CONFAGRICOLTURA E FEDERALIMENTARE, SERVE PIANO INVESTIMENTI VERSO NET

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“diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, attuando gli obiettivi del green deal. e’ questo l’ambizioso obiettivo dell’unione europea che prevede tra gli attori in campo anche tutta la filiera agroalimentare. e proprio gli obiettivi e le sfide di cui, all’interno di questa cornice, devono occuparsi l’agricoltura e l’industria alimentare sono al centro dell’evento che si e’ tenuto questo pomeriggio a ecomondo, la fiera di riferimento in europa dedicata alla transizione ecologica e ai nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa”, rende noto un comunicato congiunto di confagricoltura e federalimentare. “‘gli obiettivi europei di neutralita’ climatica: politiche e investimenti per una filiera agroalimentare competitiva e sostenibile’, e’ il titolo dell’evento organizzato da federalimentare, confagricoltura ed enea, che ha visto la presenza di istitu-zioni e aziende per riflettere insieme sui prossimi passi da compiere. la riduzione dell’impatto ambientale pone infatti tutti gli attori della filiera agroalimentare di fronte a obiettivi e sfide ai quali non e’ semplice rispondere, come la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, la promozione dell’efficienza energetica e di tecnologie innovative a basse emissioni di co2. la realizzazione di questi obiettivi, pero’, non puo’ prescindere dal sostegno delle autorita’ europee e nazionali tramite e misure agevolative che possano realmente supportare gli investimenti necessari da parte degli operatori della filiera agroalimentare”, prosegue il comunicato. “l’industria alimentare italiana ha fatto moltissimo negli ultimi anni sulla via della sostenibilita’ in relazione alle caratteristiche nutrizionali e sul versante ambientale abbiamo riformulato oltre 4mila prodotti, riporzionandone oltre 3500, riducendone cosi’ quantita’ unitaria e densita’ energetica. non solo: abbiamo diminuito del 30% in 20 anni i consumi di energia, dimezzato in 30 anni l’utilizzo di acqua, ridotto del 40% in 10 anni l’uso dei materiali da imballaggio e aumentato le pratiche di recupero e riciclo. siamo tra i protagonisti di questa transizione energetica eppure, a livello comunitario ci sentiamo spesso trattati piu’ come destinatari delle misure che vengono prese che veri protagonisti del cambiamento. vorremmo dunque che i decisori politici, a livello comunitario, riconoscessero in qualche modo il percorso fatto dall’industria. per il futuro, allora, auspichiamo che i maggiori sforzi richiesti all’industria nel suo complesso dovranno essere accompagnati da un piano straordinario di investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, scongiurando provvedimenti punitivi come divieti e tassazioni ad hoc”, ha affermato ivano VACONDIO, presidente di federalimentare. “secondo i dati resi noti dalla commissione europea negli ultimi anni sono stati ridotti il ricorso alla chimica nei processi di produzione e l’emissione di gas ad effetto serra (meno 25% dal 1990), senza pero’ tagliare le produzioni. siamo consapevoli che dobbiamo accrescere il nostro contributo alla transizione ecologica, ma non servono i divieti. la strada da seguire e’ quella delle innovazioni e degli investimenti. il settore agricolo e’ dalla parte delle soluzioni. la transizione ecologica dovra’ comunque essere sostenuta da soluzioni innovative sui diversi comparti, al fine di mantenere la competitivita’ del settore e rispondere alle esigenze messe in evidenza dall’emergenza covid: garantire l’approvvigionamento di prodotti agricoli, sempre piu’ di qualita’ e a prezzi contenuti”, ha detto il presidente di confagricoltura, massimiliano GIANSANTI.