PESCA: GRANIERI (COLDIRETTI LAZIO), COVID 19 AFFONDA SETTORE

(riproduzione riservata)

“la stop forzato che ha subito la ristorazione e’ un duro colpo per il settore ittico che ha coinvolto anche la chiusura a cascata delle pescherie e dei mercati ittici all’ingrosso e alla produzione. ad aggravare la paralisi del settore sono stati anche limiti agli spostamenti che hanno influito sul crollo della domanda di pesce fresco per consumo casalingo, con la nuova tendenza a fare la spesa ogni 2-3 giorni, per evitare di doversi recare spesso al supermercato. cosa che accade ancora per evitare le lunghe file. questo ha portato i consumatori ad orientarsi verso conservati e surgelati”, osserva il presidente di coldiretti lazio, david GRANIERI. In difficolta’ anche gli oltre 800 allevamenti ittici diffusi lungo tutta la penisola. il consumo pro capite di pesci, molluschi e crostacei in italia si aggira attorno ai 30 chili all’anno con la preferenza fuori casa accordata – rileva la coldiretti – a polpo, vongole veraci, cozze da allevamento, seppia, tonno, astice, branzino, pesce spada e orata. “Tra le opportunita’ che possiamo continuare a sfruttare c’e’ sicuramente la possibilita’ di vendita a domicilio e l’asporto anche se non sufficiente ad aiutare il settore, soprattutto alla luce del crack turistico. In queste condizioni e’ necessario sostenere un settore sul quale pesa gia’ un forte dipendenza dall’estero da dove viene l’80% del pesce consumato in italia, anche per la mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero che hanno meno garanzie rispetto a quello made in italy”, sostiene GRANIERI.