PRE VERTICE ONU FOOD SYSTEM: INTERVENTI DI QU DENGYU, SERENI, MULLER E PRANDINI

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introdotta da maurizio MARTINA, assistente del direttore generale della fao si e’ tenuta oggi una sessione del prevertice sul tema “from the g20 matera declaration to the food system summit: a framework for emerging coalitions of action”, nel corso della quale sono intervenuti il direttore generale della fao QU DENGYU, il ministro della cooperazione economica e dello sviluppo tedesco gerd MULLER, la vice ministra degli esteri marina SERENI, la commissario all’agricoltura della commissione dell’unione africana josefa SACKO, il segretario all’agricoltura del messico victor VILLALOBOS, il capo economista della fao maximo TORERO, e il presidente della coldiretti ettore PRANDINI. “con l’emergenza covid il cibo e’ diventato la prima ricchezza dell’italia per un valore pari al 25% del pil con 538 miliardi di euro lungo l’intera filiera agroalimentare dal campo alla tavola e ben 4 milioni di lavoratori impegnati in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realta’ della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio”, ha detto il presidente della coldiretti ettore PRANDINI nel suo intervento al pre food system summit delle nazioni unite nella sessione dedicata a “from the g20 matera declaration to the food systems summit: a framework for emerging coalitions of action”. “si tratta del riconoscimento del ruolo svolto dalla coldiretti a livello nazionale ed internazionale nella promozione di un modello di agricoltura attento all’innovazione basato su sviluppo sostenibile, difesa dell’ambiente, della salute e dei diritti sociali con la valorizzazione del rapporto con i territori e delle produzioni locali. un impegno che ha portato l’italia ad essere leader mondiale nella tutela della biodiversita’, nella sicurezza alimentare e nelle produzioni di qualita’ che sono anche le piu’ contraffatte al mondo con un valore dei falsi che nel 2020 ha superato i 100 miliardi di euro”, informa il comunicato della coldiretti. “l’agroalimentare made in italy anche nella pandemia ha dimostrato la capacita’ di guardare al futuro. dalla transizione ecologica a quella digitale, siamo consapevoli del ruolo e della responsabilita’ che ogni agricoltore nel mondo ha davanti a se'”, ha spiegato PRANDINI nel sottolineare che “siamo produttori di vita e dal nostro impegno dipende in particolare la lotta alla fame e il contrasto alla poverta’, che troppo spesso vedono proprio donne e uomini del mondo agricolo soffrire piu’ di altri. solo se insieme lavoreremo per difendere il reddito degli agricoltori ad ogni latitudine, potremo pensare di spezzare le catene della poverta’”. “proprio filiera e’ una parola chiave. abbiamo dato vita a filiera italia che, insieme a coldiretti, unisce aziende di trasformazione e partner strategici per il settore agroalimentare. tra i principali obiettivi ci sono aumentare la sostenibilita’ e proteggere la biodiversita’, lottare contro l’italian sounding e il cibo falso, sviluppare un modello produttivo equo che riconosce valore agli agricoltori, garantire massima trasparenza ai consumatori e lavorare per l’etichettatura di origine obbligatoria”, ha affermato PRANDINI nell’evidenziare che “cosi’ abbiamo contaminato l’intera filiera agroalimentare di quei valori distintivi che si generano nel rapporto tra agricoltura e territorio e arrivano fino al consumatore. il giusto prezzo e il contrasto alle pratiche sleali e agli abusi di potere lungo la filiera sono qualcosa piu’ di una questione economica: sono questioni di democrazia, giustizia e liberta’. perche’ se il prezzo del cibo diventa un campo di speculazione a perdere saranno sempre gli agricoltori e i consumatori”. “l’emergenza globale provocata dalla pandemia ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualita’ e sicurezza con l’italia che puo’ contare sul maggior numero di specialita’ dop/igp/stg riconosciute (314), 526 vini dop/igp e 5.266 prodotti alimentari tradizionali custoditi lungo tutta la penisola da generazioni dagli agricoltori. una ricchezza da salvare che non ha solo un valore economico ma anche storico, culturale ed ambientale. l’italia ha 504 varieta’ iscritte al registro viti e 533 varieta’ di olive, e’ il primo produttore ue di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. e anche per quanto riguarda la frutta primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne. un patrimonio minacciato dalle imitazioni internazionali che non hanno alcune legame con il sistema agricolo nazionale”, aggiunge il comunicato coldiretti. “servono sistemi di etichettatura trasparenti sull’origine delle materie prime e che non siano ingannevoli e nello stesso tempo, non possiamo pensare a un modello dove vi sia spazio per l’artificio e i cibi sintetici, dove si assista alla concentrazione eccessiva dei fattori produttivi, dove prevalga l’interesse particolare delle grandi multinazionali che spingono per l’omologazione su un modello in sostanza dove il cibo sia sempre una commodity”, ha concluso PRANDINI nel sottolineare che invece “con la nostra idea di filiera sostenibile vogliamo affrontare il futuro non solo creando valore economico, ma guardando anche alla sua distribuzione e alla capacita’ di restituire valori positivi, sotto il profilo ambientale, sociale, territoriale”.