SPRECO ALIMENTARE: ASSALZOO, MANGIMISTICA CIRCOLARE OGNI ANNO USATI 9 MLN DI TONNELLATE DI PRODOTTI

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“un sistema produttivo che sia compatibile con la tutela dell’ambiente richiede un uso piu’ efficiente delle materie prime. il ricorso a un modello di economia circolare, con il riutilizzo di input provenienti da altri cicli produttivi, e’ un’opportunita’ per ridurre l’impatto ambientale e aumentare il valore del settore agro-zootecnico-alimentare. assalzoo – associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici – vuole richiamare l’importanza della circolarita’ in occasione dell’ottava giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, oggi 5 febbraio. la mangimistica e’ storicamente un baluardo dell’economia circolare: ogni anno recupera, infatti, circa 9 milioni di tonnellate di materie prime secondarie che provengono dal circuito alimentare”, rende noto un comunicato stampa di assalzoo. “nella catena di valore l’industria mangimistica e’ in grado di valorizzare una notevole quantita’ di co-prodotti e sotto-prodotti dell’industria alimentare. sono sia quei prodotti senza ruolo per l’alimentazione umana – come le crusche che derivano dalla produzione di farina – o quei prodotti non piu’ destinati al consumo umano perche’ non conformi agli standard commerciali. la mangimistica li recupera e li reinserisce nella catena di valore che termina con la produzione di carne, latte, uova, pesce. ogni anno i produttori di mangimi valorizzano nel ciclo produttivo 4,7 milioni di tonnellate di co-prodotti come le farine di semi oleosi provenienti dall’industria dell’estrazione dell’olio di semi; 4,3 milioni di tonnellate di sotto-prodotti dell’industria alimentare, di cui circa 3,1 milioni di tonnellate di crusca che residua dalla lavorazione del frumento e circa 1,3 milioni di tonnellate di sotto-prodotti che derivano dalla produzione dello zucchero (melasso e polpe di barbabietole), dal settore lattiero-caseario (siero e latte in polvere) o degli amidi e della birra e dal ritiro di prodotti alimentari dal circuito della distribuzione per motivi commerciali”, aggiunge l’assoziazione. l’implementazione dell’economia circolare e’ solo una delle modalita’ nelle quali si articola il contributo della mangimistica alla transizione del settore agro-zootecnico-alimentare verso la sostenibilita’: “la quantita’ di co-prodotti e sotto-prodotti utilizzati rappresenta circa il 50% dell’output della mangimistica italiana”, afferma marcello VERONESI, presidente di assalzoo. “in questo modo il settore primario diventa ancora piu’ sostenibile grazie a una gestione oculata delle risorse che permette di ridurre sprechi e perdite dalla produzione alla vendita fino al consumo. un contesto nel quale la mangimistica rappresenta da sempre un modello esemplare di efficienza produttiva, di riferimento per altri comparti chiamati a dare il loro apporto al raggiungimento dell’obiettivo di ridurre sprechi e perdite alimentari, che l’onu si e’ posto nell’agenda per lo sviluppo sostenibile e che l’unione europea ha richiamato nella strategia farm to fork”, conclude VERONESI.