L’Albero di Marzo – Il Faggio

di Lucilla Ricottini, Medico Chirurgo, esperta di Omeopatia, Omotossicologia, Fitoterapia

Il mito

Il Faggio è una pianta svettante che “vive bene nella nebbia”, dato che predilige il clima umido ma non stagnante, e fiorisce in primavera. E’ stato ritenuto, fin dall’antichità, un albero caro agli Dei e quindi indistruttibile, capace di resistere anche alla violenza incendiaria del fulmine. Forse per questa capacità di resistenza che gli è stata attribuita, il faggio trovò spesso utilizzo negli incantesimi, per aumentare la pazienza e risolvere conflitti e malumori tra i membri di una stessa famiglia.

Ancora oggi, per tradizione popolare, si indossano braccialetti o ciondoli intagliati in legno di faggio, per aumentare le probabilità di riuscita di un desiderio, oppure quando si vogliono stimolare la fantasia e la creatività artistica.

Le proprietà in fitoterapia e in erboristeria

Il nome Fagus deriva dal termine greco “faghein”, che significa “mangiare”: i frutti del Faggio, detti anche “faggiole”, sono infatti commestibili e molto graditi da uccelli e animali selvatici quali scoiattoli e cinghiali. Spesso sono stati usati come cibo per i maiali. Una volta private del loro pericarpo velenoso, le faggiole si consumano arrostite come le castagne; possono anche venir tostate come nocciole o mandorle e, se macinate, diventano un discreto surrogato del caffè. Dai semi di questi frutti si estrae un olio dolciastro, che può essere usato come condimento.

Le foglie del faggio sono utilizzate ancora oggi come foraggio. Invece, dal legno di questo albero si ricava il creosoto, una sostanza medicinale caratterizzata da proprietà balsamiche ed espettoranti che la rendono indicata nelle affezioni polmonari. Se poi viene bruciato, questo legno produce un carbone utile a combattere l’acidità e ad assorbire gas e tossine intestinali.

In erboristeria la droga del Faggio è costituita dalla corteccia, dotata di proprietà astringenti e febbrifugheche ricordano un pò quelle della China. La Fitoterapia ha scoperto invece le proprietà diuretiche dei germogli di Fagus Sylvatica, indicandone l’uso nella ritenzione idrica e in alcune forme di obesità. Il Fagus stimola le difese organiche, abbassa il colesterolo e attiva le cellule di Kupffer del fegato.

Eccone in sintesi tutte le proprietà.

Gemme: allergie, insufficienza renale, ritenzione, edemi.

Semi: renella, calcoli renali.

Scorza giovane ramo: febbre, dolori muscolari e articolari.

Giovani radici: affezioni alle prime vie respiratorie, tosse, bronchite.

Floriterapia (Fiori di Bach)

Il Faggio è anche uno dei prodigiosi rimedi del Dott. Edward Bach, un medico gallese nato alla fine del 1800, che elaborò un sistema di “cura per l’Anima” utilizzando le essenze floreali di 38 piante. Beech (Fagus sylvatica) è, in particolare, il fiore adatto alle persone intolleranti e ipercritiche, sempre convinte delle proprie ragioni e incapaci di provare empatia. Il tipo Beech è ben rappresentato dall’immagine della bisbetica. La somministrazione di questo fiore, nella misura di 4 gocce 4 volte al giorno, può rendere questa persona – uomo o donna che sia – paziente e tollerante.

La ricetta

Per i bambini, facilmente soggetti ad infezioni respiratorie ricorrenti, è consigliabile ricorrere a due macerati glicerici dall’azione sinergica:

  • Fagus sylvatica (Faggio europeo) MG 1DH 20 gocce 2 volte al dì
  • Rosa canina MG 1DH 20 gocce 2 volte al dì

I macerati glicerici sono ben tollerati anche in giovanissima età e possono essere somministrati, puri o diluiti in poca acqua, senza il rischio di sovradosaggio. La combinazione qui consigliata rafforza il sistema immunitario e combatte le allergie.

Le gemme di faggio stimolano infatti la produzione di gamma globuline (anticorpi) mentre i giovani getti di rosa canina agiscono in senso antinfiammatorio e antiallergico.

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