IL PORTO DI PORTICELLO SANTA FLAVIA BARCA BARCHE PESCHERECCIO PESCHERECCI

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“costo del gasolio, complessita’ amministrative, invecchiamento della flotta e una concorrenza sempre piu’ serrata per lo spazio marittimo, conteso tra trasporti, turismo, aree marine protette e rinnovabili offshore: sono questi gli squilibri che, secondo legacoop agroalimentare, rischiano di svuotare di contenuto la strategia europea per le comunita’ costiere se la pesca non verra’ riconosciuta come uno dei suoi pilastri. e’ il tema al centro dell’intervento di elena GHEZZI, responsabile del settore pesca e acquacoltura di legacoop agroalimentare, all’incontro organizzato dall’onorevole giuseppe LUPO con il commissario europeo costas KADIS per affrontare il tema delle strategie delle aree costiere”. lo rende noto un comunicato di legacoop agroalimentare, che cosi’ prosegue: “l’incontro si e’ tenuto a villa filippina di palermo con la partecipazione di legacoop sicilia nella cornice di madrea, la festa della cooperazione siciliana. ‘quando parliamo di comunita’ costiere non parliamo soltanto di territori che si affacciano sul mare, ma di comunita’, economie locali, tradizioni, competenze – ha spiegato GHEZZI -. per questo credo che la strategia europea debba riconoscere con maggiore chiarezza che la pesca non e’ un’attivita’ marginale, ma uno degli elementi che tengono vive le comunita’ costiere. la pesca non deve essere destinataria della strategia, ma un pilastro’. anche secondo filippo PARRINO, vice presidente vicario di legacoop agroalimentare e presidente legacoop sicilia, ‘la pesca e’ lavoro, identita’ e futuro e l’europa non puo’ decidere sul mare senza coinvolgere i pescatori. la cooperazione e’ pronta a contribuire a una transizione ecologica giusta, che non lasci indietro nessuno’. un equilibrio sempre piu’ difficile da trovare. per GHEZZI il punto di partenza resta la ricerca di un equilibrio tra esigenze sempre piu’ difficili da conciliare. ‘il problema non e’ la presenza delle varie attivita’ in mare, ma come vengono pianificate e come interagiscono fra loro – ha osservato GHEZZI -. dobbiamo passare da una logica di competizione a una logica di coesistenza’. un esempio, per la responsabile pesca di legacoop agroalimentare, e’ quello delle rinnovabili offshore: ‘va bene la transizione energetica, ma nelle comunita’ costiere non possiamo rischiare che si trasformi in una transizione economica e sociale pagata dai pescatori -spiega GHEZZI -. serve il coinvolgimento dei pescatori fin dall’inizio dei processi, con la public acceptance riconosciuta come parte integrante del percorso decisionale, come del resto ci chiede anche la direttiva red iii. e una parte dei profitti generati da queste attivita’ deve rimanere nelle comunita’ costiere’. da qui la richiesta di processi di pianificazione dello spazio marittimo realmente partecipativi: ‘ben venga la revisione della direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo, ma solo se sara’ costruita con questo approccio’, afferma. il secondo nodo evidenziato da GHEZZI riguarda la definizione stessa di sostenibilita’ nella futura politica comune della pesca: ‘non deve misurare la sostenibilita’ solo con indicatori biologici degli stock, come la mortalita’ per pesca, ma tenere in considerazione anche il cambiamento climatico, la redditivita’ delle imprese e l’occupazione. e’ un lavoro difficile, ma va fatto: lo stecf deve completare il lavoro sugli indicatori sociali, non possiamo piu’ farne a meno. non dobbiamo scegliere tra pesca e ambiente, perche’ sono facce della stessa medaglia’. GHEZZI si e’ soffermata anche sul tema dei crediti blu di carbonio, come prevede la strategia ue, legati a praterie di posidonia, zone umide e molluschicoltura: ‘dobbiamo chiederci come trasformare tutto questo in un’opportunita’ per le comunita’ costiere, e anche in questo caso una parte del valore generato dovrebbe rimanere a chi contribuisce. serve un quadro comune europeo per i crediti blu di carbonio che garantisca integrita’ ambientale con una chiara dimensione territoriale. in questo contesto i pescatori possono diventare parte della soluzione, collaborando alla raccolta dei dati e al ripristino degli habitat’. ‘la vera sfida non e’ scegliere tra pesca e ambiente, ma trovare un equilibrio’, ha concluso GHEZZI, indicando quattro priorita’ per legacoop agroalimentare: una governance realmente integrata dello spazio marittimo; una maggiore partecipazione delle comunita’ costiere ai processi decisionali; strumenti finanziari di accompagnamento per la transizione; l’integrazione della dimensione economica e sociale delle politiche della pesca dentro le politiche di conservazione ambientale e di transizione energetica”.