AGRIUMBRIA : RICCO PROGRAMMA DI INIZIATIVE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA ALLEVATORI

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un comunicato stampa di aia rende noto che: “l’edizione numero 54 di ‘agriumbria ‘, mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnia e alimentazione in programma a bastia umbra (pg) da venerdi’ 31 marzo a domenica 2 aprile 2023, quest’anno si preannuncia nel segno dell’importanza della filiera agrozootecnica nel suo complesso, ponendo al centro i principali temi del settore primario, con attenzione particolare alla gestione delle risorse idriche ed alle aspettative dei consumatori. lo slogan scelto dagli organizzatori di umbriafiere e’, infatti, ‘la fi(li)era e’ servita’. in questo quadro, grande rilievo rivestira’ ancora una volta la zootecnia, non solo per i numerosi spunti tecnici che emergeranno dai concorsi dedicati ad alcune tra le piu’ pregiate razze bovine da carne allevate nel nostro paese, ma anche per tutti i restanti settori dell’allevamento, ampiamente rappresentati ad ‘agriumbria ‘. spiccano infatti le due mostre nazionali curate dall’anabic (associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne) dedicate alla chianina – 36esima edizione – ed alla romagnola – 30esima edizione – , mentre le altre tre razze del circuito, la marchigiana, la podolica e la maremmana saranno presenti nell’ambito della tradizionale esposizione degli animali di italialleva, ‘cuore’ della manifestazione umbra. restando ai concorsi tecnici, molto attesa dagli allevatori di tutta italia e’ la mostra nazionale di anacli (associazione nazionale allevatori delle razze bovine charolaise e limousine italiane), giunta alla 18esima edizione per la razza limousine ed alla decima per la charolaise. completano il quadro delle razze bovine in vetrina a bastia la ‘regina’ da latte, la frisona italiana, protagonista anche tra quelle presenti nel concorso-gara di valutazione morfologica e attitudinale dedicato agli studenti degli istituti agrari, la pezzata rossa italiana, simbolo della ‘duplice attitudine’ e la piemontese, altra eccellenza del comparto da carne. sebbene ‘agriumbria ‘ si sia sempre piu’ specializzata, nel suo oltre mezzo secolo di vita, nel comparto bovino da carne, e’ da sottolineare che anche i bovini da latte ed in genere il settore lattiero-caseario hanno nel territorio umbro una tradizione da non sottovalutare, proprio in virtu’ del progressivo impegno e del costante miglioramento genetico e produttivo degli allevatori di razze ad alto potenziale, come appunto la frisona italiana. tra le novita’, e’ da segnalare in questa edizione il ritorno, dopo qualche anno, della bufala mediterranea italiana, presente grazie all’anasb, che organizza anche l’incontro ‘i mille allevatori di frontiera’ nella mattinata di sabato 1° aprile. altro comparto importante per la zootecnia del centro italia, e non solo, e’ sicuramente quello ovicaprino: confermato, dopo il positivo esordio dello scorso anno, il concorso nazionale arieti di razza ovina sarda iscritti al libro genealogico, organizzato dall’asso.na.pa. (associazione nazionale della pastorizia). grande novita’ sara’ il 1° concorso nazionale pecore di razza sarda iscritte al libro genealogico, con due categorie in gara: pecore di primo parto con lattazione in corso e pecore di secondo parto e oltre con lattazione in corso. sempre ben rappresentata la specie cunicola, con l’esposizione curata dall’anci. infine, grazie all’organizzazione della locale associazione allevatori umbria e marche-aaum, sara’ presente una significativa vetrina delle razze equine ed asinine allevate nel territorio, oltre a quelle suine di registro anagrafico anas. e’ una zootecnia, quella del territorio del centro italia, che costituisce una ricchezza assoluta di questa parte del paese ma che esprime anche, oltre ad elementi tradizionali e culturali ben marcati, una propensione all’innovazione ed alla sfida nel proporre un modello unico, distintivo, al tempo stesso attento alla valorizzazione delle razze di interesse zootecnico presenti ed alla tutela dell’ambiente e del benessere animale. elementi che si traducono in un rapporto molto sentito con la tradizione di un cibo sano, tipico, dalle origini certe e riconoscibili. l’area a.i.a.-italialleva a bastia e’ quindi il luogo ideale per riflettere sul valore della nostra ineguagliabile biodiversita’ zootecnica: tema che sara’ al centro anche della divulgazione dei principali risultati del progetto leo (livestock environment opendata), di cui l’associazione italiana allevatori e’ capofila, realizzato con importanti partner e che vede il ministero dell’agricoltura e della sovranita’ alimentare e forestale quale autorita’ di gestione. del progetto, giunto ormai quasi alla sua conclusione, si parlera’ anche nell’ambito del convegno che a.i.a. proporra’ ad agriumbria , nel pomeriggio di sabato 1° aprile, e che approfondira’ tematiche specifiche del comparto bovino da carne. l’incontro, dal titolo ‘produrre carni di qualita’ in modo efficiente per una dieta sana’ vedra’ alternarsi al tavolo dei relatori esperti di management e gestione dell’allevamento bovino da carne, di nutrizione ed alimentazione animale, nel campo della digitalizzazione in zootecnia, esponenti della filiera e del sistema allevatoriale, con il contributo della ditta msd animal health. anche per rafforzare e sostenere una delle novita’ di questa edizione, che per la prima volta vede la manifestazione umbra sede del ‘polo delle carni italiane’, istituito proprio lo scorso anno grazie ad uno specifico protocollo siglato tra associazione italiana allevatori, anabic, anacli ed i rappresentanti di umbriafiere. ‘a bastia umbra – affermano il presidente ed il direttore generale di a.i.a., roberto NOCENTINI e mauro DONDA – oltre al ricco programma tecnico ed espositivo e all’importante momento di confronto che organizziamo nella parte convegnistica, avremo finalmente la possibilita’ di far ‘toccare con mano’ ai cittadini la enorme differenza che esiste tra il nostro modello zootecnico, un esempio vero, autentico, distintivo ed inimitabile, e la vera e propria ‘deriva’ innaturale ed insensata proposta da chi si ostina a voler far passare la ‘chimera’ delle carni prodotte in laboratorio ed il cibo sintetico in generale, spacciandoli per ricette salva-ambiente a favore del pianeta, qualcosa che non profuma di autenticita’, ma solo di freddo business’.”.