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“in veneto oltre 9.000 fra anziani e persone non autosufficienti sono in lista d’attesa per l’impegnativa di residenzialita’ (ovvero un posto in una rsa convenzionata)”. lo rende noto un comunicato dell’associazione nazionale pensionati cia veneto, che cosi’ prosegue: “e il trend, fa sapere l’anp cia veneto, e’ in costante aumento: ‘questa e’ un’emergenza sociale, ci attendiamo risposte concrete da parte della regione e delle altre istituzioni competenti’. non solo. a motivo dei rincari generalizzati, sono previsti aumenti di 295 euro all’anno per quegli ospiti che beneficiano della stessa impegnativa di residenzialita’ (in questo caso la quota e’ parzialmente coperta dalla regione, mentre le retta media mensile si attesta sui 1.920 euro al mese). per quanto riguarda i posti privati, invece, cioe’ senza impegnativa della regione, la retta media mensile ha raggiunto i 2.731 euro al mese, con un incremento medio di oltre 45 euro al mese rispetto alle rilevazioni precedenti (rielaborazione dati inac veneto). le province di venezia (con una media di 69,50 euro al giorno) e padova (68,20 euro al giorno) registrano le tariffe piu’ elevate. il bellunese presenta la media giornaliera piu’ ‘bassa’: circa 55,10 euro al giorno. ‘si pongono diverse questioni – precisa il presidente dell’anp cia veneto, giovanna GAZZETTA – in primo luogo, in tutto il veneto vi sono migliaia di anziani in attesa di entrare in una casa di riposo. in seconda battuta, la quota mensile non e’ sostenibile per la maggioranza degli ospiti. non sempre bastano, infatti, la pensione e l’eventuale assegno di accompagnamento’. ‘serve una riforma strutturale delle rsa, ferma da piu’ di vent’anni – osserva – anche per avere uniformita’ relativamente alle valutazioni, agli accessi alle strutture e alle rette’. e ancora, ‘sono pure necessari investimenti nella specializzazione del personale e l’aumento del contributo nel caso di non autosufficienti ricoverati’. inoltre, occorrono risorse ‘continuative’, e non a spot, per quei familiari che assistono le persone con disabilita’ grave, come indicato dalla legge 33/2023 (legge delega per la riforma organica delle politiche in favore delle persone anziane, in particolare quelle non autosufficienti). si noti che il finanziamento della stessa norma deve gravare principalmente sul governo, mediante una copertura strutturale. inoltre, ‘va promossa una cura domiciliare adeguata: se le condizioni lo permettono, la persona disabile sta meglio a casa, dove ha sempre vissuto, con le proprie sicurezze’. non lasciamo sole quelle famiglie che hanno al loro interno delle persone fragili: ‘si tratta anzitutto di una questione di dignita”. un dato su tutti impone una riflessione. in veneto, il 25% dei pensionati percepisce una pensione fino a 750 euro al mese. ‘dopo aver lavorato una vita per le comunita’, questi sono i numeri. fra le categorie maggiormente in difficolta’, quella degli agricoltori’. ‘continueremo la nostra battaglia nelle sedi opportune a favore dell’aumento delle pensioni minime’, conclude il presidente”.
