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questa settimana inizia in commissione bilancio l’esame del testo del ddl annuale e pluriennale di bilancio e le eventuali proposte di stralcio di parti estranee al contenuto. un ufficio di presidenza della commissione, che definira’ il calendario delle sedute, e’ programmato per domani. la commissione avra’ una serie di audizioni, la prossima settimana e fissera’ il termine per la presentazione degli emendamenti. a fine novembre la conferenza dei capigruppo fissera’ il termini dell’esame in aula.
MANOVRA: GAMBERINI (LEGACOOP), GOVERNO SPIEGHI COME
FAR CRESCERE ITALIA E RIDURRE DISUGUAGLIANZE
“‘il governo meloni deve rispondere a una domanda: come vuole far crescere l’italia? perche’ nel testo della nuova manovra non abbiamo trovato le risposte che ci attendevamo. il provvedimento presentato non offre ancora una risposta all’altezza dei problemi delle imprese e delle famiglie. non vediamo una strategia per la promozione della impresa e dell’economia sociale che tenga insieme investimenti, qualita’ del lavoro e servizi essenziali. e’ chiaro che non ci sono i fondi per ogni cosa, ma quella presentata appare legge con molte ‘una tantum’ e poche scelte strategiche e, nella sostanza, rischia di essere un’altra occasione persa per l’italia. il paese cosi’ rimane fermo’. e’ quanto afferma il presidente di legacoop, simone GAMBERINI, in vista dell’esame parlamentare della legge di bilancio”. lo rende noto un comunicato di legacoop. “riconosciamo i segnali positivi degli sgravi sugli aumenti contrattuali e delle agevolazioni per le assunzioni. ma singole misure, per quanto utili, non sostituiscono una politica di sviluppo”, evidenzia GAMBERINI, che aggiunge: “alla presidente MELONI chiediamo di indicare una direzione e di tradurla in scelte coerenti. il passaggio parlamentare deve servire a correggere questo limite della manovra”. “ci aspettavamo, dopo la presentazione a luglio del piano sull’economia sociale, che nel documento fossero previsti strumenti per la promozione che favorissero una strategia coordinata, in particolare sull’accesso al credito e sulla solidita’ delle garanzie e sulla finanza sociale, necessarie a favorire investimenti e nuova occupazione”, sottolinea GAMBERINI. “per legacoop, il primo banco di prova e’ il caro energia, un’emergenza economica e sociale che comprime i margini delle imprese e frena gli investimenti”, spiega il comunicato, che prosegue: “la manovra contiene misure utili, ma resta legata a un approccio emergenziale. occorre ridurre stabilmente le bollette e rafforzare l’autonomia energetica, investendo in efficienza, autoproduzione, rinnovabili e comunita’ energetiche, accessibili anche alle piccole imprese, con risorse aggiuntive che valorizzino la flessibilita’ concessa dall’ue. legacoop ha promosso e sostenuto le comunita’ energetiche, investendovi risorse, ed e’ pronta a contribuire al confronto con il governo e il parlamento. servono inoltre ristori tempestivi per le imprese piu’ esposte: subordinare i benefici dell’energy release a investimenti in decarbonizzazione pari al 100% dell’importo ottenuto rischia di renderli difficilmente accessibili proprio alle aziende in emergenza. manca poi un sostegno specifico alle imprese gasivore, dalla carta alla ceramica, all’acciaio e al vetro, tenendo conto degli investimenti gia’ realizzati e dei vincoli tecnologici che impediscono di elettrificare alcuni processi”. “se vogliamo imprese piu’ competitive, dobbiamo metterle nelle condizioni di investire e dobbiamo difendere la continuita’ produttiva e l’occupazione: sostenere i lavoratori che rilevano un’azienda in crisi e accompagnare il passaggio generazionale significa salvaguardare competenze, lavoro e capacita’ industriale”, afferma GAMBERINI. “il secondo banco di prova e’ la tenuta della sanita’ e dell’assistenza”, continua il comunicato. “quando i servizi pubblici non riescono a rispondere, il costo si trasferisce sulle famiglie: nelle spese per curarsi, nel tempo dedicato all’assistenza, nel lavoro a cui si rinuncia”, evidenzia il presidente di legacooop, che spiega: “il welfare e’ un’infrastruttura dello sviluppo. occorrono un finanziamento adeguato del servizio sanitario nazionale e servizi territoriali capaci di integrare cure e assistenza sociale, ma occorre anche un sistema di recupero automatico dei costi del lavoro negli appalti pubblici di servizi che consenta alle imprese di onorare gli aumenti contrattuali, far crescere i salari e non consumare il patrimonio delle imprese”. “la stessa coerenza deve valere per i giovani, collegando scuola e formazione a lavoro stabile, salari adeguati, accesso alla casa e prospettive previdenziali”, precisa il comunicato. “un incentivo all’assunzione e’ utile, ma da solo non permette a un giovane di costruire una vita autonoma; e’ su questa possibilita’ concreta che va misurata l’efficacia delle politiche pubbliche”, sottolinea GAMBERINI, che conclude: “la cooperazione e’ pronta a fare la propria parte con imprese, investimenti e servizi. il manifesto presentato alla biennale dell’economia cooperativa propone un patto per far crescere l’italia ampliando partecipazione e opportunita’. al governo chiediamo di assumersi la responsabilita’ di una strategia. al parlamento di dare alla manovra la prospettiva di sviluppo che oggi manca”.
MANOVRA: ABATE (CONFCOOPERATIVE SANITA’), SERVONO
RISORSE PER RAFFORZARE ASSISTENZA SOCIOSANITARIA
“‘la manovra 2027 affronta alcune criticita’ importanti del servizio sanitario nazionale, con alcuni interventi necessari, ai quali deve affiancarsi una risposta anche per l’assistenza sociosanitaria. la sanita’ non finisce negli ospedali: milioni di persone hanno bisogno ogni giorno di cure domiciliari, assistenza residenziale, servizi per la disabilita’ e la salute mentale, prestazioni che fanno parte dei livelli essenziali di assistenza e devonopoter contare su risorse adeguate’. e’ quanto dichiara mauro ABATE, presidente di confcooperative sanita’, commentando il disegno di legge di bilancio all’esame del parlamento”. lo rende noto un comunicato di confcooperative sanita’, che cosi’ prosegue: “la manovra sostiene l’aggiornamento delle tariffe per le prestazioni ospedaliere, la riabilitazione, la lungodegenza post-acuzie, la specialistica ambulatoriale e la protesica. non prevede invece risorse specificamente destinate all’adeguamento delle tariffe sociosanitarie, la cui determinazione compete alle regioni. ‘le competenze sono diverse, ma il diritto alla salute e’ lo stesso – sottolinea ABATE -. in molti territori le tariffe sociosanitarie sono ferme da anni o aggiornate solo parzialmente, mentre aumentano i costi del personale. i rinnovi contrattuali sono indispensabili per valorizzare il lavoro dei professionisti, ma i relativi incrementi devono trovare riconoscimento anche nella remunerazione pubblica delle prestazioni. senza contare poi l’impennata dei costi energetici e dei carburanti, a cui sommano tutta una serie di oneri per la compliance normativa, la cybersicurezza e l’adeguamento delle strutture’. il mancato adeguamento delle tariffe incide sulla capacita’ dei servizi accreditati e contrattualizzati con il servizio sanitario nazionale di mantenere e sviluppare l’offerta assistenziale e il rischio e’ che prestazioni gia’ riconosciute come essenziali diventino progressivamente meno accessibili. le conseguenze ricadono sulle persone fragili e sulle famiglie ma anche sulle altre strutture del ssn, come gli ospedali, chiamati a rispondere anche a bisogni che richiederebbero una presa in carico territoriale. rafforzare la sanita’ territoriale significa costruire una rete integrata tra servizi pubblici e privato accreditato, fondata sulla sussidiarieta’ e capace di collegare assistenza sanitaria e sociale. questa rete deve essere riconosciuta anche sul piano economico, valorizzando il contributo dei soggetti che concorrono alla garanzia dei lea. ne fanno parte le cooperative di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, le cooperative di farmacisti e quelle impegnate nell’assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale. una presenza radicata nelle comunita’ e particolarmente importante anche a sud e nelle aree meno servite. ‘anche le misure economiche destinate agli anziani – prosegue ABATE – devono essere valutate per la loro capacita’ di migliorare l’accesso all’assistenza. la carta sanitaria da 300 euro puo’ offrire un piccolo e temporaneo sostegno alle spese individuali, ma da sola non aumenta la disponibilita’ dei servizi. sarebbe piu’ utile destinare quelle risorse a chi garantisce ogni giorno la presa in carico di centinaia di migliaia di utenti. i 100 milioni aggiuntivi per alzheimer e demenze costituiscono un’opportunita’: sara’ decisivo capire come verranno utilizzati e quali risposte concrete produrranno nei territori. sostenere la domanda di assistenza e’ importante, ma bisogna assicurare in primis la capacita’ del sistema di rispondere. e’ su questo punto che la legge di bilancio puo’ fare un passo avanti. chiediamo al parlamento di destinare una quota delle risorse nazionali anche all’adeguamento delle tariffe sociosanitarie, nel rispetto delle competenze regionali. non si tratta di sostenere gli erogatori, ma di garantire il diritto alla salute e un’assistenza adeguata alle persone in condizioni di fragilita’, cronicita’ e non autosufficienza. non possiamo chiedere – conclude ABATE – ai servizi di assicurare continuita’ e qualita’ dell’assistenza senza riconoscerne i costi effettivi’.”.

