TOMMASO BATTISTA PRESIDENTE COPAGRI

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“la proroga annuale per l’obbligo di consegna e registrazione delle olive da olio entro sei ore viene incontro alle numerose perplessita’ avanzata dalla filiera e va a scongiurare il rischio che lo stringente limite temporale individuato potesse limitare fortemente l’approvvigionamento olivicolo, con ricadute dirette sulle economie locali e sulla disponibilita’ complessiva di prodotto’. lo sottolinea il presidente della copagri tommaso BATTISTA, ringraziando pertanto il masaf per aver prontamente raccolto l’appello della confederazione e ricordando che il comparto sta gia’ attraversando una fase complessa”, informa un comunicato di copagri che cosi’ prosegue: “‘tale obbligo, infatti, derivante dalle disposizioni introdotte con la cosiddetta legge sul made in italy e destinato a tutte le imprese che acquistano e rivendono olive da olio, ivi comprese le op e i consorzi, avrebbe rischiato di complicare la movimentazione delle olive, soprattutto sulle medie e lunghe distanze, andando in tal modo a penalizzare gli olivicoltori e i frantoi lontani dai principali areali produttivi’, osserva BATTISTA, spiegando che ‘l’obbligo riguarda tutte le operazioni di acquisizione e cessione delle olive dagli olivicoltori ai commercianti, dai commercianti ad altri commercianti e dai commercianti ai frantoi’. ‘grazie al nuovo rinvio accordato, che fa slittare a luglio 2027 l’entrata in vigore delle disposizioni relative alla consegna delle olive e fa seguito a un intervento del medesimo tenore arrivato lo scorso anno, si potra’ continuare a lavorare per intervenire in maniera ragionata e concertata sulle diverse criticita’ applicative di una norma piu’ che condivisibile in termini di intenti, ma alquanto discutibile sul piano operativo’, continua il presidente, secondo cui ‘l’obiettivo e’ scongiurare un ulteriore laccio al collo del comparto’. ‘proprio per questo, la priorita’ deve essere quella di mettere mano ai termini di consegna individuati dalla norma, andandoli sensibilmente a incrementare e innalzandoli possibilmente fino a 24 ore, in modo da ‘avvicinare’ tutte quelle centinaia di produttori olivicoli che per le piu’ disparate ragioni non si trovano nelle immediate vicinanze di centri di raccolta e frantoi. il settore olivicolo-oleario nazionale vive una situazione estremamente delicata, stretto nella morsa tra i costi di produzione in continuo aumento e le quotazioni scese in alcuni casi addirittura sotto i 5 euro/l, senza contare le elevate giacenze di prodotto, peraltro in forte e costante svalutazione; senza contare il fatto che e’ ormai prossimo il momento delle operazioni di raccolta delle olive’, conclude BATTISTA”.