GIORNATA FRUTTA: GIOVANI COLDIRETTI IN PIAZZA A COSENZA CON PRESIDENTE PRANDINI LANCIANO SOS

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nella giornata nazionale della frutta i giovani della coldiretti sono scesi in piazza a cosenza con il presidente nazionale della confederazione ettore PRANDINI per chiedere di “fermare l’abbattimento delle piante che sta provocando la desertificazione dei territori con drammatici effetti sui consumi nazionali e sul clima, l’ambiente, e la salute degli italiani”. nel centro della citta’ della calabria, che e’ patria delle clementine, e’ stato realizzato un “villaggio della biodiversita’ contadina” dove e’ stato possibile toccare con mano la qualita’ e la diversita’ della frutta italiana che i giovani coldiretti vogliono difendere. nei cartelli da loro inalberati si legge “adotta un albero”, “un frutto al giorno leva il medico di torno”, “costi raddoppiati consumi crollati”, “piantiamola: piu’ alberi meno smog”, “dobbiamo vendere 3 chili di arance per un caffe'”. cuochi contadini, agronomi, nutrizionisti hanno spiegato le ricette e le virtu’ degli agrumi offerti alla cittadinanza nell’ambito del progetto di raccolta fondi a sostegno della realizzazione e dello sviluppo del centro per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare in eta’ pediatrica dell’ospedale bambino gesu’. complessivamente la superficie italiana coltivata a frutta – sottolinea la coldiretti – si e’ ridotta a 560mila ettari, con la perdita di oltre centomila ettari rispetto a 15 anni fa con conseguenze sul primato produttivo nazionale in europa per un serie di comparti. un trend che per la coldiretti e’ pericoloso dal punto di vista ambientale con il degrado e all’abbandono che favorisce le alluvioni e le frane; per il suo impatto climatico, visto che “con la strage di piante da frutto e’ venuta a meno in italia la capacita’ di assorbimento di ben 2 milioni di chili di inquinanti all’anno” e in termini di “concorrenza sleale delle produzioni straniere”, “con la frutta made in italy stretta nella morsa del protezionismo da un lato e del dumping economico e sociale dall’altro”. “e’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualita’ che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute, secondo il principio di reciprocita’”, ha affermato PRANDINI. “l’export di frutta fresca vale 3,8 miliardi che – ha continuato PRANDINI – potrebbero aumentare se si riuscisse a superare il gap logistico e infrastrutturale con le opportunita’ offerte dal pnrr per garantire trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del paese e poi in ogni angolo d’europa e del mondo”. “la crisi della frutta italiana mette a rischio non solo la salute dei cittadini ma anche il futuro delle oltre diecimila giovani imprese agricole che hanno scelto di investire nel settore ortofrutticolo, il piu’ gettonato dagli agricoltori under 35” ha dichiarato la delegata dei giovani della coldiretti veronica BARBATI nel sottolineare che si tratta di “una nuova generazione di imprenditori che hanno assicurato in questi anni un apporto importante dal punto di vista dell’innovazione di prodotto e della sostenibilita’ delle coltivazioni che non possiamo ora permetterci di perdere”. un altro problema emerso dall’analisi di coldiretti sulla base dei dati di cso italy diffusa in occasione della giornata, e’ che con il caro prezzi e il cambiamento climatico che ha decimato i raccolti, gli italiani hanno tagliato gli acquisti di frutta, che sono crollati nel 2022 dell’8% in quantita’ rispetto allo scorso anno, ai minimi da inizio secolo. il brusco calo – sottolinea la coldiretti – ha fatto scendere il consumo individuale sotto la soglia minima di 400 grammi di frutta e verdure fresche per persona, da mangiare in piu’ volte al giorno, raccomandato dal consiglio dell’organizzazione mondiale della sanita’ (oms) per una dieta sana. un dato ancora piu’ allarmante – denuncia coldiretti – se si considera che a consumare meno frutta e verdura sono soprattutto i bambini e gli adolescenti, con quantita’ che sono addirittura sotto la meta’ del fabbisogno giornaliero, aumentando cosi’ i rischi legati all’obesita’ e alle malattie ad essa collegate. “in un paese come l’italia che e’ leader mondiale nella qualita’ dell’alimentazione, e’ importante valorizzare i prodotti base della dieta mediterranea, a partire proprio dalla frutta e dalla verdura, e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura” ha dichiarato PRANDINI nel ricordare che “la coldiretti e’ impegnata nel progetto “educazione alla campagna amica” che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche, mei mercati contadini e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe con l’obiettivo di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalita’ dei prodotti”. nell’occasione, il presidente della coldiretti ha anche ricordato il ruolo fondamentale dei lavoratori immigrati in agricoltura. nei frutteti italiani con l’arrivo dell’estate servono almeno quarantamila lavoratori anche per colmare la mancanza di manodopera che ha duramente colpito le campagne lo scorso anno con la perdita rilevante dei raccolti agricoli nazionali, ha detto, nel chiedere subito nuovi ingressi in riferimento alla nuova programmazione dei flussi di immigrazione decisa dal consiglio dei ministri. quello ortofrutticolo e’ un settore ad elevata intensita’ di lavoro con operazioni difficilmente meccanizzabili che richiedono manualita’ e professionalita’, con un bisogno di giornate lavorative, fra coltivazione e raccolta, che oscilla tra le 80 per le mele e oltre 510 per le fragole. coldiretti stima che un frutto su quattro venga raccolto da mani straniere nei molti “distretti agricoli” dove i lavoratori immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso – spiega la coldiretti – della raccolta delle fragole nel veronese, delle mele in trentino, delle pesche e delle pere in emilia romagna, degli agrumi nel meridione. settori che lo scorso anno sono andati in difficolta’ con la perdita rilevante dei raccolti agricoli nazionali anche – rileva la coldiretti – per le difficolta’ agli spostamenti dei lavoratori alle frontiere per effetto della pandemia. la coldiretti ricorda anche che nelle campagne c’e’ posto anche per studenti, pensionati o disoccupati che vogliono trovare una occasione di reddito e fare una esperienza all’aria aperta a contatto con la natura, grazie al nuovo sistema di prestazioni occasionali introdotto nella manovra che porta una rilevante semplificazione burocratica per facilitare l’avvicinamento al settore agricolo.