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“quest’anno a causa dell’inflazione e del rincaro dei prezzi il 52% degli italiani ha tagliato il cibo a tavola in quantita’ o in qualita’, con un effetto dirompente che grava soprattutto sulle famiglie a basso reddito, tanto che il 37% di italiani ha preferito risparmiare sulla qualita’ il 46% nel caso dei bassi redditi, ma appena il 22% per quelli alti”, ha reso noto il direttore generale del censis massimiliano VALERII nella conferenza stampa che ha anticipato l’apertura del XX forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di coldiretti dedicata ai dati dello studio 2022 che l’istituto di ricerca ha dedicato a “gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre”. per il censis, nella classifica dei prodotti piu’ colpiti ci sono al primo posto gli alcolici (il 44% degli italiani ha tagliato in tutto o in parte gli acquisti); al secondo posto i dolci che vengono tagliati in quantita’ dal 44%, mentre al terzo ci sono i salumi ai quali ha rinunciato il 38,7% dei cittadini, subito davanti al pesce (38%) e alla carne (37%). meno colpite sono state, nonostante rincari piu’ marcati, frutta (tagliata del 16% dei consumatori), verdura (12%) e pasta (11%), confermando la scelta degli italiani per i prodotti base della dieta mediterranea. “la qualita’ e’ un elemento competitivo che ha un diretto riconoscimento da parte dei consumatori”, ha sostenuto il ministro francesco LOLLOBRIGIDA commentando i dati del censis e sottolineando che il governo intende “difendere la qualita’ e il diritto dei cittadini di avere prodotti sani, mentre stiamo ancora a discutere di nutriscore”. allo scopo “e’ stata varata la prima delibera una ricerca italiana che contesti con prove scientifiche le accuse ai nostri prodotti”, ma serve anche una ricerca che faccia “innovazione per il nostro modello di sviluppo”. visti gli effetti del covid e della guerra in ucraina, ha detto inoltre il ministro, “dobbiamo garantirci l’indipendenza attraverso un processo che parta dalla produzione nazionale, poi europea, poi tra paesi alleati, con una politica dei prezzi che non ci veda in ginocchio in caso di crisi”. il ministro ha concluso il suo intervento affermando di non essere contro i prodotti tipo il parmesan, ma di volere “la bandiera italiana sui prodotti italiani per informare correttamente i consumatori e per far valere la nostra competitivita’”. a LOLLOBRIGIDA ha risposto il presidente di coldiretti ettore PRANDINI, che ha riconosciuto nella manovra del governo c’e’ “lo sforzo per trovare risorse a sostegno dei consumi coinvolgendo anche la filiera, al fine di garantire cibo di qualita’ pure alle fasce piu’ deboli”, e al ministro la volonta’ di avere una strategia di medio-lungo periodo. “il cibo italiano ne ha bisogno non solo per essere piu’ sostenibile e sempre piu’ distintivo, ma anche per conquistare sempre piu’ i mercati esteri”, ha concluso PRANDINI.

