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“il vino italiano sbarca negli stati uniti mentre si avvia a conclusione una vendemmia ottima dal punto di vista della qualita’, una buona notizia per un settore alle prese con gli effetti della crisi, con costi aumentati e tensioni sui mercati internazionali. l’analisi e’ di coldiretti e filiera italia, in occasione dell’inaugurazione del vinitaly di new york, una due giorni di iniziative per rilanciare le bottiglie tricolori sul mercato a stelle e strisce dopo le difficolta’ scatenate da conflitti e guerre commerciali. in collaborazione con veronafiere, enoteca coldiretti torna negli usa per rafforzare la presenza del vino italiano in un mercato strategico, consolidare relazioni commerciali e raccontare la distintivita’ delle nostre produzioni”, informa un comunicato di coldiretti che cosi’ prosegue: “nell’ultimo anno e mezzo le vendite negli states hanno visto una perdita in valore di 300 milioni di euro, a causa di una combinazione di fattori nella quale hanno pesato sicuramente i dazi di trump ma anche gli effetti del dollaro debole, che ha diminuito il potere di acquisto dei consumatori americani. eppure la popolarita’ del vino italiano resta alta, grazie anche al traino del prosecco, dimostratosi non a caso il piu’ resiliente rispetto alle difficolta’. ed e’ da qui che occorre ripartire per rinsaldare il legame con il mercato americano, forti anche di un prodotto dalla qualita’ unanimemente riconosciuta. se le stime di coldiretti indicano un calo della produzione intorno al -10-15%, dal punto di vista qualitativo la vendemmia 2026 sara’ ricordata come un’eccellenza, grazie ad uve praticamente perfette. il caldo record ha ridotto le rese ed elevato il grado zuccherino, ma ha anche evitato gli attacchi dei parassiti. i prezzi pagati ai produttori sono in calo fino ad oltre il 20% rispetto allo scorso anno, mettendo in difficolta’ le aziende, anche alla luce dell’aumento spropositato dei costi di produzione, tra caro energia e aumento dei listini di tutti i materiali, dal vetro alla plastica. pesano sui consumi anche le campagne di demonizzazione che hanno preso di mira in maniera ingiustificata un prodotto cardine della dieta mediterranea, ma anche il ‘caro bottiglia’ che limita le vendite nei locali. dalla cantina al tavolo del ristorante il prezzo moltiplica in maniera spesso inaccettabile, finendo per far scaricare sui cittadini e sui viticoltori gli effetti della crisi. da qui la proposta di coldiretti negli usa di promuovere un patto con la ristorazione, a cominciare da quella internazionale, per rilanciare il posizionamento delle bottiglie tricolori sui mercati e venire incontro alla voglia di italianita’ da parte dei consumatori di tutto il mondo. ‘il futuro del vino italiano si riassume in tre parole: redditizio, accessibile e piacevole. redditizio, perche’ senza margini non ci sono investimenti e futuro; accessibile, perche’ il vino non puo’ diventare un lusso per pochi; piacevole, perche’ e’ cultura, convivialita’ e stare insieme – ha sottolineato luigi SCORDAMAGLIA, capo arei mercati, internazionalizzazione e politiche europee di coldiretti e ad filiera italia, intervenendo alla cerimonia inaugurale del vinitaly in usa – essere forti nel mondo significa prima di tutto dare valore ai produttori. promuovere il vino italiano non vuol dire solo vendere piu’ bottiglie, ma difendere la filiera e il suo valore’. nonostante le difficolta’ il vino resta comunque uno degli ambasciatori piu’ noti del made in italy, oltre che uno dei pilastri dell’economia agroalimentare, con un fatturato che ha superato i 16 miliardi di euro, grazie all’impegno di 241.000 imprese viticole e una superficie di 681.000 ettari. circa il 78% del vigneto italia e’ dedicata alle indicazioni geografiche (65% dop e 14% igp) ma il nostro paese vanta anche il record di biodiversita’ vitivinicola, con 635 varieta’ di uve iscritte al registro nazionale”.
