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“l’olivicoltura italiana sta subendo gli effetti di una tempesta perfetta che minaccia di spazzare via intere economie territoriali e comparti produttivi d’eccellenza; un fortunale che vede i produttori agricoli schiacciati da costi di produzione piu’ che raddoppiati, trainati dagli incrementi di energia, carburanti e fertilizzanti, e da quotazioni all’origine che per le olive e l’olio extravergine hanno subito un tracollo superiore al 50% su base annua”. lo sottolinea il presidente della copagri tommaso BATTISTA, dando conto di quanto emerso durante una riunione della consulta olivicola della confederazione. “a rendere lo scenario ancora piu’ allarmante e’ il contesto geopolitico e commerciale internazionale, che vede la spagna proiettata verso una produzione stimata di 1,6 milioni di tonnellate e la tunisia che sta conquistando importanti fette del mercato statunitense”, aggiunge il presidente, ad avviso del quale “se i produttori olivicoli dovessero effettivamente fermarsi, l’italia rischierebbe un danno irreversibile, ovvero vedere le produzioni straniere soppiantare e occupare le quote di mercato nazionali, andando in tal modo a cancellare la presenza dell’extravergine 100% italiano da mercati chiave come europa e stati uniti”. “poiche’ e’ impensabile bloccare la produzione, ma anche continuare a lavorare senza poter neppure coprire i costi di produzione, bisogna intervenire rapidamente per invertire questo pericolosissimo trend”, continua BATTISTA, secondo cui “di fronte a questa gravissima emergenza, non e’ piu’ rinviabile la messa in campo di ulteriori interventi urgenti e indifferibili che valorizzino la qualita’ della produzione nazionale”. “l’orientamento emerso dalla consulta olivicola della copagri e’ quello di continuare a puntare sugli accordi di filiera e sulle intese commerciali con il canale horeca e con la gdo, con il principale obiettivo di promuovere e tutelare l’olio extravergine d’oliva 100% italiano garantendo un prezzo minimo che copra i reali costi di produzione”, spiega il presidente, invitando la politica a ragionare anche sul ricorso ai patti d’area, strumenti che grazie al coinvolgimento degli enti pubblici, delle parti sociali e di eventuali soggetti privati potrebbero rilanciare l’economia delle filiere e favorire lo sviluppo locale. “sotto altro profilo, e in vista del nuovo confronto con abi previsto la prossima settimana, bisogna accelerare il ragionamento sul credito a disposizione delle imprese olivicole, valutando la messa in campo di tutti gli interventi che possano garantire liquidita’ agli olivicoltori e ai frantoiani, sulla falsa riga di quanto avvenuto, ad esempio, con la cambiale per i frantoi oleari”, conclude BATTISTA, chiedendo inoltre “un intervento per favorire la rinegoziazione o la sospensione dei mutui e dei debiti d’impresa”.
