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“una pianificazione spaziale del mare che ne ripartisca gli usi tra attivita’ industriali estrattive, energetiche, trasporti, fruizione turistica, conservazione della natura, acquacoltura e pesca, e che consideri gli inevitabili impatti di questa nel quadro delle politiche alimentari del paese, anche considerando le dimensioni sociali ed economiche della sostenibilita’. e’ questa la forte esigenza evidenziata in una giornata in cui, prima in un incontro con il sottosegretario al masaf LA PIETRA, e poi in seminario a carattere scientifico svoltosi a palazzo della cooperazione in via torino a roma, le rappresentanze cooperative, armatoriali e sindacali del settore hanno affrontato i nodi del futuro della pesca alla luce degli indirizzi espressi dalla commissione europea nel policy package, su cui l’italia ha espresso voto contrario nell’ultimo cdm agrifish”. lo rende noto un comunicato di alleanza cooperative pesca, che prosegue: “gli impatti della pesca a strascico, in particolare, sono stati al centro delle trattazione di ricercatori e professori universitari che ne hanno messo in luce in determinate condizioni la sostenibilita’ sui fondali gia’ sfruttati, che rispondono alle perturbazioni esercitate con la riduzione della biodiversita’ ed un aumento selettivo delle specie a queste resistenti su cui si basa l’attivita’ di cattura, alla stregua di quanto avviene in agricoltura. la tendenza europea ad allontanare e concentrare altrove queste produzioni ittiche, portata alle estreme conseguenze, oltre ad essere censurabile sul piano etico non risolverebbe il problema ambientale in scala globale, e sancirebbe il fallimento delle politiche fin qui attuate con i connessi investimenti materiali e immateriali, generando impatti sociali ed economici pesantissimi con costi pubblici insostenibili. i pescatori sono consapevoli degli impatti sugli ecosistemi marini, e sono favorevoli a misure effettive di conservazione nel pieno rispetto delle regole, ma per evitare questo scenario e’ necessario oggi un approccio di nuova generazione incentrato sulla pianificazione spaziale gia’ prevista da anni dalla strategia marina ue, oggi all’attenzione del comitato interministeriale istituito dal nuovo ministero del mare. le organizzazioni della pesca si impegneranno quindi in questi senso con il concorso della scienza ed attraverso una intensificazione del dialogo con il governo e le istituzioni europee”. sono intervenuti al seminario riccardo RIGILLO, capo di gabinetto del ministro per la protezione civile e le politiche del mare; giampaolo BUONFIGLIO, presidente consorzio unimar e alleanza cooperative italiane pesca; paolo TIOZZO, vicepresidente fedagripesca/confcooperative; francesca BIONDO, direttore federpesca; michele SCARDI, ordinario di ecologia-universita’ degli studi di roma “tor vergata”; fabio FIORENTINO, consiglio nazionale delle ricerche; stefano CATAUDELLA, professore emerito di ecologia-universita’ degli studi di roma “tor vergata” (past president cgpm); enrico ARNERI, consiglio nazionale delle ricerche; tommaso RUSSO, associato di ecologia-universita’ degli studi di roma “tor vergata”. tra il pubblico erano presenti carlo PICCININI, presidente fedagripesca; enrico CASOLA, presidente del consorzio ruini e vicepresidente agci agrital; flavio BALSAMO professore di ingegneria navale all’universita’ federico II di napoli; fabrizio DE PASCALE, uila.

