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sono stati presentati al convegno di viterbo di confagricoltura i risultati dell’indagine nazionale di ispra sulla gestione del cinghiale in italia nel periodo 2015-2021. “nel periodo 2015-21 il prelievo di cinghiale e’ aumentato del 45%: in media sono stati abbattuti circa 300.000 cinghiali all’anno (di cui 257.000 in caccia ordinaria e 42.000 in interventi di controllo faunistico). nello stesso periodo, gli importi annuali dei danni all’agricoltura sono oscillati tra 14,6 e 18,7 milioni di euro, con una media annuale pari a oltre 17 milioni. nei sette anni dello studio l’86% degli abbattimenti di cinghiale (circa 1,8 milioni di animali) e’ avvenuto in attivita’ di caccia ordinaria e il restante 14% (circa 295.000 animali) in attivita’ di controllo faunistico. il 30% del prelievo totale (circa 630.00 mila animali) e’ stato realizzato in toscana e sono sette le regioni che hanno prelevato oltre un milione di animali nel periodo 2015-2021 (toscana, emilia-romagna, piemonte, lazio, umbria, liguria e marche), per un complessivo 73% del prelievo totale. il 38% dell’attivita’ di controllo faunistico stata realizzata all’interno delle aree protette nazionali e regionali, la restante parte (circa 184.000 animali) in territorio non protetto. le regioni piu’ colpite dai danni da cinghiale sono risultate abruzzo e piemonte con, rispettivamente, circa 18 e 17 milioni di € nel periodo considerato. altre tre regioni hanno fatto registrare oltre 10 milioni di € di danni: toscana, campania e lazio. solo nella provincia autonoma di bolzano non si rilevano danni all’agricoltura, in relazione alla distribuzione ancora molto limitata del cinghiale in questo contesto”, informa il comunicato ispra. maggiori informazioni qui https://bit.ly/3X8ByOn

