ALLEVAMENTO COZZE COZZA MITILI MITILE PRODUZIONE COLTIVAZIONE GENERATE AI IA

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con un comunicato slow food italia “si unisce alla battaglia di slow food puglia esprimendo la propria contrarieta’ all’ipotesi, circolata negli ultimi giorni, di una deroga all’ordinanza 8/2022 del comune di taranto che vieta l’introduzione di seme di cozza non autoctono nel mar piccolo. tale eventualita’ pone seri rischi di natura ecologica, biologica e ambientale, oltre che economica e sociale, ed e’ motivo di forte preoccupazione per il futuro della mitilicoltura a taranto, dove quasi cinque anni fa e’ stato lanciato il presidio slow food della cozza nera. nell’ordinanza del 2022 veniva messo nero su bianco che l’immersione nei seni del mar piccolo di mitili alloctoni, ‘dotati di caratteristiche fisiche e microbiologiche diverse da quelle delle cozze nere tarantine’, poteva causare l’introduzione di ‘specie aliene associate, quali alghe e invertebrati, idonee a generare inquinamento biologico, lesivo dell’equilibrio dell’ecosistema del sito, della qualita’ e integrita’ del prodotto autoctono nonche’, in via consequenziale, della salute pubblica’. per questo motivo, da quattro anni a taranto e’ vietato introdurre ‘seme o prodotto che non appartengano alla specie della cozza nera tarantina (mytilus galloprovincialis, lamarck 1819) o, pur appartenendovi, non siano di provenienza autoctona’. inoltre, veniva chiaramente evidenziato come eventuali deroghe fossero concedibili ‘per motivi di studio o ricerca’, da valutarsi ‘caso per caso’. oggi ci troviamo in un contesto completamente differente. la moria del seme di cozze, che sta mettendo in ginocchio i mitilicoltori di taranto, e’ dovuta al caldo eccezionale vissuto negli ultimi mesi, effetto della crisi climatica. introdurre un seme alloctono non risolve il problema e, al tempo stesso, rischia di causarne di nuovi: l’ingresso di specie aliene puo’ infatti generare la diffusione di patologie in grado di mettere a repentaglio il fragile ecosistema marino e le prospettive future di lavoro per i mitilicoltori locali. slow food italia e’ al fianco dei mitilicoltori e il presidio slow food – garanzia di qualita’ e tracciabilita’ del prodotto – e’ lo strumento con cui, da tempo, l’associazione li sostiene. spalancare le porte a materiale genetico di origine ignota significa sacrificare l’unicita’ e il valore del loro lavoro, cancellando gli sforzi di tutela fatti fino a questo momento”.