia-romagna, che cosi’ prosegue: “un percorso di conoscenza, ascolto e confronto che coinvolgera’ imprese e cooperative, associazioni di rappresentanza, consorzi, marinerie, operatori della trasformazione e della commercializzazione, mercati ittici, enti locali, universita’ e centri di ricerca, insieme alle istituzioni nazionali ed europee. tre gli appuntamenti in programma lungo la costa emiliano-romagnola. si parte venerdi’ 25 settembre a goro (fe), alle ore 9.30 nella sala consiliare del comune, con l’incontro dedicato a ‘l’acquacoltura tra cambiamento climatico e specie invasive. alla ricerca di un nuovo modello’. venerdi’ 9 ottobre, sempre alle 9.30, gli stati generali faranno tappa al museo della marineria di cesenatico (fc) per affrontare ‘strategie e opportunita’ per il futuro della pesca in emilia-romagna’. l’appuntamento conclusivo e’ fissato per venerdi’ 27 novembre a rimini, alle 9.30, nella sala ressi del teatro galli, con un confronto sul ‘ruolo dei contributi comunitari. dal feampa alla nuova programmazione 2028-2034, novita’ e prospettive’. per maggiori informazioni e’ possibile consultare il sito web degli stati generali della pesca e dell’acquacoltura sul portale della regione (shorturl.at/5WBQZ). un percorso territoriale pensato per mettere a confronto le specificita’ delle diverse marinerie e delle aree produttive regionali e trasformare l’esperienza diretta degli operatori in proposte per le politiche dei prossimi anni. le indicazioni raccolte nelle tre tappe saranno infatti sistematizzate insieme alle evidenze del rapporto conoscitivo realizzato con il supporto tecnico di art-er, con l’obiettivo di individuare priorita’ condivise e contribuire sia all’attuazione dell’attuale feampa sia alla definizione delle politiche regionali ed europee successive al 2027. a fotografare il peso e insieme le trasformazioni del comparto sono i dati del dossier realizzato per gli stati generali. nel 2025 erano 2.597 le imprese attive nella filiera regionale della pesca e dell’acquacoltura, con 4.415 addetti. la produzione della branca pesca e acquacoltura ha raggiunto 71,2 milioni di euro, con 33,7 milioni di valore aggiunto. una filiera caratterizzata da una specializzazione particolarmente forte nell’acquacoltura marina, dove operava il 64,3% delle imprese del settore regionale. nello stesso anno la flotta contava 574 imbarcazioni, al netto delle unita’ asservite agli impianti di acquacoltura, e ha realizzato 14,7mila tonnellate di catture. nel 2024 l’emilia-romagna ha realizzato il 12,4% delle catture italiane, collocandosi al terzo posto tra le regioni per quantita’ pescate. ‘la pesca e l’acquacoltura sono lavoro, imprese, competenze, sicurezza alimentare, presidio del territorio e identita’ delle comunita’ costiere – dichiara il presidente michele DE PASCALE-. con gli stati generali vogliamo aprire un confronto vero sul loro futuro, consapevoli delle difficolta’ che il settore sta attraversando e della necessita’ di costruire risposte che non siano soltanto emergenziali. dobbiamo costruire le condizioni perche’ le nostre 2.500 imprese e gli oltre 4mila addetti possano programmare, investire e innovare, mantenendo prospettive economiche e produttive nel tempo. vogliamo farlo insieme a chi questo settore lo vive ogni giorno, mettendo allo stesso tavolo marinerie, acquacoltori, cooperative, associazioni, ricerca e istituzioni, dal territorio fino al ministero e all’unione europea. seguiamo con la massima attenzione il negoziato sulla programmazione comunitaria 2028-2034 – conclude il presidente -. la pesca e l’acquacoltura hanno bisogno di risorse chiare, adeguate e direttamente accessibili. non possiamo permettere che, proprio mentre le nostre marinerie affrontano la transizione ambientale, energetica e tecnologica, in una fase di crescenti difficolta’ per la pesca costiera e l’acquacoltura, si riduca la capacita’ di investimento delle politiche europee. difendere la redditivita’ e il lavoro di questo settore significa difendere il futuro di una filiera strategica dell’emilia-romagna’. ‘siamo di fronte a trasformazioni strutturali – spiega l’assessore alessio MAMMI -. cambiano gli ecosistemi e il clima, cambiano i mercati, aumentano i costi e le imprese devono confrontarsi con condizioni sempre piu’ complesse. in questo quadro, serve promuovere innovazione per la filiera della pesca e dell’acquacoltura, dove l’emilia-romagna concentra oltre il 25% dei ricavi nazionali. dobbiamo sostenere il reddito delle imprese, rafforzarne la capacita’ di affrontare questi cambiamenti, e supportare segmenti fondamentali ma vulnerabili come la piccola pesca, rendendo questo lavoro attrattivo per le nuove generazioni. l’emilia-romagna sta gia’ facendo la propria parte mettendo in campo quasi 40 milioni di euro con la programmazione feampa 2021-2027, oltre al pieno utilizzo delle risorse precedenti e agli investimenti regionali, pari a 5 milioni di euro, per contrasto alle calamita’ come granchio blu, anossia e mucillagine, e altre risorse. allo stesso tempo, a livello nazionale servono strumenti stabili: occorre dare continuita’ anche alle risorse per proteggere le aziende dagli impatti del cambiamento climatico’. i numeri restituiscono un settore con un peso nazionale rilevante e interessato negli ultimi anni da una profonda trasformazione. nel 2025 la filiera contava 2.597 imprese, 2.837 unita’ locali e 4.415 addetti. il settore primario rappresentava oltre l’80% delle imprese, mentre l’acquacoltura marina da sola concentrava il 64,3% delle aziende e oltre il 40% dell’occupazione della filiera. un peso che emerge anche dai dati economici delle societa’ di capitali e delle cooperative della filiera, che nel 2024 hanno generato complessivamente oltre un miliardo di euro di ricavi e piu’ di 87 milioni di valore aggiunto. particolarmente rilevante il ruolo dell’acquacoltura marina, dove l’emilia-romagna concentra il 25,6% dei ricavi nazionali. l’evoluzione dell’ultimo decennio mostra una progressiva ricomposizione delle attivita’: tra il 2014 e il 2024 le unita’ locali della pesca marina si sono ridotte del 39,9% e gli addetti del 26,2%, mentre nell’acquacoltura marina sono cresciuti rispettivamente del 38,5% e del 47,6%. la flotta emiliano-romagnola, pur rappresentando nel 2024 il 5,1% dei battelli italiani, ha prodotto il 12,4% delle quantita’ pescate a livello nazionale, collocando l’emilia-romagna al terzo posto tra le regioni italiane. nello stesso anno le catture hanno raggiunto 15.592 tonnellate, per un valore di 46,7 milioni di euro. un dato che conferma il peso della pesca regionale in termini di volumi, con caratteristiche legate anche alla composizione del pescato: nel 2024 il valore medio era di circa 3 euro al chilogrammo, rispetto ai 5,5 euro della media nazionale, anche per la significativa incidenza del pesce azzurro nelle catture. piu’ articolata la situazione della piccola pesca, che tra il 2015 e il 2025 ha registrato un ridimensionamento delle catture e dei ricavi, con effetti anche sui ricavi per giornata di pesca e per imbarcazione. rispetto alla pesca di maggiori dimensioni, il comparto presenta una maggiore vulnerabilita’ economica, legata anche all’invecchiamento degli operatori, alla minore capacita’ di investimento e alle piu’ limitate prospettive di ricambio generazionale, pur mantenendo un ruolo importante nel presidio delle aree costiere e nella conservazione delle tradizioni locali. l’acquacoltura e la molluschicoltura costituiscono uno dei tratti distintivi del sistema regionale. nel 2024 risultavano attive 118 concessioni, corrispondenti a 175 unita’ di impianto, dedicate soprattutto a vongole e mitili. nel 2025 sono stati prodotti circa 13,9 milioni di chilogrammi di mitili, mentre la produzione di vongole ha raggiunto circa 5 milioni di chilogrammi, in recupero rispetto ai 4 milioni del 2024. accanto a queste dinamiche si registrano nuove possibilita’ di diversificazione. l’ostricoltura, ad esempio, ha raggiunto nel 2025 una produzione di circa 43,8mila chilogrammi; altre traiettorie riguardano le nuove tecnologie applicate agli impianti e al monitoraggio ambientale, la digitalizzazione, l’acquacoltura rigenerativa e la valorizzazione delle produzioni e dei sottoprodotti. anche i mercati raccontano una filiera articolata e fortemente integrata negli scambi. i cinque principali mercati ittici regionali – cattolica (rn), cesenatico (fc),goro (fe), porto garibaldi (fe) e rimini (rn) – hanno registrato nel 2025 scambi per 25,8 milioni di euro, l’11% in piu’ rispetto al 2022. sul fronte del commercio con l’estero, nello stesso anno l’emilia-romagna ha esportato prodotti ittici per 127 milioni di euro e ne ha importati per 934,7 milioni, con un saldo commerciale negativo di 807,7 milioni di euro, riconducibile in larga parte ai prodotti lavorati e conservati”.