TASSINARI (ASSOSEMENTI), CHIEDIAMO A POLITICA SOSTEGNO A IMPEGNO FILIERE PER TRACCIABILITA’

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“la tracciabilita’ nel settore agroalimentare italiano e’ un dato ormai acquisito ed e’ un punto fermo per garantire la sicurezza degli alimenti in tutte le fasi di produzione, dal seme alla tavola. oggi i tempi sono maturi per un ulteriore passo avanti: quello che va verso la creazione di valore”, ha dichiarato eugenio tassinari , presidente di assosementi, aprendo l’incontro “la tracciabilita’ dei prodotti alimentari: una strada per la valorizzazione del made in italy” che si e’ svolto a roma, a palazzo falletti. all’evento, promosso da assosementi, hanno preso parte esponenti della politica e rappresentanti delle associazioni di filiera assitol, assalzoo, assobirra, agrinsieme, italmopa e compag. “mettere la tracciabilita’ al servizio della creazione di valore: questo il segnale unitario che oggi le filiere lanciano al mercato. proprio questa compattezza puo’ diventare il terreno comune sul quale costruire insieme alla politica un sistema normativo che accompagni gli operatori in modo armonioso, prevenendo provvedimenti dalla portata limitata”, ha detto ancora tassinari che ha ringraziato per la disponibilita’ al dialogo e al confronto costruttivo le varie realta’ intervenute al convegno, a partire dalle associazioni presenti in agrinsieme. qui l’intervista del presidente tassinari ad agra press https://youtu.be/39nwyBAwbU4 nel corso della tavola rotonda i rappresentanti delle associazioni di filiera hanno fatto il punto sull’impegno dei diversi comparti produttivi. per giuseppe CARLI di assosementi, “garantire la tracciabilita’ dei processi a valle della produzione sementiera diventa una necessita’ da cui non si puo’ prescindere se si vogliono valorizzare le produzioni agroalimentari nazionali e fornire al consumatore un prodotto di qualita’ garantita”. sul valore si e’ soffermato anche ivano VACONDIO (italmopa) che ha dichiarato: “gli industriali mugnai hanno compreso che un sistema di tracciabilita’ efficace ed efficiente e’ un valore aggiunto sia in termini di competitivita’, sia per ridurre i costi. per rispondere alle crescenti esigenze di tracciabilita’, anche l’industria molitoria si e’ quindi mossa verso un’importante evoluzione tecnologica e organizzativa”. cristiano FINI, presidente di cia, intervenuto per agrinsieme, ha ricordato che “il made in italy agroalimentare, tracciato, certificato e’ sempre piu’ giustamente percepito dai consumatori su scala nazionale ed internazionale, come elemento di qualita’ e dal forte valore aggiunto. resta pero’ il problema di sempre, il valore aggiunto non sempre viene equamente redistribuito su tutta la filiera e spesso la parte agricola resta la piu’ sacrificata. per questo bisogna creare valore per tutti”. fini ha anche insistito sul ruolo della ricerca soprattutto in prospettiva per sviluppare la produttivita’. per marcello DEL FERRARO di assitol, “la filiera degli oli vegetali da anni ha fatto della tracciabilita’ un proprio pilastro anticipando le scelte europee e nazionali ed e’ alla continua ricerca di soluzioni che rendano efficiente la produzione garantendo la qualita’ del prodotto in collaborazione con tutti gli anelli della filiera”. una logica condivisa anche dal settore mangimistico: per silvio FERRARI (assalzoo), “il nostro settore vede la tracciabilita’ come un fondamentale prerequisito del processo produttivo da 20 anni. la mangimistica e’ il primo segmento della filiera alimentare dei prodotti di origine animale e si colloca quale anello di congiunzione tra la produzione agricola primaria, da cui acquista le materie prime utilizzate per produrre i mangimi, e la produzione zootecnica da cui derivano latte, carne uova e pesce”. la scelta di legare alcuni degli aiuti accoppiati della pac all’utilizzo di seme certificato e’ stata valutata positivamente da edoardo MUSARO’ di compag. michele CASON (assobirra) ha sottolineato come “per la produzione di una birra di qualita’ e sostenibile e’ necessario partire da un seme certificato. un seme che certifichi la varieta’, in modo che tutti gli attori della filiera produttiva possano beneficiare e valorizzare il continuo miglioramento genetico dell’orzo; un seme che certifichi la salubrita’ e la protezione della nascitura pianta, ma anche la provenienza e rintracciabilita’”. all’incontro e’ intervenuto patrizio giacomo LA PIETRA, sottosegretario del ministero dell’agricoltura, secondo cui e’ importante lavorare insieme per aumentare l’uso delle sementi certificate: a questo scopo ha annunciato la creazione di un tavolo tecnico al ministero. ferdinando ALBISINNI, professore dell’universita’ della tuscia, ha fatto il punto sullo scenario normativo. luigi POLIZZI, direttore generale politiche internazionali e dell’unione europea del ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, ha concluso i lavori, sottolineando che “competitivita’, qualita’ e sostenibilita’ sono gli asset della riforma della politica agricola comune. non possiamo vincere queste tre sfide se non partiamo dalle sementi certificate che sono un grande contenitore di innovazione e tecnologia e che possono rispondere agli obiettivi che ci siamo posti per migliorare la produzione italiana”. sono inoltre intervenuti: luca DE CARLO, presidente della commissione agricoltura e industria del senato; giuseppe CASTIGLIONE, raffaele NEVI e marco CERRETO, componenti della commissione agricoltura della camera dei deputati.